HELOISA FACCHIN

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Stepsister - Jennifer Donnelly

“Ciò che è fatto è fatto. Sia stato fatto a te o da te, non puoi cambiarlo.
Ma ciò che non è fatto non è fatto.
E lì alberga la speranza, incombe il rischio.
Credi nel tuo potere di trovare la tua strada. Oppure no. Hai comunque ragione.
Ogni guerra è diversa, eppure ogni battaglia è uguale.
Il nemico è solo una distrazione. Ciò che combatti, sempre, è te stessa.”
Principi, principesse, re, regine, guerrieri e fate fanno parte di questa storia, ma questa non è una fiaba qualsiasi, questa è una fiaba che illustra l’essere umano con il suo lato buono e cattivo. Sta a noi decidere la nostra condotta verso gli alti e i bassi della nostra vita. Isabelle, una ragazza forte e impavida, sbagliò tantissime volte nella sua vita lasciandosi trasportare dal suo lato oscuro, ma più tardi capì che poteva alterare tutto ciò, e che nessuno, tranne lei, sapeva quale fosse la cosa migliore da fare. Un destino segnato non è nulla per chi ha coraggio e determinazione. A volte, quando sembra che tutto sia perduto, basta guardare indietro, tornare sui nostri passi e ricominciare da capo.
Ho trovato questo libro molto interessante, la storia è accattivante e sono stata particolarmente affascinata da come il libro è scritto. La scrittrice ha saputo descrivere bene i sentimenti dei personaggi, il loro aspetto fisico e gli ambienti. Ogni scena è meticolosamente dettagliata. Tutti questi particolari fanno sì che il lettore riesca ad immaginare la scena come se fosse dentro il libro. Sono stati pochi i libri che mi hanno dato la stessa soddisfazione e per questo sono molto lieta di aver scelto Stepsister.
La storia è ricca di dettagli, di ambienti e di personaggi diversi. Trovo che sia perfetto per coloro che hanno intenzione di cominciare a leggere libri un po' più impegnativi.
Lo consiglierei ai ragazzi maggiori di 14 anni.

Heloisa Facchin, Liceo Scientifico Scienze Applicate N. Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi "Leggere on the road", settembre 2021

R: Faten - Fatima Sharafeddine

“Per la prima volta dopo tanto tempo sente ciò che tutti chiamano speranza. Le torna in mente un capitolo del libro di lettura che parlava della speranza, e del giovane che decise di costruire un castello per dimostrare all’insegnante di non essere né stupido né svogliato. Grazie al duro lavoro e all’incrollabile speranza, mise una pietra sull’altra e costruì un palazzo chiamato Castello di Musa, che la gente ancora oggi va a visitare su uno dei monti del Libano.”

Faten, una ragazza forte e piena di coraggio, riesce a cambiare completamente il corso della sua vita. All’età di soli 15 anni viene costretta dai genitori a lavorare come domestica presso una casa abitata da una famiglia di estranei, nella capitale del Libano, Beirut, lontana dalla sua famiglia, dalla scuola e dalla sua migliore amica. In Libano ci sono le guerre civili, i padroni di casa trattano Faten come se fosse solo una domestica, senza nessuna dimostrazione di affetto, e suo padre va da loro una volta al mese solo per ricevere una somma di denaro per il lavoro svolto. Nonostante tutto ciò, Faten continua a credere che un giorno realizzerà il suo sogno, essere un’infermiera.

Una storia che parla di speranza, di determinazione, di coraggio, in un contesto e in un realtà del tutto diversa da quella in cui noi occidentali viviamo. La cultura e i costumi descritti nel libro, diversi da quelli a cui siamo abituati, mostrano come le donne debbano sottomettersi al volere dei genitori, cominciando dalla giovane età, per procurarsi un marito, e quando si sposano lasciano gli studi e la carriera per occuparsi della famiglia.

All’inizio della lettura ho pensato che questo libro non fosse un gran che, ma pagina dopo pagina ha iniziato a piacermi. La storia è bella e devo dire che alcuni episodi mi hanno quasi emozionata. L’ho trovato interessante dal punto di vista della cultura dei personaggi. Il testo è scritto in due lingue, in arabo e in italiano, perfetto per chi stesse studiando arabo, o italiano, e volesse esercitarsi con la lettura. Trovo che il libro sia abbastanza semplice dal punto di vista del linguaggio e della storia, il che lo rende un libro adatto a chi non è abituato alla lettura e vuole iniziare con qualcosa di leggero. Consiglierei questo libro ai ragazzi dai 12 anni in su.

Heloisa Facchin, Liceo Scientifico Scienze Applicate N. Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi "Leggere on the road", settembre 2021

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