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Il Silmarillion
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Tolkien, John Ronald Reuel <1892-1973>

Il Silmarillion

[Milano] : Bompiani, 2018

Abstract: "Il Silmarillion", iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. "Opera prima", dunque (ma anche "ultima", e di tono assai diverso, ben più elevato delle altre), essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da "Lo Hobbit" a "Il Signore degli Anelli", da "Il cacciatore di Draghi" ai racconti di "Albero e foglia". Si tratta di un'opera che, nella vasta produzione di Tolkien, occupa una posizione di primato, non soltanto temporale, ma anche e soprattutto tematica e formale. Vi si narrano gli eventi della Prima Era, alla quale di continuo si rifanno, come a un necessario antecedente e a una chiave interpretativa, i personaggi e le avventure de "Il Signore degli Anelli". I tre Silmaril, nucleo simbolico della narrazione, la cui perdita e tentata riconquista costituiscono lo schema della vicenda, sono gemme tenute in altissimo conto dagli Elfi, ma concupite anche da Melkor-Morgoth, primo Signore Oscuro, perché contengono la Luce dei Due Alberi di Valinor distrutti dall'avversario. Vera e propria mitologia, "Il Silmarillion", che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un'unica "storia sacra", narra la parabola di una caduta: dalla "musica degl'inizi", il momento cosmogonico, alla guerra, eroica quanto disperata, di Elfi e Uomini contro il Nemico. L'ultimo dei racconti costituisce l'antecedente immediato de "Il Signore degli Anelli", sorta di prefazione elaborata nei toni epici che caratterizzano tutto quel grande "pentateuco" che è "Il Silmarillion". Il quale non è un romanzo né una favola, bensì un'opera unica nel suo genere, forse l'unico tentativo coerente, compiuto in tempi recenti, di costruire un vero e proprio edificio mitico imperniato sulla fondamentale antitesi tra brama di possesso e poteri creativi, tra amore per la bellezza suprema e volontà di dominio, insomma tra "essere" e "avere": un'antitesi cantata nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell'antico epos. Mai pubblicato vivente l'autore per la sua qualità di work in progress, "Il Silmarillion" ha visto la luce grazie all'opera paziente del figlio dell'autore, Christopher, che ha compiuto un attento lavoro di ricerca e collazione sui manoscritti lasciati dal padre. (Marco Respinti)

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“Qui l'Anello rimase fino a quando non fu trovato, addirittura l'anno stesso dell'assalto contro Dol Guldur, da un viandante che aveva cercato rifugio nelle profondità della terra per salvarsi dall'inseguimento degli Orchi e giunse in una regione assai lontana, precisamente la terra dei Periannath, la Gente Piccola, i Mezzuomini che dimoravano nell'Eriador occidentale”.
Il Silmarillon, scritto da J.R.R. Tolkien e poi successivamente pubblicato da suo figlio, è un’opera che rappresenta il tronco dal quale si sono diramate tutte le successive opere narrative di Tolkien, che oramai tutti conosciamo, come ad esempio Lo Hobbit ed Il Signore degli Anelli. Non a caso il libro è proprio un racconto riguardante i Tempi Remoti, che avvengono durante la Prima Era del Mondo, la quale ben si discosta dalla sequenza temporale dei libri sopracitati, i quali vanno a rifarsi ai grandi eventi verificatisi alla fine della Terza Era. Si tratta infatti di un volume con una grande storia, la quale essendo stata plasmata durante i vari decenni di vita dell’autore, assume una ricchezza di dettagli ed una complessità superiore, a parer mio, rispetto ad altri libri dello stesso genere. Difatti, è proprio per questo motivo che consiglierei a chi magari volesse cominciare a scoprire il favoloso mondo di Tolkien, di non iniziare con Il Silmarillon ma di optare piuttosto verso la lettura di un eventuale “Lo Hobbit” o “Il Signore degli Anelli”, i quali andrebbero a facilitare la comprensione generale dell’opera. A livello di trama il Silmarillon si suddivide in cinque parti principali, ognuna delle quali racconta una particolarità dell’universo Tolkieniano, come ad esempio la genesi di Eä (il mondo) o i fatti avvenuti durante le diverse ere, rispettivamente prima, seconda e terza. Ogni sezione racchiude molti particolari, i quali vanno a creare un contesto universale all’interno di cui è possibile andare a scorgere le basi per le opere future. Si tratta comunque di un libro dal lessico semplice, il quale tuttavia si fa riconoscere proprio per quello stile appartenente a Tolkien, tramite il quale l’autore ci provvede ad una lettura nel complesso scorrevole.

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