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Black Boys
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Clima, Gabriele

Black Boys

Milano : Feltrinelli, 2020

Abstract: Alex, sedici anni, è appena entrato nei Black Boys, un gruppo violento di azione giovanile. Il suo obiettivo è trovare il nero che ha causato l'incidente in cui suo padre ha perso la vita e dargli una lezione. I Black Boys sono disposti ad aiutarlo, ma in cambio Alex parteciperà alle azioni punitive che il gruppo organizza. È durante una di queste che Alex perde il controllo della situazione e un uomo finisce in ospedale. Alex è sconvolto, tanto più che un testimone lo ha visto ed è stata aperta un'indagine. Tenta quindi di uscire dai Black Boys, ma il leader del gruppo lo minaccia. Schiacciato fra le pressioni dei compagni e il peso di scelte sempre più difficili, Alex si ritrova in una spirale che giorno dopo giorno gli si stringe intorno inesorabilmente. Solo quando si troverà davanti agli esiti più estremi delle proprie azioni, prenderà consapevolezza della follia a cui il suo desiderio di vendetta lo ha portato. Un romanzo sui sentimenti difficili e indecifrabili dell'adolescenza, e sulla follia dell'odio e del razzismo in cui a volte, senza nemmeno rendersene conto, si viene risucchiati.

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“Odiavo una persona, era la prima volta che mi capitava. E quello che mi stupiva era che odiare è cosi facile. Non serve neanche conoscere le cose, io di Mbaye non sapevo nulla, chi fosse, cosa facesse nella vita, nulla, e nemmeno mi importava. L’unica cosa che mi importava era che era stato lui a portare via papà. E questo mi bastava per odiarlo”.
Black Boys è un libro scritto da Gabriele Clima che narra i disperati pensieri e comportamenti di Alex, un ragazzo che a soli 16 anni, per colpa di un incidente stradale “causato” da Moussa Mbaye a bordo del suo furgone, ha vissuto la morte di suo papà, mentre sua mamma è rimasta in carrozzina.
Il primo pensiero di Alex dopo essere uscito dal coma è quello di trovare Moussa Mbaye e fargliela pagare. Per questo motivo si aggrega ai Black Boys, un gruppo apertamente razzista con l’intento di poter ritrovare Mbaye. Il compromesso dei Black Boys è semplice: loro aiutano Alex, ma Alex deve prendere parte attivamente alle azioni dei Black Boys contro gli immigrati. Le azioni del gruppo sono sempre più estremiste, e ad Alex inizierà a sorgere il dubbio che forse questo non è davvero ciò che vuole. Il rapporto fra Alex e il gruppo è sempre più complicato e andrà a risolversi con un colpo di scena finale che va a rimodellare tutte le idee che Alex si era fatto verso Moussa Mbaye. Nel complesso il libro è molto avvincente e scorrevole anche se narra di vicende molto “forti”, consigliato ad un pubblico adolescente.
Costa Riccardo, 4es Liceo Copernico. Progetto "leggere on the road" Aprile 2021

Trovare un posto per nascondersi dai russi, in una città ridotto in macerie, non è per niente facile.
Per trovare un nascondiglio Otto ed Helene, i due protagonisti del libro, si rifugiano in un ospedale per poi farlo diventare il loro rifugio segreto.
Ogni giorno devono arrangiarsi per andare fuori a prendere tutto ciò che serve per la loro sopravvivenza e quella di tutte le persone rifugiate in quell’ ospedale, ovvero i gemelli Erich e Klaus e il fratello minore di Otto, Ulrich.
Il rapporto tra questi ragazzi, come in ogni amicizia, non è sempre tranquillo e sereno.
Otto ed Helene un giorno decidono di portare con loro al rifugio una bambina sola ( Hanna ) che stava cercando di nascondersi come tutti gli altri.
Urlich però non è contento di questa loro decisione poichè pensa sia una bocca in più da sfamare.
Questa cosa mi ha fatto riflettere e pensare soprattutto al fatto che anche oggi purtroppo è presente questa mentalità. Il pensare sempre a sè stessi invece che pensare al bene comune. Questo è il motivo per il quale al giorno d’oggi la popolazione mondiale non è unita, ma bensì si sta distruggendo consapevolmente per l’egoismo. Il problema è la parola “ consapevolmente “ poichè fa capire che tutti noi sappiamo che ci stiamo distruggendo ma nessuno o quasi fa niente per sistemare le cose.
È stata un lettura che mi ha costretto a mettermi nei panni degli altri che però non mi ha appassionato più di tanto poichè non è il mio genere.
Per quanto riguarda la scrittura invece l’ho trovata senz’altro scorrevole e tutt’altro che complessa e per questo consiglierei questo libro a una fascia d’età 14-19.

