MATEI LUCIAN AMANCI

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R: Mister Napoleone - Luigi Garlando

“L’imperatore è di statura bassa, ma a nessuno è mai apparso piccolo. Nemmeno, certo, in una notte come questa. La schiena del mare che come una balena sollevava il vascello fino alle nuvole, per poi sprofondarlo in abissi di schiuma, rendeva semplicemente giustizia alla sua vera statura: ecco il grande Napoleone Bonaparte, ecco il mio Imperatore!” Mister Napoleone, scritto da Luigi Garlando, è un romanzo steso sottoforma di diario, tramite il quale l’autore ci permette di immedesimarci al meglio in quella che è una nuova visione dell’esilio Napoleonico. Un romanzo molto particolare, il quale, tramite l’uso di uno stile non troppo ricercato e molto fluente, ci consente di leggere una storia scorrevole e piacevole che narra le vicende di Emanuele, figlio del fidato biografo di Napoleone, che insieme al padre, si ritrova a salpare su un vascello diretto verso l’isola D’Elba. Qui il ragazzo ed i suoi amici sono costretti ad affrontare diverse avversità, le quali, alimentate dalle continue ostilità presenti tra francesi ed inglesi, crescono, fino ad arrivare a dei veri e propri “scontri” che avvengono tra la banda di Emanuele e quella di Kendall (nipote del governatore inglese dell’isola). In questo frangente la figura di Napoleone assume sempre di più il ruolo di guida, andando a creare un nuovo ed originale gioco improntato alla pace, mediante il quale, il grande condottiero riesce a canalizzare l’odio dei ragazzi verso un qualcosa di meno violento e molto più divertente. Si tratta di un romanzo molto scorrevole, che alle volte riesce a regalare al lettore dei momenti intensi e pieni di significato.

La formula esatta della Rivoluzione - Marcello Fois, Alberto Masala, Otto Gabos

“Il 14 luglio 1789 a Parigi nessuno poteva dormire. La folla per le strade, le urla, i canti le esplosioni ripetute, i colpi di fucile che rispondevano ad altri secchi colpi solitari indicando direzioni sempre diverse, carrozze che saltavano sul selciato a rischio di rovesciarsi per la velocità, battaglioni che correvano a passo cadenzato...un clamore ininterrotto e boati sempre più forti indirizzavano l’orecchio e lo sguardo verso i bagliori delle fiamme che stavano avvolgendo la Bastiglia.” La Formula esatta della Rivoluzione, scritto da Marcello Fois e Alberto Masala, è un romanzo storico che si ispira al linguaggio dei graphic novel: la sapiente matita di Otto Gabos, con le sue illustrazioni affascinanti, ci aiuta ad immedesimarci nel clima della Parigi della Rivoluzione. Si tratta infatti di un romanzo molto particolare, che racchiude in uno stile molto semplice e fluente una storia profonda e riflessiva. Quest'ultima narra le vicende di una famiglia parigina, alle prese con i difficili tempi della Rivoluzione francese, durante la quale le persecuzioni e le violenze sono all’ordine del giorno. In questo clima di tensione, dove ogni azione viene vista come un’ipotetica minaccia alla nuova repubblica, la famiglia decide di nascondere nella propria casa il nobile scienziato Antoine-Laurent de Lavoisier, il quale caduto vittima dei complottisti, rischia la vita. L’arrivo di Lavoisier ha quindi un grandissimo impatto sulla vita dei suoi ospitanti, specialmente su quella del giovane Arnold, il quale diventa, insieme alla sua migliore amica Pierrette, l’apprendista del grande scienziato. In questo frangente, sì assiste ad una nuova evoluzione delle vite dei due giovani, che si ritrovano costantemente tra vari colpi di scena, grazie ai quali riescono a crescere ed a migliorare. Un libro molto semplice ma allo stesso tempo molto riflessivo: una volta finito, lascia in eredità al lettore quell’idea, tanto cara ai Rivoluzionari, di uguaglianza, libertà e fraternità.

