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Non all'amore né alla notte
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Boyne, John

Non all'amore né alla notte

Milano : Rizzoli, 2011

Abstract: Inghilterra, 1919. Tristan Sadler ha solo ventun anni, ma è già un veterano. Un tremito incontrollabile alla mano destra e un senso di colpa così devastante da sconfinare nell'odio di sé, sono questi i segni che l'esperienza atroce e insensata della Grande Guerra gli ha lasciato addosso e nel cuore. E anche se ha provato a rifarsi una vita inseguendo il sogno di diventare scrittore, il ricordo di un gesto inconfessabile non gli dà pace. Proprio per lenire le ferite di un passato che non vuole passare, Tristan decide di incontrare la sorella di Will, un commilitone giustiziato durante la guerra perché, obiettore di coscienza assolutista, aveva gettato le armi e rifiutato di combattere contro altri esseri umani: c'è un plico di lettere che Tristan vuole riconsegnare alla famiglia del compagno morto. Ma l'incontro fra Tristan e Marian prende una piega diversa e inaspettata, quella di una struggente, urgentissima confessione. Perché il tempo delle menzogne e della violenza è finito, e per Tristan è giunta l'ora di fare i conti con chi è veramente. Con Non all'amore né alla notte John Boyne ci consegna una storia così vera e dirompente da fare più male dei fucili, un inno vibrante al coraggio di amare e di essere liberi.

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Utente 5681
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Peccato che il titolo affibbiato a questo ottimo romanzo non dica nulla del suo contenuto, avrebbero dovuto semplicemente tradurlo dall'inglese: "L'assolutista", perché di questo si parla, di giovani che rifiutano la guerra e i suoi orrori a tal punto da andare oltre l'obiezione di coscienza, e di come la loro scelta li porti ad un tragico epilogo, che si riversa poi, a cascata, su tutti gli altri protagonisti della storia. Lo stile è eccellente, ma di questo con Boyne si va sul sicuro, nel caso specifico lo troviamo alle prese con vicende che vanno dal 1916 al 1979, e nello svolgere trame in ampi lassi di tempo lo scrittore irlandese è davvero un maestro. C'è molto in questo libro, c'è l'amore tra due soldati, il rifiuto di accettarlo, da parte dei genitori, della società ma anche da parte di loro stessi, c'è la sofferenza estrema di stare in trincea, la morte che incombe su tutto e su tutti, e poi il rimorso, che rimarrà vivo e bruciante nel protagonista come una spina nel cuore. Un romanzo che mostra da un altro punto di vista la "Grande Guerra", che di grande ha avuto solo il nome. Struggente e necessario.

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