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Gli ultimi messaggi del Forum

Hunger Games. Ballata dell'usignolo e del serpente - Suzanne Collins

“Gli Snow si posano in cima”.

Coriolanus Snow è un giovane studente dell’Accademia, a Capitol City. Quest’anno sarà mentore degli Hunger Games, giochi in cui ventiquattro ragazzi vengono chiusi in un’arena e lì devono massacrarsi finché non ne rimarrà solo uno. A ogni mentore viene assegnato un ragazzo, e a Coriolanus tocca la ragazza del distretto 12, il più povero in assoluto. Dovrà cercare di farla sopravvivere nell’Arena, perché ha disperatamente bisogno dei soldi della vincita.

I temi trattati non sono nulla di nuovo rispetto al precedente “Hunger Games”, ma non lo considero un difetto, dato che questo non è l’obiettivo della storia e inoltre in un racconto così particolari temi delicati stonerebbero con il resto.

Non rivelerò troppo della trama, per non rovinare la storia a chi non l’ha ancora letto, ma mi limiterò a dire che il libro parla di uno Snow “puro come la neve” che cresce in una città malvagia gestito da adulti malvagi e contro la sua volontà si trasforma in quello che i lettori di “Hunger Games” sanno; ma parla anche della storia tra Corio (così lo chiamano tutti) e Lucy Gray; ma anche dell’amicizia tra il protagonista e il pesce fuor d’acqua Seianus Plinth. E ne parla bene. Sì, “Ballata dell’Usignolo e del Serpente” è un libro ricco di sottotrame, che non si limita a raccontare la storia di un ragazzo che fa il mentore negli “Hunger Games”. Addirittura, nell’Arena ci passiamo soltanto un terzo del libro, e il resto si centra soprattutto sulla caratterizzazione dei molteplici personaggi. La scrittura è descrittiva ma non troppo, leggera, il lessico è elevato ma non incomprensibile, le scene trasmettono esattamente quello che vogliono trasmettere. L’unica mancanza, ma inevitabile, sono le canzoni, che scritte non rendono come ascoltate. Però, appunto, non si può fare a meno di questo inconveniente.

Consiglio questo libro soprattutto a chi ha almeno un po’ di dimestichezza col mondo di Hunger Games, perché la scrittrice non fa descrizioni delle cose già menzionate nella trilogia precedente. Non bisogna leggersi i libri, anzi, la storia risulta anche più bella se non si conosce la storia di Katniss Everdeen, ma almeno sapere cosa sono i distretti, l’Arena, gli Hunger Games eccetera.

Leonardo Lucato, Liceo Scipione Maffei, progetto PCTO "Biblioteca Ragazzi", "Leggere on the Road"

Da zero a cento - Heike Faller, Valerio Vidali

Recensione libro ''Da zero a cento''
''Le persone che hanno tempi difficili dietro le spalle sono più capaci di dare valore alle cose positive. Le persone che hanno avuto una vita facile hanno maggior difficoltà a gioirne. Da questo punto di vista la vita sembra essere giusta: la felicità è relativa''
I protagonisti di questo breve libro illustrato sono cento. Ognuno di essi è fondamentale nel mantenimento dell'equilibrio che ci tiene in vita. Questi cento protagonisti... sono la stessa persona. In questo libro i numeri rappresentano la voce narrante di ogni singola età compresa tra i zero e i cento anni, rappresentano insegnamenti di vita, rappresentano momenti ricchi di avvenimenti ma anche poveri di essi; in poche parole...rappresentano tutto.
''Da zero a cento'' è un libro che affronta in modo sincero e, in certi punti ironico, la complessità della vita di ognuno di noi, andando a prendere quel qualcosa che ci accomuna lungo il corso degli anni conferendolo ad un numero: l'età. Nonostante le poche pagine usate per scrivere questo libro, forse andrebbero lette e rilette con tanta attenzione dato che le interpretazioni che potrebbero uscirne sono numerose. Queste poche pagine lasciano un messaggio essenziale ovvero come affrontare la vita e come non affrontarla. Se a volte si ha la sensazione di vivere e cogliere la vita nel migliore dei modi, probabilmente si sta comettendo un errore che potrebbe costarci caro. Basta sfogliare qualche pagina, ovvero qualche età in più, per rendersi conto che forse ci stiamo perdendo qualcosa, un treno che passa e non ritorna, ma anche se lo si coglie, non bisogna cercare di farlo andare veloce come il treno di qualcun altro dato che rischieremmo di deragliare.
''Da zero a cento'' invita il lettore a soffermarsi, prendere un profondo respiro e meditare sul nostro percorso di vita, sulle nostre esperienze passate e su quelle che potrebbero arrivare in base alle nostre scelte. Penso che sia un libro da leggere non una, non due ma cento volte, mille volte, finché non lo si capisce o forse, non si potrà mai capire. Perché? Perché a volte la pigrizia prende il sopravvento oppure la troppa audacia ci spinge troppo oltre. Personalmente consiglio questo libro ad ogni fascia d'età con una considerazione però: non prendere alla lettera ogni pagina, ma a volte cercare di avere come una pinza in mano e con quella prendere le stesse dato che ogni persona vive a proprio modo la vita, non seguendo delle regole ben definite. Quello che va bene per me potrebbe non andare bene a qualcun altro e da questo punto di vista mi sento di criticare il libro. Per il resto penso che gli spunti siano anche più che sufficienti, ma vanno capiti e poi messi in pratica anche perché è meglio perdere un minuto nella vita che la vita in un minuto.
Djordje Despot, Liceo Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi ''Leggere on the road''

