ANNA LISA BUZZOLA

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R: L' esperimento - Mauro Covacich

Mi spiace che questo libro non abbia capito il mio carissimo amico Maurizio Fornoni, perché voglio molto bene a tutti e due. Il fatto è che L'esperimento di Covacich è un libro fin troppo perfetto nelle sue simmetrie, il gioco dei rispecchiamenti è accuratamente costruito in ogni dettaglio, cripticamente annunciato da indizi anticipatori che si chiariscono solo nel colpo di scena rivelatore. Anche se poi il dubbio potrebbe anche tornare a insinuarsi, com'è normale, da secoli: "Era veramente Zhuangzi che aveva sognato di essere una farfalla o era stata una farfalla a sognare di essere Zhuangzi?". Però il gioco organizzato da Covacich in questo romanzo, come quello degli scacchi, appunto, è complesso e ricco di elementi. Anche i temi su cui riflettere sono molti: il talento e l'allenamento, i limiti del corpo e quelli della mente, la difficoltà nel cercare di gestire i sentimenti... Covacich, insomma, richiede al suo lettore un buon livello di attenzione.
E d'altra parte un libro si può anche rileggere... ;)

La vita, istruzioni per l'uso - Georges Perec

Non un romanzo solo, ma tanti romanzi sono incasellati nella cornice costituita dalla facciata di un palazzo parigino osservato meticolosamente, stanza per stanza, da un narratore preciso fino all'ossessione nomenclatoria nelle descrizioni e inesauribile nell'invenzione narrativa. Il numero dei capitoli, novantanove, allude a quell'incompiutezza che è l'unico dato certo della vita. Un romanzo di romanzi, un puzzle impossibile da completare, in cui si intrecciano infinite storie e sogni, progetti, amori e rancori, ricordi. Leggerlo, vagare tra le cucine e i salotti, le cantine e i solai, le scale e il vano dell'ascensore, i bagni e le camere da letto, contemplarne gli abitanti attuali e venire a sapere dell'esistenza di quelli precedenti, scoprire il loro passato, cercar di comprendere il loro presente... è un'avventura indimenticabile.

Non avevo capito niente - Diego De Silva

Un monologo interiore davvero vivace quello del protagonista di questo romanzo, che si ritroverà poi anche in Mia suocera beve e Sono contrario alle emozioni. Il suo linguaggio è al contempo colloquiale e colto, colorito e accuratissimo. Le vicende sfiorano il surreale, grazie all'osservazione ravvicinatissima, quasi al rallentatore, che l'autore ci propone. Così lo scherzo e la riflessione filosofeggiante procedono a braccetto, sorreggendosi a vicenda, con ottimi risultati.

Un cuore cosí bianco - Javier Marías

Un giovane uomo, appena sposato, comincia a nutrire dei dubbi sul passato del padre, sui suoi matrimoni che sono stati almeno due... Una riflessione su quel che si può e non si può dire, su quel che si vuole e non si vuole ascoltare. La storia di una silenziosa complicità fra un uomo e una donna, fra un marito e una moglie, complicità che riesce a mettere fine a una serie di terribili violenze - di uomini sulle donne -, una volta per sempre. O almeno lo si spera. Un linguaggio e uno stile che insegnano a riflettere, che incantano il lettore e lo guidano dall'ingenuità alla dura consapevolezza, concedendogli però anche qualche momento di divertita leggerezza.

L'altro capo del filo - Andrea Camilleri

Se si risente un po' della serialità nella serialità (Montalbano e soci sono personaggi ormai irrimediabilmente fissati nei loro atteggiamenti consueti e nelle loro abitudini - soprattutto Montalbano non può saltare un pranzo da Enzo o una cena di Adelina neanche morto), non si può comunque non ammirare la vitalità di un autore arrivato con questo volume al centesimo libro, a novant'anni compiuti, e capace di scherzare su se stesso anche inserendo nel testo un "novantino" che festeggia il compleanno al ristorante e che, secondo Montalbano “li avrebbi stinnicchiati a tutti [i suoi giovani parenti] prima di chiuiri l’occhi” (p. 60) e mostrando di passaggio anche un dottor Camilleri che “Galantomo è!” (p. 261).
Divertente come sempre, ma soprattutto scritto in una lingua magica - incomprensibilmente comprensibile - la cui musica resta in testa per un po', anche dopo che il libro è finito.

Anomalie - Mauro Covacich

Esercizi di stile, peraltro ben riusciti, di un Covacich ancora giovane.
Da confrontare con il suo ultimo uscito, La sposa, che avrebbe dovuto intitolarsi Altre anomalie: se la versione più matura riesce a costruire un quadro più coerente, dando senso alla frammentarietà dei racconti, e arriva a indicare una possibile speranza al di là dell'orrore, questa prima esposizione di anomalie, nella sua crudezza, cerca un senso all'interno stesso dell'assurdità; e a volte lo trova.

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