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Volevo solo averti accanto
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Balson, Ronald H.

Volevo solo averti accanto

Milano : Garzanti, 2014

Abstract: È la sera della prima al grande teatro dell'Opera di Chicago. Morbide stole e sete frusciatiti si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenweig, il più ricco e importante mecenate della città. All'improvviso fra la folla appare un uomo anziano in uno smoking rattoppato. Tra le mani stringe convulsamente una pistola che punta alla testa di Rosenweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa alle prese con una scelta difficile della sua vita. Catherine conosce l'olocausto esclusivamente dai libri di scuola, eppure solo lei riesce a leggere la forza della verità negli occhi velati di Ben, solo lei è disposta ad ascoltare la sua storia. Una storia che la porta nella fredda e ventosa Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco tremante e con le scarpe di cartone che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon. Ma anche agli occhi ambrati di una ragazza coraggiosa e a una storia di amore, amicizia e gelosia che affonda le radici del suo segreto in un passato tragico.

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Utente 167
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il libro parte in sordina per poi crescere in un turbine di eventi ed emozioni. Le memorie dell'Olocausto polacco di Salomon pur non aggiungendo nulla a quanto tutti noi sappiamo, riescono sia ad essere documento storico che romanzo d'azione ricco di colpi di scena e di soluzioni narrative originali. Ritmo incalzante, sentimento, azione ed anche legal thriller. Consigliato.

tb025933vr
88 posts

Molto delicato; la parte molto dettagliata raccontata da Ben mi ha trascinato completamente nel periodo dell'Olocausto. Il resto della storia è scontato e rischia la banalità, ma la scrittura scorrevole permette di terminare il libro in un soffio.

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