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Il mare verticale
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Freschi, Brian

Il mare verticale

Milano : Bao Publishing, 2020

Abstract: India è una maestra elementare. Ha un fidanzato, che è spesso via per lavoro, una classe di bambini adorabili, e soffre di attacchi di panico che a volte la paralizzano. India non scappa dalla malattia, la affronta, ma la pressione dei genitori dei bambini perché lei sia allontanata dal lavoro comincia a pesarle addosso come un macigno. Brian Freschi intesse un affresco narrativo che è allo stesso tempo individuale e a più voci, su piani narrativi differenti, ma tutti costruiti intorno a una protagonista memorabile per il suo desiderio di voler essere unica, ma normale. Ilaria Urbinati illustra la storia elevandola a un livello sublime, e rendendo le emozioni così specifiche di India accessibili a tutti, tradotte dal linguaggio universale del disegno.

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NISHA LAL
4 posts

“Mh?
Cosa si prova ad avere un attacco?
Cosa si prova...
Io...provo il mare. Mi scava nelle vene fino a...
Riempirmi completamente... Impedendomi di respirare, o di vedere.
È assurdo, lo so. Ma ogni volta che ho un attacco il mare c'è... In qualche modo"

Così è come India, la protagonista affetta da DAP (Disturbo da Attacchi di Panico), descrive la sua esperienza. In realtà ci prova, per tutto il corso del libro, a cercare di capire e venire a patti con questo lato di sè, continuamente sfidata, giudicata e abbandonata da chi la circonda.
Secondo me ciò che rende questo racconto speciale è che, essendo illustrato, si è spinti ad immedesimarsi completamente in quello che si legge e vede. Ci sono infatti pagine intere senza una singola parola, in cui la protagonista è nuda, davanti allo specchio, catturata dai propri pensieri, mentre si guarda; oppure, allo stesso modo, ce ne sono altre in cui ci sono solo parole, che siano pagine di un diario o discorsi dallo psichiatra, nei quali lei è in primo piano, nel pieno della sua solitudine e difficoltà.
La parte più significativa per me è però la storia che la maestra racconta ai bambini, frammentata in ogni capitolo. Parla di Hava, un'eroina che ha il compito di liberare un villaggio lontano da Kalabibi, un mostro che da tempo li priva della luce.
Questa chiaramente è una metafora per la sua stessa esperienza, però scavando più a fondo nell'etimologia del suo nome possiamo collegarci all'hindi, dove "Hava" (हवा) significa aria, vento.
Inizialmente India (e/o Hava) si sente impotente e sola di fronte al proprio disturbo e al buio, infatti accetta la sconfitta (contro Kalabibi).
Man mano che sente l'amore di quelli a cui vuol bene, però, si rende conto che i bambini hanno ragione quando le dicono che non è il destino di un'eroina quello di perdere, e infatti ritrova in sé la forza per liberarsi dalle tenebre e scacciare il mostro nei fondali del regno.
All'inizio India/Hava si sente come l'aria, presente, sì, ma incapace di agire, mentre solo verso la fine ha la sensazione di essere vento, perché trova la forza per smuovere la situazione. Anche solo cacciando via il mostro, che anche se lontano rimane appunto vivo, Hava ci insegna che con il disturbo ci si può convivere più che combatterlo, sottolineando l'importanza dell'amore di chi ci circonda, che deve andare oltre che alla semplice presenza.

Nisha Lal, Liceo Linguistico Copernico Pasoli, Progetto PCTO Biblioteca Borgo Trieste, luglio 2023

“Non tutti quelli che amano la luce sono buoni… e non tutti quelli che amano l’ombra sono per forza cattivi”

Fin dall’inizio questa graphic novel mi ha colpita poiché si apre con una poesia che mi sta molto a cuore (fa parte della raccolta “cento poesie d'amore a Ladyhawke”, lo consiglio vivamente!!).
Personalmente ho apprezzato molto l’amore della protagonista per il suo lavoro d’insegnante, anche perché è proprio il lavoro che sogno fin da bambina, e mi è piaciuto molto anche quanto India ami scrivere, un’altra caratteristica in comune con me.
La storia di Hava, raccontata nel corso del libro da India, mi è piaciuta molto, infatti dimostra come si possa spiegare un tema difficile come gli attacchi di panico anche ai bambini.
Le illustrazioni sono di mio particolare gradimento, infatti attirano l’occhio del lettore e lo invogliano ad andare avanti con la storia.
India viene rappresentata sempre con gli occhi di una sfumatura diversa: questa particolarità ci fa capire quanto essi siano importanti per capire una persona.
La graphic novel affronta anche molti altri temi come l’amore, la diffamazione, l’amicizia e il coraggio di chiedere aiuto.
Quest’ultimo punto è ben sviluppato nel corso della storia, infatti ci mostra come non sempre un eroe vince subito, ma a volte ci vuole tempo e il sostegno dei nostri cari.
Consiglio questa graphic novel a tutti, poiché è appassionante e profonda, diversa dalle solite storie piene di banalità.
La protagonista, infatti, è un personaggio da scoprire e che ci insegna molto riguardo ad un disturbo di cui non si parla molto: gli attacchi di panico.
Vi aspetta una storia ricca di emozioni, illustrazioni meravigliose e… colpi di scena!
Assolutamente da segnare come vostra prossima lettura.

Alyssia Albrigo, Liceo Linguistico Don Bosco, Progetto PCTO Biblioteca Borgo Trieste, luglio 2023

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