Marilia De Lima Mendes

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Il giovane Holden - J. D. Salinger

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”
Holden Caulfield è un sedicenne newyorkese degli anni cinquanta, viene da una famiglia benestante ed è stato espulso dalla scuola per l’ennesima volta a causa del suo scarso rendimento scolastico.
Holden è un adolescente ribelle, sarcastico e anticonformista, considera tutti gli adulti dei “phony” ovvero dei ciarlatani, i suoi coetanei non sono da meno, le uniche persone che sembra apprezzare veramente sono la sorellina Phoebe e il fratello deceduto Allie, la cui morte lo turba ancora.
Il comportamento delle persone che lo circondano lo infastidisce così tanto, che decide di abbandonare il college prima delle vacanze natalizie, non vuole che i suoi genitori scoprano dell’espulsione e così parte per New York da solo, dove starà per 3 giorni in un hotel.
La storia è narrata in prima persona e quindi vengono narrati anche i suoi pensieri, nel corso della storia si chiede più e più volte dove vadano le papere di Central Park South quando il laghetto è ghiacciato, ci andrà personalmente per scoprire che le papere non ci sono più.
Durante questi 3 giorni, Holden fa diversi incontri particolari che per la maggior parte finiscono male.
Dopo aver vagato per New York senza meta, si intrufola nella casa dei genitori per vedere la sorellina Phoebe, l’incontro dura poco, ma Holden confessa che ha intenzione di lasciare la città, la sorella preoccupata cerca di seguirlo, ma finiscono col litigare, per farsi perdonare la porta a giocare sulla giostra dei cavalli. In questo esatto momento Holden ha una illuminazione.
Il giovane Holden è il romanzo di formazione per eccellenza, è una lettura essenziale per gli adolescenti dai 15-18 anni, dato che questa è la fascia in cui si ha il passaggio dall’adolescenza all'età adulta. In questo caso Holden non vuole arrivare all’età adulta, per lui gli adulti sono tutti falsi, in fondo è ancora un ragazzino, tramite il cinismo e il disprezzo lui si distanzia da tutti come se questo fossero suoi nemici.
Anche se la storia è degli anni cinquanta, questo senso di inadeguatezza e sconforto è tipico di molti adolescenti, è la fase in cui si cerca di scoprire se stessi quindi è naturale sentirsi così.
Se siete come Holden e state cercando di capire anche voi il vostro posto nel mondo, vi consiglio di leggere questo libro e capirete che non siete soli, il giovane Holden è la dimostrazione che il disagio adolescenziale è presente in molti se non in tutti gli adolescenti, a prescindere dal tempo e dal luogo.
Marilia Mendes, Liceo Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi “Leggere on the road”

Il signore delle mosche - William Golding

“Ma che cosa siamo? Degli esseri umani? O degli animali? O dei selvaggi? Che cosa penseranno i grandi? “
Un gruppo di ragazzini inglesi finisce in un'isola deserta a seguito di un incidente aereo, i primi personaggi che incontriamo sono Ralph, un ragazzino biondo e un bambino chiamato “Piggy” a causa della sua corporatura. I due ragazzini trovano una conchiglia, grazie alla quale riescono a radunare gli altri superstiti e instaurare una specie di democrazia, a ciascun bambino viene assegnato un compito e tutti hanno il diritto di intervenire a patto che abbiano la conchiglia in mano.
I superstiti vedono Ralph come una figura carismatica e capace di condurre il gruppo alla salvezza, non considerano molto Piggy a causa del suo aspetto, ma la sua saggezza è di vitale importanza in questa critica situazione e Ralph ne è consapevole.
Oltre a Ralph e Piggy, spicca un altro personaggio: Jack.
Jack è contrario alla presa di potere di Ralph, ha ideali completamente diversi e si rifiuta di accettare le regole impostegli, tra cui quella di tenere il fuoco acceso, l’unica fonte di salvezza, nell’arco di poco tempo diventa un vero e proprio selvaggio, ha come solo scopo quello di cacciare e sottomette tutti gli altri con la violenza.
Questa ribellione da parte di Jack non è l’unica cosa a cambiare completamente la dinamica del gruppo, in molti iniziano a credere che ci sia una bestia dentro la foresta e questa paura contribuisce a portare Jack e molti altri alla pazzia.
La situazione precipita sempre di più e sta a Ralph e Piggy tenere il fuoco acceso e contemporaneamente scampare alla banda di selvaggi.
Golding fa uso di diverse metafore intelligenti, come quella degli occhiali che simboleggiano la ragione e la conchiglia che simboleggia la civilizzazione, Golding fa inoltre riferimento allo stato di natura secondo il filosofo inglese Hobbes, il quale afferma che in assenza di uno stato, tutti hanno il diritto naturale su tutto e l’uomo soggiogato dall'egoismo e dalla diffidenza, vive in continua lotta contro gli altri.
L’autore indaga la natura umana con uno sguardo pessimistico, concentrandosi su quegli aspetti che emergono nell’uomo quando non è presente alcun tipo di autorità punitrice, che in qualunque caso si presenta fragile.
Oltre che alla tirannide, Jack rappresenta l'impulso violento e irrazionale dell’uomo , mentre Ralph rappresenta la democrazia e la razionalità, i due sono in continua lotta per il predominio e come lettori non sappiamo chi avrà la meglio fino all’ultima pagina.
Il Signore delle Mosche è il pioniere dei libri distopici nonché un classico del novecento, è sicuramente un must per chi è appassionato di questo genere.
E una lettura in apparenza facile, ma che nasconde significati molto più profondi e complessi da interpretare, essendo un classico penso che sia un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita.
Marilia Mendes, liceo Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi “Leggere on the road”

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