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Marina Bellezza
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Avallone, Silvia <1984- >

Marina Bellezza

[Milano] : Rizzoli, 2013

Abstract: Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. E cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.

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Storia un po triste ma mi è piaciuto di più di "Acciaio"

Utente 167
40 posts

un ritratto impietoso dell'Italia della crisi, delle veline e dei reality. Un libro tutta sostanza e pochi fronzoli. Linguaggio scarno essenziale e duro come le valli dov'è ambientato il romanzo. Due personaggi difficili ed ermetici, due storie che non riescono a fondersi ma nemmeno a perdersi, emozionante intenso e triste; penalizzo il finale che secondo me non è all'altezza del resto del libro. Consigliato

tb025933vr
88 posts

Bello lo stile di scrittura e lo sviluppo del tema sociale ed economico di una Italia dove diventa sempre più importante l'immagine. Molto interessante la sfida di Andrea nell'abbandonare il lavoro e gli studi e ripartire dalle origini, immerso nella natura, come il nonno. L'amore-odio fra i due ragazzi a volte mi è sembrato più una "sceneggiata televisiva". Mi ha emozionato (anche se molte volte mi ha fatto indispettire) la ricerca di riscatto di Marina, spinta da una situazione familiare angosciante e traumatica vissuta durante la sua infanzia e tutt'ora. Finale inesistente, e tutto è rimasto...sospeso.

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