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Oh, Boy!
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Murail, Marie-Aude

Oh, Boy!

Firenze ; Milano : Giunti junior, 2008

Abstract: I Morlevent sono tre: un maschio e due femmine. Orfani da poche ore. Hanno giurato di non separarsi mai. Siméon Morlevent, 14 anni. Smilzo per non dire emaciato. Occhi marroni. Segni particolari: superdotato intellettualmente, si accinge a preparare la maturità. Morgane Morlevent, 8 anni. Occhi marroni. Orecchie a sventola. Prima della classe e molto attaccata al fratello. Segni particolari: gli adulti si dimenticano sempre di lei. Sempre. Venise Morlevent, 5 anni. Occhi blu, capelli biondi, uno zuccherino. La bambina che tutti sognano. Segni particolari: fa vivere delle torride storie d'amore alle sue Barbie. I tre Morlevent non hanno nessuna intenzione di affidare il loro futuro alla prima assistente sociale che passa. Il loro obiettivo è lasciare l'orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli. Per delle ottime ragioni. Per delle tremende ragioni. Una delle due non brilla per simpatia, l'altro è irresponsabile e... ah, in più si detestano.

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Temi importanti come l'adolescenza la malattia l'adozione trattati all'interno di un contesto estremamente intelligente ed ironico, è uno di quei libri che riesce immediatamente a far presa su lettore attraverso una prosa fresca e spiritosa in tipico stile francese......il libro arriva dove deve e lascia un segno profondo..........
assolutamente consigliato

"L'ironia è una dichiarazione di dignità, un'affermazione della superiorità dell'uomo su ciò che gli capita" (Romain Gary)
Attraverso l’ironia l’uomo riesce a rendere accettabili le situazioni più difficili, più imbarazzanti, e in questo modo afferma comunque la propria dignità “Oh Boy!” racconta di tre fratelli, Siméon, Morgane e Venise Morlevent, che si ritrovano d’un tratto orfani e senza nessuna famiglia. Mentre l’assistente sociale si attiva per cercare un posto a ciascuno di loro, i fratelli fanno un patto: stare sempre insieme. Ecco che Siméon, 14 anni ma già all’ultimo anno di liceo, inizia a cercare delle soluzioni alternative. Una volta aveva sentito parlare di altri figli del padre, nati da precedenti relazioni. I figli nati sarebbero comunque dei Morlevent e, in più, parenti. Peccato che i due, Josiane e Barthélemy, non si sopportino e cerchino di “vincere” la battaglia per l’adozione.
Questo libro mi è piaciuto molto, insegna valori importanti e apre gli occhi su molti argomenti. Ci sono vari motivi per cui leggere “Oh Boy!”, a mio parere soprattutto per i temi che vengono trattati. C’è innanzitutto il tema della famiglia, forse il principale, che
fa vedere come in situazioni difficili si deve rimanere uniti e farsi forza a vicenda. Ne è esempio la piccola famiglia Morlevent, all’inizio composta solo da Siméon, Morgane e Venise e che poi includerà Barthélemy e, anche se in modo limitato, Josiane. Insieme svolgono i pow-wow, specie di brevi riunioni familiari sotto una coperta, dove pronunciano anche il giuramento “I Morlevent o la morte”, e stanno sempre insieme. C’è il tema del coraggio: osservare come dei bambini rimasti completamente orfani non si abbattono e si danno animo per cercare una nuova famiglia; oppure la brutta situazione in cui si trova Siméon, in un letto di ospedale 24 ore su 24, a causa della leucemia, e che trova felicità nelle piccole cose. Siméon è un esempio di determinazione: anche se malato e in pessime condizioni è ammirevole la sua volontà di studiare per portare a termine il suo esame.
Secondari ma non per questo di minore importanza sono il tema della violenza contro le donne: Amanda, la vicina di casa di Barthélemy, viene picchiata regolarmente dal marito, anche quando rimane incinta, ma ha troppa paura di raccontare tutto alla polizia per le conseguenze; l’omosessualità: Barthélemy vive le sue brevi e incasinate relazioni con altri ragazzi, stranieri e non, cosa che gli porterà anche del peso sulle spalle, a causa del giudizio degli altri; e, appunto, la malattia: Siméon sopporta la terapia intensiva a cui è sottoposto e combatte per la sua famiglia. Come dice Jim Butcher “Non c’è niente che ti rende più folle
del vivere in una famiglia. O più felice. O più esasperato. O più… sicuro.”

