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Ophelia
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Gingras, Charlotte

Ophelia

Torino : EDT, 2019

Abstract: A scuola mi chiamano stracciona, perché mi nascondo sotto strati di abiti scuri. A volte vorrei scomparire. Dipingo, faccio graffiti, riempio i muri della città con la mia tag, e ho cominciato anche a scrivere. Ho un grande quaderno, me lo ha regalato una scrittrice meravigliosa. Scrivo, come se parlassi a lei. Le racconto tutto, che adesso ho trovato un magazzino abbandonato, il mio atelier segreto, e che ho scoperto di non essere sola: un altro ragazzo si rifugia lì per leggere i suoi libri di viaggi e i suoi atlanti, fantasticando sui luoghi che visiterà. CI siamo subito odiati, dovevamo dividerci gli spazi. Ma poi...

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“Traccio un segno per terra, una linea che divide in due lo spazio.
«Qui è casa mia», dico minacciosa.
«Dall’altro lato fai quello che ti pare. Non metterò mai piede in casa tua, ma non voglio vedere la tua faccia».”
“Ophelia” di Charlotte Gingras è un romanzo di formazione capace di esprimere in modo efficace i vari sentimenti e problemi degli adolescenti, tra cui l’amore, l’amicizia, i pregiudizi e le insicurezze. La protagonista è Ophelia, una ragazzina di 15 anni, che viene presa in giro ed emarginata a scuola a causa del suo modo di vestire, la sua timidezza e le sue paure, dovute anche al rapporto distaccato con la madre.
Ophelia si sente veramente libera quando riempie un luogo abbandonato di graffiti, in particolare uno che decide di renderlo suo e tornarci. Dopo un po’ di tempo in quel posto incontra un altro ragazzo, che si fa chiamare Ulysse, con il quale litiga per chi deve tenersi quel luogo abbandonato. Inizialmente se lo dividono a giorni e orari, ma con il passare del tempo iniziano ad incontrarsi tutte le domeniche e a conoscersi sempre di più, creando così un legame molto forte.
È una lettura molto semplice e scorrevole in cui è facile immedesimarsi nei personaggi e nelle tematiche adolescenziali.

Arianna Magrella
3CLI liceo Copernico
“Leggere on the road” - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, Giugno 2021

“ Ecco, Jeanne. Quando si fa una stupidaggine, si paga. Ma mi chiedo perché mai i petrolieri, i distruttori di foreste boreali, le fabbriche riversano veleno nei corsi d’acqua o quelli che vendono bambini non vengono puniti. Tu lo sai? ”

Ophelia ci accompagna in un viaggio all’insegna del diverso. Attenzione! Impareremo che ‘diverso’ non significa ‘debole’ e che la forza e il coraggio sono scintille che risiedono dentro di noi, basta saperle accendere.

Tra le mani stringiamo il diario di Ophelia, una ragazzina che a scuola è chiamata da tutti “stracciona” a causa dei suoi abiti larghi e del suo aspetto trasandato. Ophelia nel suo quadernetto blu notte, donatogli dalla scrittrice Jeanne D’Amour durante un incontro a scuola, scrive e disegna, fa finta di parlare con Jeanne e di raccontarle tutto, ogni singolo dettaglio della sua vita.

La protagonista ha paura e per proteggersi erge numerosi muri, costringendosi ad una solitudine morbosa che terminerà con l'incontro di un ragazzo, suo compagno di scuola, anche lui ‘diverso’, che appartiene alla ‘razza dei terrorizzati’.
Ophelia narra la sua storia, la storia di una ragazzina che, con il cuore in mano, affronta le sue paure e impara a lasciarsi andare alle onde dell'oceano.

È dalle mani della protagonista che prendono vita le illustrazioni del libro, rendendo il lettore partecipe ai suoi burrascosi e tumultuosi sentimenti, ai suoi filoni di pensieri che assumono le più originali e bizzarre forme.
In conclusione, si tratta di una storia che parla di crescita, di difficoltà, di diversità e sottolinea soprattutto la necessità di coraggio e di volontà per affrontare anche le più grandi paure o i più insuperabili ostacoli.

Ciobanu Alessia Stella, Liceo Copernico, progetto PCTO Biblioteca ragazzi “Leggere on the road”

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