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Non avevo capito niente
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De Silva, Diego <1964- >

Non avevo capito niente

Torino : Einaudi, 2013

Abstract: Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto Mimmo 'o burzone e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.

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Un monologo interiore davvero vivace quello del protagonista di questo romanzo, che si ritroverà poi anche in Mia suocera beve e Sono contrario alle emozioni. Il suo linguaggio è al contempo colloquiale e colto, colorito e accuratissimo. Le vicende sfiorano il surreale, grazie all'osservazione ravvicinatissima, quasi al rallentatore, che l'autore ci propone. Così lo scherzo e la riflessione filosofeggiante procedono a braccetto, sorreggendosi a vicenda, con ottimi risultati.

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