CARLO MOLINAROLI

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Hunger games. La ragazza di fuoco - Suzanne Collins

È tutto finito, cala il silenzio, due semplici tributi del distretto più malfamato e povero di tutti, Katniss Everdeen e Peeta Mellark hanno inceppato il grande meccanismo degli hunger games, hanno creato scompiglio e destabilizzazione ai piani alti, e non si sono ancora resi conto in che situazione scomoda si sono cacciati.
Inizia esattamente così il secondo capitolo “Hunger Games, la ragazza di fuoco” della avvincente saga ideata Suzanne Collins. Inizia esattamente dove ci eravamo lasciati alla fine del primo libro, e come quest’ultimo non ci lascia un attimo di tregua!
Noi lettori ci addentriamo sempre di più, pagina dopo pagina, nella mente della giovane protagonista che in questo capitolo completerà il suo percorso di comprensione e capirà cosa rappresenta, e cosa nonostante la sua giovane età ha il potere si fare. Elemento molto interessante è la figura del presidente Snow che ci viene introdotta e approfondita sin dalle prime pagine, mettendo in primo piano il confronto psicologico tra lui e Katniss, spunto di riflessione stuzzicante sono le similitudini del presidente di Panem con molti personaggi politici attuali che fa notare una velata ma intuibile critica anche alla società attuale. Il tono di questo libro si alza notevolmente dal primo, temi importanti, temi profondi vengono sviscerati e argomentati; questo fatto è ben messo a fuoco dalla crescita e maturazione della protagonista da adolescente a donna, da ribelle solitaria a vera e propria leader. Che oltre a tutte le più importanti difficoltà si deve anche iniziare a porre nei confronti dell’amore, che per una come lei sembra una cosa da niente ma come ben sappiamo nasconde sempre numerose insidie.
Scrittura avvincente, diretta, efficace; ti fa letteralmente entrare dentro al romanzo, tutto apparecchiato alla perfezione per il gran finale, un preambolo mozzafiato per un finale imperdibile!
Lo consiglio proprio a tutti gli amanti delle saghe distopiche, dai 13 anni in su.
Carlo Molinaroli liceo Copernico-Pasoli classe 4esp progetto leggere on the road biblioteca civica 2020-2021

Hunger games - Suzanne Collins

Le trombe squillano, l’arena si chiude. Gli Hunger Games hanno un vincitore… di troppo. Capitol City non ignorerà la sfida lanciata dalla ragazza in fiamme quando ha deciso che avrebbe salvato Peeta a ogni costo, il calore del suo carattere potrebbe scogliere i delicati equilibri che tengono in giogo i distretti. Katiniss e gli altri sopravvissuti cercano di andare avanti dopo quello che hanno vissuto, forse con l’andare del tempo sembrerà che non sia mai successo, incubi a parte. Ma quando la normalità sembra ristabilita, l’ombra bianca del presidente Snow la raggiunge cercando di strapparle il cuore: «Convinca me» con questa frase la guerra ha inizio. Se la Ghiandaia imitatrice dovesse fallire, il presidente ucciderà tutte le persone che ama: Prim, Gale, Peeta. Ma in realtà Capitol City non ha mai voluto concederle un’opportunità, chi ha sbagliato deve morire in diretta nazionale, non si possono correre rischi. I giochi della memoria hanno inizio, i tributi sopravvissuti torneranno nell’arena.
Con la seconda parte della saga di Suzanne Collins, La ragazza di fuoco,  si entra nel vivo dell’azione. Ho trovato bellissimi i temi trattati in questo capitolo. Katniss sarà costretta a rivivere a fondo le proprie paure, con la certezza che stavolta morirà pur di salvare Peeta. Eppure la sua vita inizia a non essere più soltanto sua. Sfidando il presidente Snow all’ultima edizione dei giochi è diventata l’emblema della ribellione, la Ghiandaia Imitatrice. Chi è contro Capitol City non può permettere che muoia. Saranno i tribuni stessi a cercare di proteggerla invece che ucciderla. Tuttavia la vita si ripaga con una vita, quella della persona che ti sta più a cuore. È strabiliante come ogni idea si leghi perfettamente alla successiva in un meccanismo preciso come quello di un orologio.
Pagina dopo pagina la narrazione procede allo stesso ritmo del libro precedente, non si trovano punti morti. Il tempismo è perfetto, qualunque cosa la scopriamo insieme a Katiniss come se fossimo con lei nell’arena. Leggendo Hunger games mi sentivo in trappola, braccato. Per tutta la durata del libro  la logica è a portata di mano ma invisibile. Cosa c’è dietro all’improvviso interesse dei tributi, perché determinate scelte che possono costare la vita vengono giocate comunque? Leggete Hunger Games, uno dei pochi libri dove il non scritto ha la stessa valenza delle parole… e ricordate che l’arena non perdona nessuno, neppure voi. Scegliete con cura i vostri alleati.

Berlin. I fuochi di Tegel - Fabio Geda, Marco Magnone

“Dissero che avremmo continuato a riempire la terra di storia e il tempo di vita.”
Berlin è una saga letteraria scritta da Fabio Geda e Marco Magnone, di cui il primo volume “I fuochi di Tegel” viene pubblicato nel 2015.
Le vicende sono ambientate a Berlino nell’aprile del 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti della città. In uno scenario spettrale e drammatico, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che lottano per sopravvivere con una certezza: compiuti i 16 anni, da un momento all’altro il virus potrebbe prendersi anche loro. L’apparente equilibrio viene rotto quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvarlo, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più estremo gruppo della città affrontando molte controversie e situazioni complicate.
Personalmente il libro mi è piaciuto molto, lo scenario distopico descritto dagli autori è affascinante, dettagliato e ben contestualizzato; i rimandi storici sono mirati e precisi e riescono a farti immergere del tutto nel periodo. Una caratteristica che mi è piaciuta particolarmente è la quantità di personaggi, tutti a loro modo protagonisti, e lo spazio dedicato alla caratterizzazione di quest'ultimi, che risultano con un background solido e ottimamente sfaccettati, rendendoli per la gran parte molto interessanti.
La scrittura risulta semplice, scorrevole e diretta; anche se il romanzo mantiene dei riferimenti che solo un pubblico abbastanza adulto può cogliere. Lo consiglio a tutti i ragazzi dalla fascia dei 13/18 ma anche a tutti coloro appassionati al genere distopico.
Carlo Molinaroli 4ESP Copernico-Pasoli progetto “leggere on the road” biblioteca civica 2020-2021

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