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Dame, mercanti e cavalieri
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Pitzorno, Bianca

Dame, mercanti e cavalieri

Mondadori, 16/03/2012

Abstract: Scelte tra le cento novelle del Decamerone, queste storie ispirate alla letteratura cortese "esaltano la grandezza d'animo, il senso dell'onore, della lealtà, della fedeltà ai propri ideali". Ma a dame e cavalieri Boccaccio affiancò i mercanti, lasciando che ognuno dei suoi personaggi vincesse o perdesse opponendo il suo Ingegno alla Natura e alla Sorte. Scritte quando la lingua italiana era ancora molto giovane, arrivano ai lettori tradotte da Bianca Pitzorno, nella loro integrità, nell'italiano di oggi.

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“Dame, mercanti e cavalieri” di Bianca Pitzorno:
“Le dieci storie che state per leggere sono state scritte circa 600 anni fa, verso il 1350”
Il libro “Dame, mercanti e cavalieri”, non è un racconto a sé ma una raccolta, composta dalla scrittrice Bianca Pitzorno, di 10 delle 100 novelle del Decameron dello scrittore Giovanni Boccaccio vissuto nel XIV secolo. In questo libro Bianca Pitzorno non svolge il ruolo della scrittrice che inventa delle storie, ma si pone come un filtro del Decameron, selezionando le novelle che più le sono piaciute e traducendole dall’italiano antico usato da Boccaccio all’italiano moderno. Boccaccio era uno scrittore particolare, si distingueva nel suo tempo dagli altri scrittori per i suoi temi molto spesso erotici e comici, i quali non erano ben visti al suo tempo. Questo è stato il particolare rivoluzionario di Boccaccio, e anche il motivo che mi ha spinto a leggere questo libro, avendo io già letto alcune novelle del Decameron in precedenza. Mi rammarica però dire che questo non è ciò che ho trovato, sono stato molto deluso fin dalla introduzione al libro scritta da Bianca Pitzorno in cui spiega come invece di riportare novelle di tipo erotico e comico, che sono in fondo quelle che hanno reso famoso Boccaccio, lei abbia voluto riportare novelle che parlassero in modo più serio della situazione del suo tempo in cui i mercanti diventavano ricchi come i nobili. In effetti questo è un aspetto di Boccaccio, raccontare i cambiamenti a livello sociale ed economico nel suo tempo, e per questo comprendo la scelta della Pitzorno, ma così facendo ha ignorato il suo aspetto rivoluzionario non riuscendo così a descrivere il vero Boccaccio e a mio parere abbassandolo al livello di molti altri scrittori, perché gli ha tolto ciò che lo distingue. Come giudizio finale il mio consiglio è di leggere il Decameron, ma non da questo libro. Bisogna leggere Boccaccio in tutte le forme in cui viene presentato nelle sue novelle, e non soltanto in una, soprattutto se è quella più banale. Come ultima cosa aggiungo di non prendere scorciatoie leggendo il Decameron tradotto ma di leggerlo nella forma originale uscita direttamente dalla penna di Boccaccio, che per quanto sia una forma antica è comunque comprensibile.
Riccardo De Rossi, Liceo Scientifico Angelo Messedaglia, Progetto: “leggere on the road” Biblioteca Ragazzi, agosto 2021.

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