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Berlin. I fuochi di Tegel
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Geda, Fabio - Magnone, Marco

Berlin. I fuochi di Tegel

Milano : Mondadori, 2015

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“Dissero che avremmo continuato a riempire la terra di storia e il tempo di vita.”
Berlin è una saga letteraria scritta da Fabio Geda e Marco Magnone, di cui il primo volume “I fuochi di Tegel” viene pubblicato nel 2015.
Le vicende sono ambientate a Berlino nell’aprile del 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l’altro tutti gli adulti della città. In uno scenario spettrale e drammatico, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che lottano per sopravvivere con una certezza: compiuti i 16 anni, da un momento all’altro il virus potrebbe prendersi anche loro. L’apparente equilibrio viene rotto quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall’isola dove viveva con Christa e le ragazze dell’Havel. Per salvarlo, Christa ha bisogno dell’aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all’aeroporto di Tegel, covo del più estremo gruppo della città affrontando molte controversie e situazioni complicate.
Personalmente il libro mi è piaciuto molto, lo scenario distopico descritto dagli autori è affascinante, dettagliato e ben contestualizzato; i rimandi storici sono mirati e precisi e riescono a farti immergere del tutto nel periodo. Una caratteristica che mi è piaciuta particolarmente è la quantità di personaggi, tutti a loro modo protagonisti, e lo spazio dedicato alla caratterizzazione di quest'ultimi, che risultano con un background solido e ottimamente sfaccettati, rendendoli per la gran parte molto interessanti.
La scrittura risulta semplice, scorrevole e diretta; anche se il romanzo mantiene dei riferimenti che solo un pubblico abbastanza adulto può cogliere. Lo consiglio a tutti i ragazzi dalla fascia dei 13/18 ma anche a tutti coloro appassionati al genere distopico.
Carlo Molinaroli 4ESP Copernico-Pasoli progetto “leggere on the road” biblioteca civica 2020-2021

"Mio padre diceva che c'è gente che alla morte ci arriva viva, mentre altri, quando tocca loro, è come se fossero già morti da un sacco di tempo”.

È il 1978, inizio estate, sono passati tre anni da quando un virus letale ha decimato tutti gli adulti di Berlino, lasciando la città in uno stato di completa anarchia divisa in gruppi rivali formati da ragazzi e ragazze.
Tutto cambia quando qualcuno rapisce Theo, un “nato dalla morte” (cioè nato durante la pandemia), che vive nella zona del Havel insieme a Christa e altre ragazze.
L’ avventura inizia quando Christa decide di andare a chiedere aiuto a Jakob e ai ragazzi di Gropiusstadt (un gruppo rivale) per andare a riprendere Theo, che nel frattempo si era scoperto essere stato rapito da un altro gruppo rivale, quello di Tegel.
Proprio a Tegel si svolgeranno dei giochi sotto forma di sfide tra i ragazzi arrivati per recuperare Theo e gli abitanti dell'aeroporto, che determineranno il ritorno a casa del piccolo “nato dalla morte”.
Questo libro grazie alla sua scorrevolezza e alla sua semplicità lo consiglio soprattutto a preadolescenti e adolescenti, perché grazie al suo stile incalzante e ai momenti di suspense fa rimanere il lettore concentrato e invogliato nella lettura. Molto interessanti sono soprattutto i vari flashback presenti a capitoli alterni nel libro, che vanno a richiamare la “vecchia” vita dei vari personaggi e fanno ìi che il lettore acquisisca più informazioni su di essi.

Giovanni Damini, Liceo Scientifico Don Bosco, Progetto PCTO Biblioteca Borgo Trieste, luglio 2023

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