MATILDE MARCHIORI

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U4. Koridwen - Yves Grevet

“Cantami la serie del numero quattro, finché oggi la impari”, chiede il fanciullo. E il druido risponde: “Vi sono quattro pietre per arrotare, pietre per arrotare di Merlino, che arrotano le spade dei prodi”.
U4 è una serie di quattro romanzi che possono essere letti in qualsiasi ordine. Questo libro è stato scritto dall’autore francese Yves Grevet. Il sottotitolo del libro è Koridwen il nome della protagonista di questo racconto. Koridwen è una, ragazza intelligente, decisa, posata, riflessiva e generosa, che ha sempre vissuto nella fattoria di famiglia in Bretagna, ma dopo una misteriosa epidemia si ritrova a dover vivere da sola e in difficoltà. Un giorno Kori scopre di essere una dei quattro ragazzi prescelti per “sconfiggere” il virus e salvare il mondo. Per farlo dovrà recarsi a Parigi. Parigi sarà una meta importante, perché lì dovrà andare sotto l’orologio più antico della città, e scattata la mezzanotte del 24 dicembre potrà ritornare indietro nel tempo per salvare il mondo.
U4 ci trasporta in un mondo post apocalittico, dove una misteriosa malattia ha sterminato tutti gli adulti tranne i giovani. U4 è il nome di questo strano virus: U indica “Utrecht”, la città dei Paesi Bassi in cui ha fatto la sua comparsa, e 4 sta per “quarta generazione”. Il virus si è propagato in tutta Europa: da Berlino a Milano. Kori non affronterà il viaggio verso Parigi da sola, infatti le farà compagnia e la aiuterà ad affrontare ostacoli di qualsiasi genere suo cugino Max. Durante il viaggio conosceranno altri due ragazzi che faranno compagnia ai due cugini: Marek e Anna. Kori dovrà affrontare pericoli e avventure che sono emozionanti e adrenalinici. Nel libro c’è anche il tema della magia: la nonna di Kori è una strega guaritrice che credeva molto nelle leggende celtiche, e sarà lei a comunicare alla nipote che è l’unica che può salvare il mondo dal virus. La narrazione è ricca di dettagli e molto fluida. Il libro è scritto in prima persona, e personalmente trovo sia molto bello sapere cosa provo la protagonista (le sue emozioni), e soprattutto cosa pensa della situazione in cui si ritrova e delle persone che le stanno accanto.
Matilde Marchiori, Liceo Scienze umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road"

Faten - Fatima Sharafeddine

“Un verme che strisciava sul terreno vide un passero volteggiare e cantare e prese a lamentarsi con la foglia caduta sul prato di non avere ali per volare. Una formica allora gli si avvicinò e gli disse: <<Taci, di quel che hai ti devi accontentare, val più di ciò che speri, se quelle che speri è essere un uccello, che si può catturare. Rimani nella terra, lei con i vermi è tenera. Meglio star zitti, e quei discorsi lasciar stare>>.”
(in arabo)
“دودة تزحف على الأرض رأت عصفورًا يدور ويغني وبدأت تتذمر للورقة الساقطة على العشب الذي ليس له أجنحة ليطير بها. ثم اقتربت منه نملة وقالت: << اخرس ، يجب أن تكون راضيًا ، الأمر يستحق أكثر مما تريد ، إذا كان ما تريده هو أن تكون طائرًا يمكن أسره. ابق على الأرض ، وهي مع الديدان رقيق. من الأفضل أن تصمت وتترك تلك الخطب في سلام >> “.
La storia è ambientata in Libano durante la guerra civile (1985). La protagonista è Faten una ragazza di quindici anni che è costretta a lasciare la sua casa per trasferirsi a Beirut e lavorare presso una famiglia abbiente, che ogni mese dà ai genitori della ragazza del denaro. Faten non può ribellarsi perché la sua famiglia ha bisogno di quei soldi. Nella nuova famiglia si sente sola e la trattano come se da lei ci si aspettasse una obbedienza assoluta. Ha delle amiche a Beirut che non può vedere perché non le è consentito uscire. La sua unica consolazione è quando vede ritornare a casa dall’università un ragazzo biondo che abita di fronte a casa sua. Questo giovane (Marwan) la aiuterà a realizzare i suoi sogni: continuare gli studi, diventare infermiera, essere libera e indipendente.
Personalmente ho trovato che questo libro fosse FANTASTICO. Uno dei libri più belli che ho letto fino ad ora. Una bella storia che parla di crescita, di sogni, del primo amore (per la protagonista), e di come è difficile credere in sé stesse quando la società non crede nel valore delle donne. Il libro è bilingue scritto in arabo e italiano. Il tema che viene affrontato nel libro è molto originale: la storia ci rammenta quanta strada occorra percorrere perché sia possibile ad ogni ragazza, di qualunque parte del mondo , poter avere dei sogni e realizzarli, e che ci sprona ad avere il coraggio e la forza per non mollare. Faten vuole essere libera, avere una sua dignità, e una vita che la rende felice. Non sarà facile far accettare queste sue idee molto importanti alla sua famiglia: infatti suo padre le è sempre andato contro, in ogni sua decisione.
Matilde Marchiori, Liceo Scienze umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road"

