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Gli ultimi messaggi del Forum

PRESTITI IN CORSO

Ho restituito due libri sabato 27 giugno ed uno martedì 30 giugno perchè oggi 1 luglio mi risultano ancora come prestiti in corso?

Re: Accesso mlol

Gentile utente, se lei ha scritto questo messaggio nel forum, vuol dire che era già autenticata.
Dal suo messaggio purtroppo non capisco quale sia il problema.
Per favore scriva a alla email: biblioteche@comune.verona.it spiegando più precisamente possibile il problema che ha incontrato.
Cordiali saluti.

Accesso mlol

Mi continua a dare password errata, e ho provato sia con la data sia con la password di mydiscovery.. Come posso fare?

Un mondo lontano - W. H. Hudson

«Ancora oggi, quando ricordo quei vecchi peschi fioriti, coi tronchi grossi come il corpo di un uomo e quella massa enorme, quella nuvola di miriadi di boccioli rosa che spiccavano contro l'azzurro etereo del cielo, mi domando se abbia mai visto in vita mia qualcosa di più perfettamente bello.»

(Cap. 4)

Il figlio prediletto - Angela Nanetti

Angela Nanetti autrice di molti libri per bambini e ragazzi è alla sua seconda prova nella narrativa per adulti e sceglie di misurarsi con tematiche scomode, probabilmente lontane dal suo vivere quotidiano, ma che riesce a restituire con assoluta credibilità e misura, senza cadere mai in banalità o esagerazioni. Lo stile è eccellente e la narrazione non è per nulla zuccherosa, nonostante il suo target abituale sia infanzia e gioventù, è anzi asciutta e va dritto al sodo. La scrittura è emozionante e ricca di colpi di scena ben dosati dall'inizio alla fine, così da rendere il romanzo davvero interessante e senza cali di tensione. Uno dei libri più belli che io abbia letto negli ultimi anni. Consigliatissimo.

Atti osceni in luogo privato

Mi sono innamorata del suo modo di scrivere, accompagnando il protagonista in un romanzo di formazione che avviene passando di donna in donna e di città in città.

Viaggio a Norimberga

Eccomi dunque in Svevia, nella mia patria: ancora una volta avrei trascorso la notte in una cittadina sveva. Lì trovai un facchino d'albergo, con il quale m'incamminai in direzione di una bella locanda d'altri tempi e poco prima che vi arrivassi e vi entrassi si levò una smagliante luna piena sopra il rettifilo dell'ampia strada provinciale. Mi dava di nuovo il benvenuto, e Dio solo sa quanto mi fece piacere.

La zanna e l'artiglio - John L. Cloudsley-Thompson

«[...] per usare le parole di John Ruskin, "C'è sempre stato nel mondo più di quanto gli uomini possano vedere, per quanto essi camminino lentamente". Una breve sosta, perciò, per considerare un altro aspetto poco conosciuto della natura, potrebbe essere utile non soltanto per ristorare le nostre menti, ma anche per ravvivare il nostro interesse per le cose meravigliose che talvolta non riusciamo a notare [...]»

(Capitolo 14)

Altre voci altre stanze - Truman Capote

Ne avevo sentito molto parlare ma non avevo mai letto nulla di Truman Capote, questo suo romanzo di esordio (1949) mi è piaciuto, è scritto benissimo, con una ricercatezza di termini ed espressioni davvero notevole. Le vicende narrate sono abbastanza inquietanti, a volte grottesche e sfiorano il paranormale senza caderci mai. All'epilogo l'autore non da la soddisfazione al lettore di rispondere di tutte le cose lasciate in sospeso, e se da un lato ciò mi ha lasciato un po' di amarezza dall'altro credo che il chiudere tutte le file avrebbe un po' banalizzato l'opera.

Io sono vivo e tu non mi senti

“Portami via” mi risuonerà a lungo nella mente, un romanzo che è scritto quasi come una poesia, le frasi brevi o brevissime, ripetute, martellate come le ossessioni e i ricordi di Klaus, nome di fantasia per una storia romanzata ma ispirata a quelle vere di molti internati nei campi di concentramento perché omosessuali. Neanche a dirlo l'ho terminato con le lacrime agli occhi. Un libro necessario.

Il canto degli alberi - Hermann Hesse

«In tutte le stagioni era rimasto là, aveva il suo posto nel mio piccolo mondo e vi apparteneva, aveva provato la calura e la neve, la tempesta e la quiete, aveva fatto la sua parte, contribuendo con il suo suono al canto, coi suoi colori all'immagine, aveva continuato a crescere alto sopra le viti ed era sopravvissuto a generazioni di lucertole, serpi, farfalle e uccelli. Non era straordinario, non era tenuto in particolare considerazione, eppure era indispensabile.»

(Il pesco)

I riti di caccia dei popoli siberiani - Éveline Lot-Falck

«Al pari dell'uomo, l'animale possiede una o più anime e un linguaggio. Di più: spesso comprende il linguaggio umano, mentre il contrario è vero solo per gli sciamani. L'orso potrebbe parlare, ma preferisce astenersene, e gli Jacuti vi vedono una prova della sua superiorità sull'uomo. L'orso ascolta, tace, e in tal modo non concede appigli su di sé.»

(II - Uomini e animali)

Lezioni americane - Italo Calvino

«Alle volte mi sembra che un'epidemia pestilenziale abbia colpito l'umanità nella facoltà che più la caratterizza, cioè l'uso della parola, una peste del linguaggio che si manifesta come perdita di forza conoscitiva e di immediatezza, come automatismo che tende a livellare l'espressione sulle formule più generiche, anonime, astratte, a diluire i significati, a smussare le punte espressive, a spegnere ogni scintilla che sprizzi dallo scontro delle parole con nuove circostanze.
Non m'interessa qui chiedermi se le origini di quest'epidemia siano da ricercare nella politica, nell'ideologia, nell'uniformità burocratica, nell'omogeneizzazione dei mass-media, nella diffusione scolastica della media cultura. Quel che mi interessa sono le possibilità di salute. La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l'espandersi della peste del linguaggio.
Vorrei aggiungere che non è soltanto il linguaggio che mi sembra colpito da questa peste. Anche le immagini, per esempio. Viviamo sotto una pioggia ininterrotta d'immagini; i più potenti media non fanno che trasformare il mondo in immagini e moltiplicarlo attraverso una fantasmagoria di giochi di specchi: immagini che in gran parte sono prive della necessità interna che dovrebbe caratterizzare ogni immagine, come forma e come significato, come forza d'imporsi all'attenzione, come ricchezza di significati possibili. Gran parte di questa nuvola d'immagini si dissolve immediatamente come i sogni che non lasciano traccia nella memoria; ma non si dissolve una sensazione d'estraneità e di disagio.
Ma forse l'inconsistenza non è nelle immagini o nel linguaggio soltanto: è nel mondo. La peste colpisce anche la vita delle persone e la storia delle nazioni, rende tutte le storie informi, casuali, confuse, senza principio né fine. Il mio disagio è per la perdita di forma che constato nella vita, e a cui cerco d'opporre l'unica difesa che riesco a concepire: un'idea della letteratura.»

(3 - Esattezza)