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Praga magica - Angelo Maria Ripellino

«Il folclore ebraico ha conservato molto del terrore e del mistero del passato e, se studiato più a fondo, si presta a esercitare notevole influenza sulla narrativa del mistero. I migliori esempi del suo uso letterario sono, finora, il romanzo tedesco Il Golem di Gustav Meyrink e il dramma Dybbuk dello scrittore ebreo che usa lo pseudonimo di "Ansky". Il primo, con le sue immagini tenebrose di prodigi ed orrori al di là della nostra portata, si svolge a Praga e descrive con singolare maestria l'antico ghetto di quella città con i suoi frontoni a punta e spettrali. Il nome deriva da un favoloso gigante artificiale, che si suppone fatto e animato da rabbini medievali, secondo una data formula misteriosa»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 60
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

I romanzi Il Golem e La notte di Valpurga di Gustav Meyrink (1869-1932, biografia su Treccani) a catalogo.

Victoriana - Franco Pezzini

«La tradizione romantica, semi-gotica, quasi-morale qui rappresentata fu proseguita per gran parte del diciannovesimo secolo da autori come Joseph Sheridan LeFanu, Wilkie Collins, Sir H. Rider Haggard (di cui She, Lei, è veramente ottimo), Sir A. Conan Doyle, H.G. Wells e Robert Louis Stevenson - l'ultimo dei quali, malgrado un'atroce tendenza verso l'elegante manierismo, creò classici permanenti come Markheim, The Body Snatcher (Ladri di cadaveri) e Dr. Jekyll and Mr. Hyde (Lo strano caso del dr. Jekyll e Mr Hyde). In realtà, si può dire che tale scuola esista ancora, perché ad essa appartengono racconti temporanei dell'orrore che puntano sugli avvenimenti più che sui dettagli di ambiente [...] Ha una forza innegabile e a causa del suo "elemento umano" attira un più vasto pubblico di quello che ottiene il puro incubo artistico»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 51
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Libri a catalogo degli autori citati:

Joseph Sheridan Le Fanu (1814-1873)

Wilkie Collins (1824-1889)

Henry Rider Haggard (1856-1925)

Arthur Conan Doyle (1859-1930)

Herbert George Wells (1866-1946)

Robert Louis Stevenson (1850-1894)

Racconti fantastici - Théophile Gautier

«In Théophile Gautier ci sembra di scoprire per la prima volta un autentico senso francese del mondo irreale, e qui compare un mistero spettrale che, benché non impiegato costantemente, è subito riconoscibile come qualcosa di genuino e profondo. Brevi racconti come Avatar, Le Pied de Momie (Il piede della mummia) e Clarimonde offrono tratti di visioni proibite che affascinano, lusingano e talvolta terrorizzano; mentre le immagini egiziane evocate in Une Nuit de Cléopâtre (Una delle notti di Cleopatra) sono di efficacia acutissima e molto espressiva. Gautier carpì il profondo spirito dell'Egitto, appesantito da eoni di tempo, con la sua vita misteriosa e la sua architettura ciclopica, ed espresse una volta per tutte l'eterno orrore del mondo sotterraneo delle catacombe, dove alla fine dei tempi milioni di rigidi cadaveri imbalsamati leveranno lo sguardo vitreo nelle tenebre, in attesa di una terrificante chiamata»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 56-57
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Un'altra edizione italiana dei racconti di Gautier è curata da Carlo Pasi con traduzioni di Donata Feroldi (link al catalogo) e contiene: Caffettiera, Onuphrius, Omphale, Morta innamorata, Catena d'oro, Pipa di oppio, Notte di Cleopatra, Vello d'oro, Cavaliere doppio, Piede di mummia, Due attori per una parte, Re Candaule, Il club di mangiatori di hascisc, Arria Marcella, Avatar, Iettatura.

Melmoth l'Errante - Charles Robert Maturin

«La narrativa fantastica gotica inglese e tedesca si diffuse allora con profusione molteplice e mediocre [...] Questa particolare scuola stava gradatamente esaurendosi, ma prima del definitivo insabbiamento, nacque la sua ultima e più grande figura nella persona di Charles Robert Maturin (1782-1824), un oscuro e eccentrico prete irlandese [...] Melmoth è il racconto di un gentiluomo irlandese che nel diciassettesimo secolo ottiene dal Diavolo una vita prolungata in modo soprannaturale a prezzo della sua anima. Se può convincere un altro ad accettare il trasferimento del patto, allora egli sarà salvo [...] Nessun lettore imparziale dubita che con Melmoth si è fatto un grosso passo avanti nella evoluzione del racconto dell'orrore. La paura viene tolta dal regno del convenzionale ed esaltata come una terribile macchia che incombe sul destino dell'umanità»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 37-38
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Ondina - F. de La Motte-Fouqué