Solo se mi credi - Guido Quarzo, Anna Vivarelli

“Tutto questo potrò farlo… solo se mi credi”

Torino, 1905. Carlo, sedicenne, ha un sogno: diventare pasticciere. Per ora però ha iniziato a lavorare come fattorino per una nota pasticceria torinese, sperando di scalare presto le gerarchie. Carlo vive poi in un altro mondo, quello delle fantastiche storie di Emilio Salgari, scrittore che il giovane adora e di cui ha letto ormai tutti i libri. Un giorno, mentre si reca al lavoro, nota un senzatetto seduto al lato della strada. Per compassione gli allunga un pezzo di pane, ma riceve anche lui qualcosa a sua volta. Lo sconosciuto, infatti, gli allunga una poesia che contiene un significato anarchico. Pur perplesso, il ragazzo accetta lo strano dono e prosegue con la sua giornata. Purtroppo questo scambio di regali getterà Carlo in una storia misteriosa e contorta. Dopo qualche tempo il senzatetto, incontratolo apparentemente per caso, gli chiede di consegnare una lettera ancora più misteriosa della poesia. Passati alcuni giorni, però, il mendicante viene trovato morto in un canale e viene identificato come un pericoloso anarchico, implicato nell’omicidio del re Umberto I nel 1900. Carlo si troverà dunque a che fare con perfetti sconosciuti che con domande e richieste, che aggiungeranno mistero e un po’ di aria mistica, ai limiti dello spiritismo, ad una storia che, al contrario dei romanzi del tanto amato Salgari, si svolge nella vita reale.

La vicenda di Carlo è molto strana e contorta, o perlomeno così mi è sembrata. Tanti personaggi, descritti in scene frenetiche e contorte, si intrecciano in una narrazione che riesce a delinearsi in modo abbastanza chiaro solo leggendo il libro con attenzione. Seppur io abbia trovato qualche episodio un poco forzato e qualche personaggio non ben delineato, tuttavia, la trama, una volta compresa, è frizzante e coinvolgente, facendo venir voglia di andare a fondo in questo mistero che attanaglia una splendida Torino dei primi anni del ‘900. Un aspetto interessante è il dualismo che la storia mostra riguardo a due diverse realtà: quella vera, hic et nunc, qui e ora, e quella mistica-spiritica, tendente al soprannaturale, che aiuterà non poco nei risvolti della vicenda. Il sovrannaturale mi ha personalmente colpito, non per i suoi metodi, ma per il coinvolgimento che riceve nella storia. Donne vedove di marito si presentano spesso dalla medium di turno, cercando un contatto solo fittizio. Questo aiuta però (è un pensiero personale) a capire dove l’uomo e la sua pazzia, soprattutto se non istruito come in quegli anni, possano spingersi per conoscere una verità tranquillamente ricercabile nel mondo reale, come testimoniano poi il proseguimento della storia. Ultimo, ma non per importanza, argomento, è il sogno di Carlo. La sua aspirazione è coinvolgente e fa riflettere soprattutto sui sacrifici che al tempo si dovevano fare per raggiungere determinati obiettivi, guardando con occhio diverso la situazione attuale, dove ci lamenta per qualsiasi piccola noia.

