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Semplice la felicità
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Sénéchal, Jean-François

Semplice la felicità

Torino : Giralangolo, 2020

Abstract: La mattina dei suoi diciotto anni, Chris si sveglia in un appartamento perfettamente pulito e in ordine, ma stranamente deserto. Dapprima pensa che sua madre sia uscita per fare la spesa, oppure che voglia fargli una sorpresa. Pian piano, però, deve arrendersi all'evidenza: la madre se ne è andata per sempre, e lo ha abbandonato. Costretto a cavarsela da solo, Chris impara giorno dopo giorno a badare a sé stesso adattandosi alla nuova situazione. Il suo mondo diventa quello del quartiere alla periferia di Montréal dove vive, circondato dalla variegata umanità che lo popola e con la quale Chris si relaziona, imparando a gestire il suo essere una persona "in ritardo con la testa", come lui stesso si definisce, e costruendosi una quotidianità di affetti e relazioni umane. La fortuna di Chris? Un invidiabile spirito di adattamento e un senso dell'umorismo, anche sulla propria condizione personale, che ne fanno il beniamino del caleidoscopico consorzio umano che si muove intorno a lui. Coinvolto in cene, serate tra amici, attività commerciali, salvataggi fortunosi, situazioni spassose, Chris vive una vita intensa e appagante anche sentimentalmente. Rivendicando, sempre, il proprio diritto alla felicità.

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“All’improvviso ho capito. Ho capito che cosa avevi pensato quel giorno, che non avevo più bisogno di te. Avevi pensato che ormai me la cavavo benissimo da solo. Potevi finalmente andartene via per sempre.”
Questo libro ha come protagonista Chris, un ragazzo mentalmente disabile che si sveglia il giorno del suo diciottesimo compleanno e vede la camera di sua mamma perfettamente in ordine. All’inizio pensa che sia uscita per preparargli una sorpresa, ma con il passare delle ore si rende conto che sua madre se ne è andata per sempre. Chris si ritrova quindi costretto ad affrontare un percorso di indipendenza e impara a conoscere meglio l’amicizia, l’amore e la vita. Viene aiutato molto dai suoi vicini di casa e soprattutto dai suoi compagni di classe delle medie, anche loro mentalmente disabili.
Il tema centrale è la disabilità mentale, un tema molto importante che ci aiuta a capire meglio ciò che queste persone, e chiunque gli stia accanto, devono affrontare.
La scrittura è semplice e molto scorrevole. È un libro che va letto tutto d’un fiato, capace di farti emozionare e provare ciò che prova Chris.
Arianna Magrella
3CLI, Liceo Copernico
“Leggere on the road” - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, marzo 2021

“È vero che diventare adulti è importante, è una cosa che succede una volta nella vita.”

Christopher, per tutti Chris, si sveglia contentissimo. È il suo diciottesimo compleanno ed è eccitatissimo. Nota però che sua madre non è in casa. Tutto è a posto, pulito, sistemato, il letto è stato fatto, ma la madre non c’è. Chris, con incredibile innocenza, pensa che la madre gli abbia preparato una sorpresa per il suo compleanno. Purtroppo la giornata pian piano continua e la madre non si fa vedere. Chris, quindi, comprende la dura verità: è stato abbandonato, lasciato in pasto al mondo degli adulti. La sfida per il giovane è immensa, perché lui è affetto da un ritardo cognitivo, del quale è consapevole. I giorni passano e Christopher deve trovare un’occupazione per pagare l’affitto. Per fortuna diventa portiere del suo palazzo, aiutando gli inquilini con lavoretti in giro per gli appartamenti. Con il tempo il ragazzo comincia a comprendere meglio il mondo che lo circonda, facendo conoscenze e scoprendo storie sulla sua famiglia e sulle persone intorno a lui, come la bella Jessica, l’incredibile Joe, lo strano Felix e la giovane Chloe, questi ultimi disabili come lui. Le esperienze si susseguono e sembrano sempre impossibili, ma la determinazione e la positività innocente e genuina di Chris lo aiuteranno ad affrontare una realtà che, se non stai attento, ti lascerà indietro e non tornerà a prenderti.

La storia che Jean-François Senechal ci presenta è molto semplice, anche grazie alla narrazione in prima persona. Il linguaggio e il modo di pensare rispecchia molto bene l’idea di come viva Chris e, proprio come il protagonista, la narrazione prosegue “alla giornata”. Non c’è infatti l’intento di far capire al lettore cosa succederà dopo, come se l’autore abbia affidato le chiavi della composizione proprio al suo “beato imbecille” (così si definisce Chris stesso), dando vita ad un romanzo assolutamente spontaneo, semplice e delizioso.
Un aspetto che mi ha colpito durante la lettura, poi, è sicuramente quello della responsabilità. I diciotto anni, come prima ho scritto, ti danno l’accesso allo strano mondo adulto. Nuovi problemi prendono il loro posto nella mente delle persone: il bisogno di stabilità nella vita, con un lavoro, con una famiglia, una casa e via dicendo. Christopher, ovviamente, parte svantaggiato a causa del suo ritardo cognitivo ma, come dice il detto “sbagliando si impara”, pian piano capirà come muoversi e stringere rapporti con persone importanti, aumentando la sua sicurezza e la sua voglia di fare. Ma, nonostante la sua crescita sia importante, ogni tanto egli si sofferma, e noi con lui, per pensare alla madre. Quella stessa madre che, a quanto pare, non ha voluto accettare le responsabilità arrivate con la disabilità di suo figlio. Ci chiediamo spesso come sia possibile che i figli siano abbandonati dai genitori, e le risposte che ci diamo si ricollegano quasi sempre alla troppa responsabilità che questi ultimi non sono in grado di prendersi. L’importante però, come ci spiega il protagonista in questa stupenda storia, è andare avanti, oltre le difficoltà, per essere migliori per gli altri e migliori di coloro che ci hanno lasciato indietro.

Samuele Guarnieri, Liceo Classico Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, "Leggere on the road"

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