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La lista
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Vivian, Siobhan

La lista

Milano : Feltrinelli, 2019

Abstract: La lista: non si è mai riusciti a scoprire chi siano gli autori, ma immancabile, ogni anno, a una settimana dal ballo d'autunno, ecco apparire ovunque a scuola fogli con i nomi della ragazza più bella e simpatica e della più brutta e antipatica di ciascuno dei quattro anni di corso. Le otto studentesse dovranno fare i conti con l'improvvisa notorietà, e non saranno solo le brutte a sperimentarne gli effetti negativi. E così a ogni nuova lista le etichette che normalmente identificano le ragazze della Mount Washington High in un milione di gruppi diversi - appariscenti, popolari, manipolatrici, perdenti, arrampicatrici sociali, atlete, svampite, brave ragazze e cattive ragazze, maschiacci e bombe sexy, puttanelle e gatte morte, vergini rinate, santarelline, secchione e scansafatiche, fumatrici di erba, emarginate, strane, imbranate e nerd, per nominarne solo alcune - si dissolvono. Sotto questo aspetto, la lista è utilissima. È in grado di suddividere l'intera popolazione femminile in soli tre gruppi distinti. Le più belle. Le più brutte. Tutte le altre.

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“Sotto questo aspetto, la lista è utilissima. È in grado di suddividere l’intera popolazione femminile in soli tre gruppi distinti.
Le più belle.
Le più brutte.
Tutte le altre.”

Nella scuola superiore americana di Mount Washington da anni va avanti una strana tradizione. Annualmente, infatti, è redatta una lista anonima, copiata ed appesa su muri e bacheche di tutta la scuola. Sulla lista ci sono otto nomi: le quattro ragazze più belle, distribuite per ogni anno scolastico, e le quattro ragazze più brutte. Queste otto “prescelte” si troveranno al centro di un nuovo universo, quello della popolarità. La loro condizione è però molto varia, passando da adulazioni a prese in giro da parte di compagni che non conoscono nulla, o quasi, della vita privata e dell’attraversamento di questa fase di improvvisa notorietà. Tutto questo quando, all’orizzonte, si profila l’affascinante ballo d’autunno. Le otto studentesse dovranno riuscire a convivere con questa nuova realtà che le circonda, benedicendo e maledicendo in contemporanea colui, o colei, che ha scritto la lista, mettendo così in subbuglio le proprie vite, affrontando il difficile fardello della bellezza e della bruttezza non solo esteriore, ma anche interiore.

Riguardo questo libro, bisogna riconoscere a Siobhan Vivian il grande merito di essere stata sempre precisa ed esaustiva sia con le numerose singole storie (sono otto mini-storie in una) sia con l’intreccio tra esse, che portano la narrazione a risultare molto originale e per niente scontata, come ci dimostra il finale. L’aspetto più interessante è senza ombra di dubbio quello dell’apparenza: come si legge nelle pagine, viene prepotentemente messa in luce la reazione dei compagni esclusi dalla lista, verso le più belle ma soprattutto quelle più “brutte”, passando, per esempio, da essere migliori amici a conoscenti vergognati di una ragazza in questione. Quello che forse, sia dai compagni sia da noi, non viene colto al meglio è ciò che affrontano le “prescelte”, indipendentemente dalla loro posizione sulla lista. Escluso una studentessa, tutte le ragazze sono giudicate solamente per il loro aspetto fisico. Gli altri, quindi, basano le loro considerazioni verso queste persone fidandosi quasi ciecamente di un foglio di carta. Quasi nessuno, infatti, è a conoscenza della sfera personale delle ragazze, piene di insicurezze e dubbi, specialmente dopo l’uscita della graduatoria. Problemi in casa, problemi di alimentazione, di abitudini e di igiene che solo pochi veramente comprendono al di fuori delle ragazze. La società attuale è tale e quale alle centinaia di studenti di quell’High School di Mount Washington: giudica senza pietà, spesso con malizia e agisce con una maschera addosso per ingraziarsi o togliersi di torno persone che, grazie all’aspetto fisico (sia maschi che femmine) sono state definite come modello di bellezza. Magari, come succede nel romanzo, senza neanche saperlo o volerlo. Siobhan, con “La lista”, vuole, a mio parere, indurre il lettore a riflettere sul suo comportamento nei confronti di quelli con cui condivide giorni e momenti insieme in posti come la scuola, la palestra, il bar, i centri di ritrovo per giovani, luoghi intrisi di stereotipi che, forse, non si possono eradicare, ma si possono combattere. Consiglio questo libro a ogni adolescente che abbia il tempo di leggerlo, perché apre la mente ad una riflessione che si può riassumere in una sola frase: “Non si giudica un libro dalla copertina”.

Samuele Guarnieri, Liceo Classico Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, “Leggere on the road”

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