Chi era mio padre - Fulvia Degl'Innocenti

“I ricordi consumano i volti, e il tuo si era sbiadito. È stato come ritrovarti, spiarti da una finestra con gli occhi di un altro. Con gli occhi di tua figlia”
“Chi era mio padre” è un libro che è stato scritto dalla scrittrice Fulvia Degl’innocenti. La protagonista di questa storia è Eleonora una ragazza di sedici anni che abita con il padre in un appartamento a Milano. Lei e suo padre si sono trasferiti quando era piccolina da Montolmo, un paesino che si trova in Basilicata, dopo la presunta morte della madre morta in circostanze misteriose. Eleonora è una ragazza timida e introversa, che frequenta il terzo anno al liceo artistico: non è brava in matematica ed è diversa dalle sue coetanee, non si trucca e non si veste alla moda, è robusta, pratica insieme al suo amico Pietro kick boxing, ed è molto brava a disegnare. Una sera in tv Eleonora insieme al padre vede una notizia sul presunto omicidio di una donna, che fa sbottare suo padre in un momento d’ira. La ragazza pensa ci sia qualcosa sotto, e inizia a chiedersi come mai si siano trasferiti a Milano. Da qui intraprenderà una ricerca che la porterà nella sua città d’origine, dove troverà le risposte per scrivere il finale di un periodo fatto di dubbi e incomprensioni.
Questo libro l’ho trovato molto bello, toccante, e originale. È un buon insegnamento per un lettore che cerca di scoprire sé stesso e il rapporto genitori-figli. Mi sono ritrovata molto nella protagonista, una ragazza di appena 16 anni che decide di affrontare da sola un viaggio, e si ritroverà a dover scoprire un segreto doloroso, che cambierà i suoi giudizi su un padre violento ed alcolizzato. Il romanzo tratta un tema di cui non si sente parlare tanto: la depressione post partum. Infatti la madre di Eleonora, dopo la sua nascita, inizia a soffrire di questa “malattia” che cambierà la vita di chi le sta intorno, inclusa quella di sua figlia. Io mi sono immaginata di essere Eleonora, e sinceramente credo che non sarei mai riuscita ad affrontare un viaggio nel passato così arduo
Matilde Marchiori, Liceo Scienze umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road"

Santa Muerte - Marcus Sedgwick

“Lei è la Santa Muerte, lei è la Santísima Muerte; la più sacra! Lei è Santa Muerte. È lei che dovreste venerare!”
Santa Muerte è un libro scritto da Marcus Sedgwick, un autore britannico che ha vinto molti premi. La storia, ambientata in Messico e più precisamente ad Anapra (uno dei quartieri più poveri della città messicana di Juarez), narra la vicenda di due amici Arturo e Faustino che dovranno aiutarsi per scappare al di là del confine messicano, in America. Una storia che parla di amicizia, di fortuna, di gioco a carte (calavera), di bugie e di culti. Il libro si intitola Santa Muerte perché i due amici si affidano a questa santa messicana per poter riuscire a fuggire negli Stati Uniti. È una questione di vita o di morte perché ci sono delle bande di venditori di droga e delinquenti di vario genere che girano per la città, ma che non impediscono a questi ragazzi di sognare un futuro migliore. È una storia molto forte, carica di momenti di suspense che ti invogliano a continuare a leggere. Racconta di un confine che non è vicino a noi, almeno non dal punto di vista geografico, ma racconta di vicende quotidiane.
Mi hanno colpito molto i due protagonisti: giovani ragazzi (non si capisce di preciso quanti anni possano avere), che cominciano ad avere i loro problemi con una banda di cattivi, di criminali. Siamo in un luogo del mondo e in un periodo in cui la criminalità è altissima ed è difficile non esserne coinvolti dalla vicenda. Arturo ha una notte per giocare a carte per salvare la vita del suo amico Faustino. Faustino è finito a lavorare per una banda criminale i “Los Libertadores”: è caduto nella trappola dei cartelli della droga e dovrà trovare 1000 dollari entro il giorno successivo. E poi c’è la Santa che è una specie di divinità pagana e cristiana allo stesso tempo. Viene venerata come una santa, benché sia una figura che rappresenta la morte e il destino, ed è molto seguita dagli abitanti della zona, come se fosse l’emblema della città di Juarez. In questo libro, in ogni scena, si sente la sua presenza che guida le azioni e le situazioni in una maniera molto intrigante. Alla fine di ogni capitolo ci sono pezzi di articoli di giornale che ti aiutano a comprendere meglio il tema dell’immigrazione, tema centrale del libro.
Matilde Marchiori, Liceo Scienze umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road"

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