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In lotta con la verità - Gitta Sereny

Un libro decisamente stupendo.
Nonostante la forte impronta personale dell'autrice, che spesso risulta deleteria nelle trattazioni storiche (stile D.Irwing sullo stesso tema), il libro è in grado di fornire una esauriente ed attendibilissima fonte di notizie in merito.
L'assoluta veridicità può essere confermata qualora si leggesse l'intera bibliografia dell'autore, "diari segreti" in primis, nonchè altre pubblicazioni circa i personaggi e le vicende narrate.
Il protagonista si è progressivamente rinchiuso, come ben evidenziato dall'autrice, in una realtà "virtuale", spesso inconsciamente.
Tuttavia il giusto approccio con Speer, in virtù anche di una naturale spontaneità della Sereny, è riuscito a far emergere, qua e là, alcune perle di straordinaria qualità e rilevanza.
Il riuscire a coglierle, o almeno il ritenere di averlo fatto (non pecchiamo di superbia), fornisce, a mio avviso, una soddisfazione molto profonda.
Ciò permette di apprezzare l'umanità, di una persona di grande rilievo, all'interno di una ideologia e di vicende che di "umano" , nel senso dei sentimenti e delle emozioni, ha davvero ben poco.
Cogliere, senza pregiudizio alcuno, la positività, anche minima, di chiunque è, o meglio dovrebbe essere, l'essenza stessa dell'uomo, il vivere da "fratelli" come ben ci è stato insegnato ma, ahinoi, troppo spesso dimentichiamo.
Buona lettura

L' enigma Rudolf Hess - Sergio De Santis

Come da titolo, l'autore ha cercato di raccontare, astenendosi correttamente dal fornire interpretazioni personali,
la vicenda di Hess, concentrandosi specificatamente, anche se non in forma assoluta, sugli aspetti legati al ben
noto volo del personaggio in questione, alla volta della Gran Bretagna.
Si evince chiaramente che la versione "ufficiale", risulta alquanto stridente con i fatti documentati.
La vicenda, alla luce anche dell'inflazione circa le illazioni sulla scomparsa di ogni personaggio di rilievo cui siamo, ahinoi, abituati (Hitler,Monroe,Presley,Jackson per citarne solo alcuni), sarà certo di scarso o nullo
interesse ai più.
Nessuna obiezione al riguardo.
Vi è, tuttavia, una menzione particolare che va ricordata.
Si dice, a ragione, che la storia viene scritta dai vincitori.
Con tutte le implicazioni del caso.
Nella fattispecie, ci troviamo di fronte ad un segreto, apposto da uno dei protagonisti, a dir poco sconcertante.
Per quale ragione Churchill ha dato precisa disposizione che il fascicolo su Hess fosse secretato per decenni,
ben oltre l'aspettativa di vita media sino a 3 generazioni ?
Forse perchè, così facendo, l'oblio quando non addirittura la mancata elisione di tale vincolo, ponesse i presupposti per la non rivelazione di verità scomode che potrebbero palesare falsità storiche ?
Auguriamoci che coloro che verranno possano arrivare alla verità dei fatti.
Non solo su questo specifico episodio, bensì su un capitolo assai rilevante della storia umana, quale è stata
la seconda guerra mondiale, per trarne i giusti rilievi ed operare al meglio per la crescita del nostro genere.

Hitler - Joachim Fest

Difficile commentare un testo simile.
Anzitutto per l'argomento.
A distanza di decenni non si è ancora fatta, piena luca sul personaggio.
Principalmente per mancanza di dati reali in misura esauriente ma, e forse è questo il caso, per omissioni volute.
L'autore ha prima cercato, in forma quasi maniacale, di costruire lo scenario e solo successivamente, una volta che lo stesso lo soddisfava, vi ha inserito il personaggio.
Nella sua arroganza e nell'esasperata imposizione delle sue analisi cade, talvolta, in aperte contraddizioni.
In talune circostanze addirittura nella stessa pagina.
Ad esempio quando prima afferma che il protagonista agiva in modo istintivo, spesso affidandosi alla sorte (citando per certo il lancio di una moneta) e successivamente lo dipinge come soggetto titubante, restio a
prendere decisioni, che più spesso delegava ad altri.
Parimenti storicamente errata è l'affermazione secondo la quale avrebbe avuto in odio gli ebrei anche in virtù
della mancata guarigione della madre a seguito delle cure ricevute proprio da un medico ebreo.
La donna è deceduta per tubercolosi, cosa ben nota ad Hitler, che all'epoca era paragonabile all'odierno AIDS,
in quanto a virulenza e esito.
Nondimeno il soggetto aveva personalmente vergato un lasciapassare proprio a quel medico, consentendogli
l'espatrio in periodo di avvenuta promulgazione ed applicazione delle tristemente ben note leggi razziali.
L'ampollosa ricerca del particolare esaspera ulteriormente una lettura già non agevole.
La faziosità dell'autore, in totale contrasto con chi si proclama "storico", è assai manifesta.
Non si vuole certamente, sdoganare il dittatore e la sua figura, ma una visione più "superpartes", contribuirebbe
in misura significativa ad una miglior disamina.
Per un efficace confronto si legga la biografia redatta da J. Irving.
Buona lettura

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