GAIA COBELLI
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Il fulcro del romanzo consiste nel tentativo di vendetta del protagonista nei confronti dell'uomo di colore che incolpa della morte del padre, arrivando ad unirsi ad un gruppo che compie azioni raziali per raggiungere questo scopo. La scena con cui lui esegue per la prima volta gli ordini del capo di questo gruppo è una delle più forti, secondo me la migliore, di tutto il romanzo, perché è quella che meglio incarna l'odio raziale e il pericolo delle minoranze che vi sono esposte. Alex, il protagonista, rimane profondamente sconvolto da quest'episodio, ma il suo desiderio di vendetta supera queste sue emozioni. È questo il vero motivo per cui il protagonista decide di entrare a far parte di un simile gruppo: vuole vendicare suo padre. Il fatto che l'uomo a cui il protagonista dà la caccia sia di colore è qualcosa che non condiziona il pensiero di Alex, lui stesso afferma che non gli importi del colore della pelle dell'uomo a cui lui dà la caccia. Il libro, dunque, non porta il punto di vista del carnefice, non racconta di un ragazzo razzista che cambia opinione al riguardo; ma di un ragazzo disposto a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, cambiando poi idea col tempo. Per questo motivo questo libro, più che essere incentrato sul razzismo, parla della maturazione e della crescita personale del protagonista. È da considerare più un romanzo di formazione, che un romanzo sul tema del razzismo. Nel libro, infatti, questo fenomeno fa solo da sfondo alle vicende di Alex e non viene giustamente approfondito. Data la premessa iniziale, avrei preferito che la storia parlasse di un ragazzo effettivamente razzista, magari già membro di una banda, che poi cambia completamente idea. Sarebbe stato più interessate anche per capire nel dettaglio come agiscono questi gruppi raziali. Invece ho trovato che quest’ultimo aspetto fosse quasi completamente assente.
Per quanto riguarda i personaggi secondari, nessuno di essi mostra di aver compiuto una crescita o uno sviluppo nel corso della storia, a parte, forse, un coetaneo del protagonista.
La trama, in realtà, non presenta problemi, è semplice e adatta al target del pubblico cui si rivolge il romanzo. Non si distoglie mai da quello che è il centro della storia.
La scrittura è focalizzata sul tentare di imitare il linguaggio degli adolescenti di oggi, sia nei dialoghi sia nei pensieri del protagonista, ma ho reso il libro poco scorrevole e i dialoghi non sono realistici: molti termini non sono più presenti nel linguaggio gergale ormai da qualche anno e nessuno dei ragazzi di oggi parla come i personaggi del libro, perciò non credo che si sia riusciti in questo intento.
In poche parole, consiglio questo libro anche ai lettori deboli (non ci sono molte pagine), ma lo farei leggere a coloro che cercano un romanzo di formazione o vuole solo avere un’infarinatura per quanto riguarda il fenomeno del razzismo, per poi approfondire il problema in seguito.

Gai Cobelli, 4asu, Liceo C. Montanari
“leggere on the road”- progetto PCTO con Biblioteca Civica Ragazzi, settembre 2021

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