«Il più artistico fra tutti i racconti misteriosi europei è il classico tedesco Undine (Ondina) (1814) di Friedrich Heinrich Karl, Baron de la Motte Fouqué. In quella storia di uno spirito acquatico che sposò un mortale e ottenne un'anima umana vi è delicata bellezza di esecuzione che lo rende importante in qualsiasi settore della letteratura e una semplice naturalezza che lo accosta al genuino mito popolare [...] Molti brani e i tocchi di suspense del racconto rivelano Fouqué come un artista completo nel campo del macabro; specialmente la descrizione del bosco invaso dai fantasmi, con il gigantesco uomo bianco e diversi terrori indicibili che compaiono all'inizio della narrazione»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 53-55
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Romanzi e racconti - E.T.A. Hoffmann

«In Europa l'orrore letterario andava a gonfie vele. I famosi brevi racconti e romanzi di Ernst Theodor Wilhelm Hoffmann (1776-1822) sono sinonimo di fertilità di ambientazione e di maturità di forma, sebbene tendano alla leggerezza e alla stravaganza e difettino di quegli attimi elevati di assoluto terrore mozzafiato che uno scrittore meno sofisticato avrebbe potuto raggiungere. Generalmente richiamano il grottesco più che il terribile»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 53
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

The Castle of Otranto - Horace Walpole

«Ma toccò a un inglese molto allegro e attaccato alle cose del mondo - Horace Walpole, prima di altri - dare al crescente impulso una forma definitiva e divenire il vero fondatore del racconto letterario dell'orrore come forma permanente [...] Walpole pubblicò The Castle of Otranto (Il castello di Otranto) nel 1764, racconto del soprannaturale che, pur complessivamente mediocre e poco convincente, era destinato a esercitare un'influenza pressoché ineguagliata sulla letteratura del mistero [...] Questo è il racconto: piatto, ampolloso e completamente privo del vero orrore cosmico che costituisce la letteratura del mistero. Ciò nonostante, fu tale la sete dell'epoca per quei tocchi di stravaganza e antichità spettrale che essa riflette, da essere seriamente accolto dai lettori più giudiziosi e innalzato [...] su un piedistallo di eccelsa importanza nella storia letteraria»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 27-29
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Racconti fantastici - Guy De Maupassant

«I racconti dell'orrore del potente e cinico Guy de Maupassant, scritti quando la pazzia si stava ormai impossessando di lui, presentano peculiarità tutte proprie; sono i morbosi sfoghi di una mente realistica, in condizioni patologiche, più che visioni prodotte da una sana immaginazione naturalmente disposta alla fantasia e sensibile alle normali illusioni dell'occulto. Ciò nonostante sono di grandissimo interesse e acutezza; richiamano con forza meravigliosa l'imminenza di indicibili terrori e la implacabile persecuzione di un individuo sfortunato da parte di terribili e minacciosi rappresentanti delle tenebre esterne. Di questi racconti, Le Horla (L'Horla) è in genere considerato il capolavoro. Tratta della venuta in Francia di un essere invisibile che vive di acqua e latte, svia le menti di altri e sembra essere il condottiero di una orda di organismi extra-terrestri giunti sulla terra per soggiogare e distruggere il genere umano [...] Altre creazioni di efficacia macabra di Maupassant sono Chi lo sa?, Lo spettro, Egli, Il diario di un pazzo, Il lupo bianco, Sul fiume e i macabri versi intitolati Orrore»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 57-58
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Vathek - William Beckford

«Classica nel merito, e spiccatamente diversa da lavori analoghi perché basata sul racconto orientale anziché sul romanzo gotico alla Walpole, è la celebre History of the Caliph Vathek (Vathek) del ricco dilettante William Beckford, dapprima scritta in francese ma pubblicata in traduzione inglese prima dell'apparizione dell'originale. [...] Il racconto scorre con sfoggio fantasmagorico in cui il riso è quello di scheletri che banchettano sotto cupole arabesche.»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 42-43
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

Il monaco - Matthew Gregory Lewis

«L'orrore in letteratura raggiunse una nuova malvagità con gli scritti di Matthew Gregory Lewis (1773-1818), il cui romanzo The Monk (Il Monaco) ottenne una fantastica popolarità e gli valse il soprannome di "Monk" Lewis [...] Una cosa importante si può dire dell'autore, che mai distrusse le sue visioni macabre con una spiegazione naturale»

da: H.P. Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura, SugarCo, Varese 1994, p. 35-36
(Testo in inglese di Supernatural Horror in Literature)

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