Camilla - III B
Scuola secondaria di primo grado, Fincato Rosani, Verona
Progetto lettura Biblioteca ragazzi Verona

“Oh, Boy!” è un libro scritto da Marie-Aude Murail, che parla della storia di tre fratelli (Simeon, Morgane e Venise, dal più grande al più piccolo) che rimangono senza genitori: il papà scappa e la mamma, dopo un po’ di tempo, si suicida bevendo candeggina. Simeon, che ha 14 anni, è un superdotato e sta per prendere la maturità, Morgane, che ha 8 anni, è la prima della sua classe e prende sempre tutti dieci, Venise, invece, ha 5 anni e fa fare delle strane storie d’amore alle sue Barbie. All’inizio i tre fratelli vengono mandati in un orfanotrofio, ma poi si scoprirà l’esistenza di due fratellastri (Bart e Josiane). Nel corso del libro Simeon si ammalerà di leucemia e sarà molto difficile affrontarla. Secondo me, “Oh, Boy!” è un bellissimo libro che tutti dovrebbero leggere, ma perché dovreste leggerlo? Per molti motivi. Innanzitutto questo libro tratta molti argomenti difficili come l’omosessualità di Bart, la malattia (il cancro) di Simeon, la violenza sulle donne (sì, perché nel corso del libro incontrerete un personaggio di nome Amanda, una vicina di Bart, che viene picchiata dal marito, ma ha paura di andare a denunciarlo), l’adozione dei tre fratelli e altri, ma ne parla in modo che anche un bambino li possa capire. Un altro motivo per leggere questo libro è che la scrittura è scorrevole: appena cominciate a leggerlo vi verrebbe voglia di finirlo subito. Io ve lo consiglio anche perché ci sono dei personaggi divertenti, ma che nello stesso tempo fanno anche riflettere, come Bart, divertente, giocherellone, che a volte sembra un bambino, ma lui sa anche comportarsi da “adulto”, come quando vince la sua paura del sangue e accetta di fare un
prelievo per donarlo a Simeon,aiutandolo a combattere la leucemia. Insomma, leggete “Oh, Boy!”, perché non sarà certamente uno spreco di tempo, anzi, fatelo leggere anche ai vostri figli, perché così capiranno meglio argomenti come l’omosessualità e la violenza sulle donne, che in questo libro vengono spiegati, anzi, raccontati molto bene. Leggetelo!

Luca - III B
Scuola secondaria di primo grado, Fincato Rosani, Verona
Progetto lettura Biblioteca ragazzi Verona

Il libro parla dei tre Morlevent rimasti improvvisamente orfani dopo la morte della madre e costretti a vivere in un orfanotrofio. Siméon è un ragazzino molto più intelligente della media, che a quattordici anni sta già per prendere il diploma di maturità, Morgane una bambina sensibilissima ma che nessuno sembra notare, e Venise, la più piccola, è una biondina dolce di cui ci s’innamora immediatamente. Il tribunale dei minori sta cercando una casa, un parente anche lontano che possa prenderli con sé. Vengono rintracciati due fratellastri a cui viene proposta la custodia dei ragazzi, Barthelemy, un ragazzo omosessuale e
inaffidabile e Josiane, una donna seria e che nutre interesse solo per la piccola Venise. Inizia così una lite tra i due su chi
potrà ottenere l’affidamento dei piccoli Morlevent. Nel corso del libro Siméon si ammala di leucemia e Bart lo aiuterà
molto nella sua lotta contro la malattia. Questo libro tratta dei temi molto importanti come la malattia, in questo caso la leucemia di Simeon, l'omosessualità, con la storia di Barthélemy e tutti i problemi che ha con gli altri, la violenza sulle donne, attraverso la
figura di Amanda, la vicina di Barthélemy che subisce violenza da parte del marito e infine il suicidio, con la madre dei tre Morlevent che si uccide bevendo del detersivo. Mi è piaciuto molto anche come all’inizio è divertente ma poi diventa molto drammatico e il fatto che è un libro scorrevole e coinvolgente.

Marina - III B
Scuola secondaria di primo grado, Fincato Rosani, Verona
Progetto lettura Biblioteca Ragazzi Verona

“Siméon ha il morale a terra. Sta a lei tenerlo su. Bisogna crederci. Bisogna crederci. È la sola soluzione.”
“Oh, Boy!” è un romanzo di narrativa che racconta la storia di 3 fratelli: Siméon, 14 anni, Morgane, 8 anni, e Venise, 5 anni, rimasti orfani dopo la scomparsa del padre e il suicidio della madre. Prima di essere portati all’orfanotrofio, i Morlevent fanno un giuramento di non dividersi mai e rimanere per sempre insieme. L’assistente sociale, nel mentre, riesce a trovare i fratellastri maggiori, nati da un precedente matrimonio del padre: Mosiane, oculista di 37 anni sposata, e Barthélemy, un ragazzo omosessuale di 26 anni. Se in un primo tempo entrambi sembrano ben poco interessati all’affidamento dei ragazzi, presto inizierà una contesa fra i due per riuscire ad ottenere la custodia.
È un romanzo per ragazzi semplice e scorrevole, che tratta principalmente i temi del legame familiare, in particolare tra fratelli, dell’omosessualità e delle famiglie allargate, e quello della malattia, che si presenterà più avanti nel corso della storia, con un pizzico di ironia, ma riuscendo a trasmettere comunque valori importanti, anche e soprattutto dal punto di vista dei ragazzi protagonisti.
È un libro che consiglio a lettori giovani ma non solo, a coloro che desiderano immergersi in una lettura non particolarmente impegnativa, ma ugualmente significativa nei contenuti.

Elena Marcolini
3ALI liceo Copernico
"Leggere on the road"- Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi-aprile 2021

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