Il Silmarillion - John Ronald Reuel Tolkien

“Qui l'Anello rimase fino a quando non fu trovato, addirittura l'anno stesso dell'assalto contro Dol Guldur, da un viandante che aveva cercato rifugio nelle profondità della terra per salvarsi dall'inseguimento degli Orchi e giunse in una regione assai lontana, precisamente la terra dei Periannath, la Gente Piccola, i Mezzuomini che dimoravano nell'Eriador occidentale”.
Il Silmarillon, scritto da J.R.R. Tolkien e poi successivamente pubblicato da suo figlio, è un’opera che rappresenta il tronco dal quale si sono diramate tutte le successive opere narrative di Tolkien, che oramai tutti conosciamo, come ad esempio Lo Hobbit ed Il Signore degli Anelli. Non a caso il libro è proprio un racconto riguardante i Tempi Remoti, che avvengono durante la Prima Era del Mondo, la quale ben si discosta dalla sequenza temporale dei libri sopracitati, i quali vanno a rifarsi ai grandi eventi verificatisi alla fine della Terza Era. Si tratta infatti di un volume con una grande storia, la quale essendo stata plasmata durante i vari decenni di vita dell’autore, assume una ricchezza di dettagli ed una complessità superiore, a parer mio, rispetto ad altri libri dello stesso genere. Difatti, è proprio per questo motivo che consiglierei a chi magari volesse cominciare a scoprire il favoloso mondo di Tolkien, di non iniziare con Il Silmarillon ma di optare piuttosto verso la lettura di un eventuale “Lo Hobbit” o “Il Signore degli Anelli”, i quali andrebbero a facilitare la comprensione generale dell’opera. A livello di trama il Silmarillon si suddivide in cinque parti principali, ognuna delle quali racconta una particolarità dell’universo Tolkieniano, come ad esempio la genesi di Eä (il mondo) o i fatti avvenuti durante le diverse ere, rispettivamente prima, seconda e terza. Ogni sezione racchiude molti particolari, i quali vanno a creare un contesto universale all’interno di cui è possibile andare a scorgere le basi per le opere future. Si tratta comunque di un libro dal lessico semplice, il quale tuttavia si fa riconoscere proprio per quello stile appartenente a Tolkien, tramite il quale l’autore ci provvede ad una lettura nel complesso scorrevole.

R: Fidanzati dell'inverno. L'attraversaspecchi. 1 - Christelle Dabos

“L’idea di essere privata della libertà di movimento le faceva orrore. La mettevano in gabbia per proteggerla, e un giorno la gabbia sarebbe diventa una prigione”. Fidanzati dell’inverno, scritto da Christelle Dabos e primo libro della saga dell’Attraversaspecchi, è un romanzo a stampo fantastico, il quale va a combinare insieme, in maniera molto riuscita, vari elementi appartenenti a filoni diversi della narrativa fantascientifica, come ad esempio lo Steampunk vittoriano e la Belle Époque francese. Si tratta infatti di un romanzo particolare, il quale va a raccogliere ed a riutilizzare in una maniera gentile ed intelligente l’eredità formatasi in due decenni di libri fantasy. Difatti si nota molto bene l’impegno dell’autrice nel far crescere e sviluppare i vari personaggi, i quali maturano insieme alla trama, la quale viene proposta al lettore senza troppe pretese, cercando di invogliare quest’ultimo a leggere sempre di più per riuscire a scoprire l’evoluzione del romanzo. Non a caso, il volume racconta le vicende di Ofelia, una ragazza un po’ goffa ma dotata di due doni molto speciali, i quali sono riscontrabili nella sua abilità di spostarsi attraverso gli specchi e la sua capacità di leggere e di percepire la storia di un oggetto semplicemente toccandolo. In questo frangente, la protagonista viene costretta ad un matrimonio forzato, il quale la costringerà a lasciare la sua arca (ogni comunità vive su di una di queste) per trasferirsi sulla lontana e fredda arca del Polo, nella quale la giovane Ofelia si ritroverà a dover crescere in fretta, per riuscire ad affrontare gli enigmi che la aspettano in un ambiente tanto misterioso quanto spietato. Si tratta tuttavia di un romanzo molto scorrevole, il quale non necessità di particolari conoscenze per essere letto, caratteristica data proprio dal suo lessico semplice e scorrevole, il quale, a parer mio, rende il libro adatto a quella fascia di età che si aggira dai dodici anni in su.

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