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Faten
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Sharaf al-Din, Fatima

Faten

Sharjah : Kalimat ; Roma : Gallucci, 2020

Abstract: Libano, 1985. In un Paese torturato dalla guerra civile, Faten è costretta ad abbandonare la scuola e la famiglia per trasferirsi a Beirut e lavorare come domestica presso una famiglia benestante. Ha solo quindici anni, ma il suo destino sembra già segnato. Eppure, lei non ha intenzione di rassegnarsi a un'esistenza di sottomissione e solitudine. Mentre gli scontri tra le fazioni mettono a rischio la vita persino per uno spostamento da un quartiere all'altro, la giovane cameriera prende una decisione rivoluzionaria: proseguirà gli studi e diventerà infermiera, sarà libera e indipendente costi quel che costi. Basteranno forza e tenacia a superare gli ostacoli imposti dalla società e da uno dei periodi più sanguinosi della storia mediorientale?

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“Un verme che strisciava sul terreno vide un passero volteggiare e cantare e prese a lamentarsi con la foglia caduta sul prato di non avere ali per volare. Una formica allora gli si avvicinò e gli disse: <<Taci, di quel che hai ti devi accontentare, val più di ciò che speri, se quelle che speri è essere un uccello, che si può catturare. Rimani nella terra, lei con i vermi è tenera. Meglio star zitti, e quei discorsi lasciar stare>>.”
(in arabo)
“دودة تزحف على الأرض رأت عصفورًا يدور ويغني وبدأت تتذمر للورقة الساقطة على العشب الذي ليس له أجنحة ليطير بها. ثم اقتربت منه نملة وقالت: << اخرس ، يجب أن تكون راضيًا ، الأمر يستحق أكثر مما تريد ، إذا كان ما تريده هو أن تكون طائرًا يمكن أسره. ابق على الأرض ، وهي مع الديدان رقيق. من الأفضل أن تصمت وتترك تلك الخطب في سلام >> “.
La storia è ambientata in Libano durante la guerra civile (1985). La protagonista è Faten una ragazza di quindici anni che è costretta a lasciare la sua casa per trasferirsi a Beirut e lavorare presso una famiglia abbiente, che ogni mese dà ai genitori della ragazza del denaro. Faten non può ribellarsi perché la sua famiglia ha bisogno di quei soldi. Nella nuova famiglia si sente sola e la trattano come se da lei ci si aspettasse una obbedienza assoluta. Ha delle amiche a Beirut che non può vedere perché non le è consentito uscire. La sua unica consolazione è quando vede ritornare a casa dall’università un ragazzo biondo che abita di fronte a casa sua. Questo giovane (Marwan) la aiuterà a realizzare i suoi sogni: continuare gli studi, diventare infermiera, essere libera e indipendente.
Personalmente ho trovato che questo libro fosse FANTASTICO. Uno dei libri più belli che ho letto fino ad ora. Una bella storia che parla di crescita, di sogni, del primo amore (per la protagonista), e di come è difficile credere in sé stesse quando la società non crede nel valore delle donne. Il libro è bilingue scritto in arabo e italiano. Il tema che viene affrontato nel libro è molto originale: la storia ci rammenta quanta strada occorra percorrere perché sia possibile ad ogni ragazza, di qualunque parte del mondo , poter avere dei sogni e realizzarli, e che ci sprona ad avere il coraggio e la forza per non mollare. Faten vuole essere libera, avere una sua dignità, e una vita che la rende felice. Non sarà facile far accettare queste sue idee molto importanti alla sua famiglia: infatti suo padre le è sempre andato contro, in ogni sua decisione.
Matilde Marchiori, Liceo Scienze umane Carlo Montanari, Progetto PCTO Biblioteca ragazzi "Leggere on the road"

“Per la prima volta dopo tanto tempo sente ciò che tutti chiamano speranza. Le torna in mente un capitolo del libro di lettura che parlava della speranza, e del giovane che decise di costruire un castello per dimostrare all’insegnante di non essere né stupido né svogliato. Grazie al duro lavoro e all’incrollabile speranza, mise una pietra sull’altra e costruì un palazzo chiamato Castello di Musa, che la gente ancora oggi va a visitare su uno dei monti del Libano.”

Faten, una ragazza forte e piena di coraggio, riesce a cambiare completamente il corso della sua vita. All’età di soli 15 anni viene costretta dai genitori a lavorare come domestica presso una casa abitata da una famiglia di estranei, nella capitale del Libano, Beirut, lontana dalla sua famiglia, dalla scuola e dalla sua migliore amica. In Libano ci sono le guerre civili, i padroni di casa trattano Faten come se fosse solo una domestica, senza nessuna dimostrazione di affetto, e suo padre va da loro una volta al mese solo per ricevere una somma di denaro per il lavoro svolto. Nonostante tutto ciò, Faten continua a credere che un giorno realizzerà il suo sogno, essere un’infermiera.

Una storia che parla di speranza, di determinazione, di coraggio, in un contesto e in un realtà del tutto diversa da quella in cui noi occidentali viviamo. La cultura e i costumi descritti nel libro, diversi da quelli a cui siamo abituati, mostrano come le donne debbano sottomettersi al volere dei genitori, cominciando dalla giovane età, per procurarsi un marito, e quando si sposano lasciano gli studi e la carriera per occuparsi della famiglia.

All’inizio della lettura ho pensato che questo libro non fosse un gran che, ma pagina dopo pagina ha iniziato a piacermi. La storia è bella e devo dire che alcuni episodi mi hanno quasi emozionata. L’ho trovato interessante dal punto di vista della cultura dei personaggi. Il testo è scritto in due lingue, in arabo e in italiano, perfetto per chi stesse studiando arabo, o italiano, e volesse esercitarsi con la lettura. Trovo che il libro sia abbastanza semplice dal punto di vista del linguaggio e della storia, il che lo rende un libro adatto a chi non è abituato alla lettura e vuole iniziare con qualcosa di leggero. Consiglierei questo libro ai ragazzi dai 12 anni in su.

Heloisa Facchin, Liceo Scientifico Scienze Applicate N. Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi "Leggere on the road", settembre 2021

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