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Eppure cadiamo felici
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Galiano, Enrico <1977- >

Eppure cadiamo felici

Milano : Garzanti, 2017

Abstract: Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi. Ci sono storie capaci di toccare le emozioni più profonde: Eppure cadiamo felici è una di quelle

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GIULIA VEZZA
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Gioia è la protagonista di questo romanzo, una ragazza di 17 anni, dai capelli rossi, occhi blu lago e una pioggia di lentiggini sul viso.
Le piace collezionare sul suo quaderno parole intraducibili in lingue diverse, come ‘mamihlapinatapai’ (lingua yamana) che significa “il gioco di sguardi di due persone che avrebbero voglia di baciarsi ma nessuno ha il coraggio di fare la prima mossa”; o ‘shu’ (cinese) dal significato “mettere l’altro nel proprio cuore”.

Gioia non riesce a relazionarsi con i suoi coetanei, o meglio decide di non farlo, e si ritrova spesso a vivere nella propria immaginazione.
Ha una sola amica, Tonia, che le sa dare sempre buoni consigli ed è l’unica che ha il potere di farla ridere. E’ l’amica perfetta, per molti motivi ma soprattutto per uno, è immaginaria.
Una notte, Gioia dopo aver litigato per l’ennesima volta con i suoi genitori, esce di casa e inizia a correre senza una destinazione, fermandosi esausta davanti ad un bar apparentemente abbandonato.
Da qui tutto cambia, conosce Lo, un ragazzo misterioso ed attraente che riesce a capirla e a comprendere il suo mondo complicato. Se ne innamora: “L’ha visto, ha accelerato il passo e lui si è alzato, le è venuto incontro e, come fosse una cosa del tutto normale, l’ha abbracciata. Ed è solo un abbraccio, la gente lo fa tutti i giorni, che sarà mai, ma quelli che dicono così si sono dimenticati che cos’è il primo abbraccio, non è solo un abbraccio perchè prima sei dei cocci sparsi che poi, proprio in quel momento iniziano a mettersi insieme”.
L’unione che viene a crearsi tra i due è tenera, dolce ma anche difficile e conflittuale, che metterà a dura prova Gioia.

Impossibile poi non notare la profondità di stima e di amicizia, tra Gioia e il professor Bove, suo insegnante di filosofia, che durante le sue lezioni le permette di fargli domande sulla vita.
Una delle sue risposte:
“Funziona che il momento è sempre e solo ‘adesso’, che se pensate di tenervi il meglio alla fine siete dei cretini, che se ve ne state lì buonini nascosti dietro la scusa che adesso siete piccoli, fra vent’anni farete sempre la stessa cosa, direte sempre che non siete pronti, che non è il momento, che ci vuole ancora tempo e così, ci sarà sempre qualcosa di incompleto”.

É una storia d’amore e d’amicizia accompagnata da numerosi colpi di scena, che riescono a coinvolgere il lettore fino alle ultimissime pagine.
Consiglio veramente tanto questo libro, l’ho trovato semplice e scorrevole nella lettura ma potente di significati.

Giulia Vezza, 4fes, liceo C. Montanari
“leggere on the road”- Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, luglio 2021

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