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La treccia
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Colombani, Laetitia

La treccia

[Milano] : Nord, 2018

Abstract: A un primo sguardo, niente unisce Smita, Giulia e Sarah. Smita vive in un villaggio indiano, incatenata alla sua condizione d'intoccabile. Giulia abita a Palermo e lavora per il padre, proprietario di uno storico laboratorio in cui si realizzano parrucche con capelli veri. Sarah è un avvocato di Montréal che ha sacrificato affetti e sogni sull’altare della carriera. Eppure queste tre donne condividono lo stesso coraggio. Per Smita, coraggio significa lasciare tutto e fuggire con la figlia, alla ricerca di un futuro migliore. Per Giulia, coraggio significa rendersi conto che l'azienda di famiglia è sull'orlo del fallimento e tentare l’impossibile per salvarla. Per Sarah, coraggio significa guardare negli occhi il medico e non crollare quando sente la parola «cancro». Tutte e tre dovranno spezzare le catene delle tradizioni e dei pregiudizi; percorrere nuove strade là dove sembra non ce ne sia nessuna; capire per cosa valga davvero la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non s'incontreranno mai, però i loro destini, come ciocche di capelli, s'intrecceranno e ognuna trarrà forza dall'altra. Un legame tanto sottile quanto tenace, un filo di orgoglio, fiducia e speranza che cambierà per sempre la loro esistenza.

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“La Treccia” di Colombani Leatitia.
Come per “Il Palazzo delle Donne”, questa autrice ama raccontare le vicende umane quando si connettono, si intrecciano, come fosse un passaggio di testimone di compenetrazione esistenziale, che rende esplicito ed implicito una sorta di eucarestia, di ringraziamento e preghiera alle persone coinvolte per il loro impegno e sacrificio. Una costante che rende simili queste trame è che i protagonisti non si conoscono direttamente ma le loro esperienze di vita vissuta si accumuna in un filo vitale e coloratissimo che si intreccia; in questo romanzo la loro distanza è spaziale, cioè di notevole distanza geografica (India, Italia e Canada), mentre per l’altro romanzo una distanza temporale di due generazioni. L’altra costante è che questo intrecciarsi delle vicende vede sempre protagoniste donne, non donne qualsiasi, ma donne tenaci, combattive e forti anche se la loro storia proviene da grandi fatiche, brucianti sconfitte e cocenti delusioni. Conforta vedere con quale vigore queste donne sublimino l’impatto di predestinazione critica e negativa in nuove opportunità di bene, di vita e di rivincita, dando a loro stesse e al lettore una significativa lezione positiva, di impegno, di progettualità nel vivere la propria vita da protagoniste. Altro elemento che emerge è l’iniziale solitudine di queste donne, commuove osservare questo schiacciamento nell’angolo oscuro della vita, dove nessuno viene a visitarti e l’unica domanda che ti passa per la testa è: perché? Ma la risposta non c’è, a salvare queste donne in definitiva è l’incontro vero con l’Amore, l’amore per i propri figli, per il proprio Dio, per il proprio compagno, per il proprio padre, per la propria famiglia, per le proprie operaie, per se stesse (che non è egoismo) come prassi propedeutica all'incontro con l'altro e con l'oltre. L’unico modo per salvarci è uscire da se stessi, incontrare nelle sue varie forme l’Amore e che questo proviene da dimensioni spazio/temporali diversissime, ma capace di costruire e costituire una Umanità degna di essere vissuta. Vi propongo una bellissima canzone di Francesca Michielin: “L’Amore Esiste”https://youtu.be/E328Pxe0wiw

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