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Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò
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Bortolotti, Nicoletta

Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò

Firenze ; Milano : Giunti, 2020

Abstract: Una storia di riscatto, solidarietà e tenacia: perché solo quando ci crediamo fino in fondo, i sogni possono diventare realtà. Ahmed Malis, un ragazzo di origine egiziana, figlio di genitori immigrati a Milano negli anni Ottanta, ama disegnare ed è un vero prodigio autodidatta. La sua famiglia, però, non ha abbastanza disponibilità economica per mandarlo all'Accademia d'arte e sogna per lui un futuro solido, non certo da artista. Ahmed frequenta insieme ai suoi fratelli il centro di aggregazione giovanile CDE Creta, molto attivo nel quartiere milanese del Giambellino. Proprio qui, grazie all'iniziativa di un educatore che più di tutto vuole dare una chance a questi adolescenti spesso allo sbando, Ahmed riesce a pubblicare i suoi disegni sul Corriere.it e a realizzare il suo sogno. I disegni della copertina e degli interni sono di Ahmed Malis.

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“Ci credi o no fra’, che il bambino che voleva disegnare e guidava l’autobus senza neanche stringere il volante, proprio adesso proprio qui impugna una matita nuova, comprata con i suoi primi cash?”

Ahmed vive a Milano, in un quartiere popolare, e come per molte famiglie della zona la sua vita, condivisa con i suoi fratelli Amina e Islam e i suoi genitori, non è facile. Suo padre e sua madre, per cercare di tirarli fuori da quella difficile realtà, cercano in tutti i modi di far studiare tutti e tre i figli, ma i due maschi, Ahmed e Islam, hanno due differenti sogni: il primo ha un talento cristallino nel disegno, mentre il secondo cerca di sfondare nel mondo della musica. Il giovane Ahmed vive quasi alla giornata, osservando quello intorno a lui e prendendo ispirazione, sperando in un segno propiziatorio che faccia conoscere al mondo la sua arte. Un giorno, grazie al fratello e alla sorella, si avvicina a un centro per giovani del quartiere nel quale bambini e adolescenti si ritrovano per studiare, giocare e passare del tempo insieme. Inizialmente scettico, il ragazzo con il passare dei giorni comincia ad apprezzare la stabilità che si profila all’orizzonte e, finalmente, superando problemi e aprendosi meglio nei confronti degli altri, il suo talento comincia a essere apprezzato da molti dando modo alle possibilità di emergere, e stavolta sono molto più reali di semplici disegni…

Bortolotti in questo libro, basato sulle memorie di Ahmed Malis stesso, riesce in modo semplice e, soprattutto, diretto, a raccontare senza filtri la dura vita, che spesso non consideriamo, dei quartieri popolari. In questi palazzi, in queste case, spesso si nascondono sogni, desideri che molti coltivano per svoltare la propria vita. Ahmed, ma anche Amina, aspirante scrittrice, e Islam, aspirante cantautore, sono l’emblema del talento che troppo spesso è limitato non solo da situazioni avverse, ma anche da persone che, come i loro genitori, non accettano nulla che non sia stato prima deciso da loro. I tre sono però anche l’immagine di tutti i sognatori che cercano in qualunque modo di raggiungere il traguardo in cui tanto sperano. In questo romanzo, ma anche nella vita, il sogno è purtroppo, e per fortuna, collegato al rischio. “Non farlo, ti rovinerai” oppure “rischi troppo, non hai speranze” sono frasi sentite e risentite, alla quali solo i più determinati sapranno andare contro. Per raggiungere i propri obiettivi, infatti, è necessario rischiare, perché non si sa mai, magari la mossa che tutti ti consigliano di non fare è quella che svolterà il percorso di molte persone.
Consiglio questo libro a chiunque, soprattutto ai giovani, affinché sia per loro un’ispirazione significativa e potente che li aiuti a dire “Ce la posso fare.”

Samuele Guarnieri, Liceo Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, “Leggere on the Road”

“Saremo all'altezza della luna?”. Questa è una storia vera. Questa è la storia di Ahmed. La storia di una vita difficile in un quartiere popolare di Milano. La storia di discriminazioni e ingiustizie. La storia di chi, con un sospiro di sollievo, può dire di essere riuscito a trovare sé stesso e a superare le difficoltà. “Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò la storia di Ahmed Malis” è un romanzo che ti spinge a riflettere, che tu lo voglia o meno. È un romanzo che ti fa entrare nella storia del protagonista, nelle sue sfortune. Il linguaggio usato per raccontare la storia è quello dei quartieri popolari e questo rende ancora più forte l’ingresso del lettore nel libro. La lettura è movimentata e scorrevole. La narrazione è chiara e viva. Consiglio questo libro a tutti i lettori che amano riflettere sull’attualità e agire per migliorare il nostro mondo.
Giorgia Paganello Liceo classico Scipione Maffei, 1 B Polis “Leggere on the road” – Progetto pcto con la Biblioteca Ragazzi, Giugno 2021

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