Samuele Guarnieri, Liceo Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, “Leggere on the road”

R: The hate u give - Angie Thomas

Questo romanzo racconta la storia di una ragazza afroamericana di nome Starr Carter, la quale assiste all’omicidio del suo migliore amico da parte di un poliziotto bianco. Ora Starr ha solo una scelta da compiere: continuare a fingere sulla sua identità nella scuola più altolocata del quartiere o raccontare al mondo la verità riguardo quella notte?
Alla base di questo “Miracolo editoriale” (come lo descrive il The Guardian) vi sono così tanti aspetti della vita quotidiana che siamo abituati a non notare nemmeno, ritenendoli forse troppo ordinari per attribuire loro anche solo un minimo di importanza.
Starr, la protagonista del libro, col suo mutare atteggiamento in base ai luoghi, alle persone e agli ambienti mi ha trasmesso quanto sia spossante cercare di essere ciò che in realtà non si è. Detesto le bugie eppure anch’io alle volte mi sono comportata come lei, mentendo sul mio essere, mentendo a volte anche a me stessa, solo per cercare di plagiare ciò che ero per sentirmi più a mio agio o forse per creare una realtà in cui fossi totalmente e indiscutibilmente diversa. Il giorno in cui ho finito questo libro, ho imparato questo: non avere mai paura di ciò che sei, non avere mai paura di camminare a testa alta, non avere mai paura delle tue origini. Starr l’ha capito a fine romanzo quando, citando pagina 403, ha appreso che mentire a sé stessa non serviva a nulla: “Mi vergognavo di Garden Heights e di tutto quello che rappresentava. Se non posso cambiare le mie origini e il mio vissuto, perché dovrei vergognarmi di ciò che mi rende quella che sono? È come vergognarsi di se stessi”.
L’amore segue ogni passo della vita di Starr, l’amore è il motivo che la spinge a parlare, a utilizzare la sua voce per raccontare cosa le era accaduto. All’inizio aveva paura, paura che fare la cosa giusta non bastasse, non rendesse a pieno giustizia a Khalil, ma dopo, con l’aiuto della madre, ha compreso che l’importante non era fare la cosa giusta e pensare che sarebbe potuta andare male, ma farla e rifarla, per lasciare un segno, per lasciare qualcosa di lei al mondo. Perché, che senso ha avere una voce se poi resti in silenzio quando non dovresti? Lei ha avuto coraggio perché il coraggio non è non avere paura ma andare avanti nonostante la paura. Lei non ha solo avuto il coraggio di parlare, lei ha avuto il coraggio di pensare fuori dagli schemi, ha avuto il coraggio di deviare il suo atteggiamento verso una strada comune, ha avuto il coraggio di abbattere i pregiudizi che la gente aveva su di lei, ha avuto il coraggio di combattere contro questi pregiudizi semplicemente utilizzando la diversità come un punto a favore e non a sfavore.
Infine credo che sia giusto pensare alla diversità come un male, godiamocela. Siamo tutti dannatamente e magnificamente differenti. Ognuno di noi ha una storia unica e una personalità altrettanto speciale. Siamo tutti diversi, e allora perché considerare la diversità un problema? È come sputarci addosso e dire “Sì sono una problematica pure io in effetti”, come quasi a significare che siamo sbagliati. Ma nessuno è sbagliato, le nostre scelte sono dettate da qualcosa di profondo.
Francesca Comper
4AES, Liceo Montanari
"Leggere on the road" - Progetto PCTO con la Biblioteca Ragazzi, maggio 2021

L'ultima notte della nostra vita - Adam Silvera

L’ultima notte della nostra vita di Adam Silvera o They Both Die At The End in lingua originale (ad essere sincera, il titolo in inglese è più bello) racconta la storia di due ragazzi che si incontrano nell’ultimo giorno della loro vita. Sono stati contattati da parte di Death Cast che avvisa tutti coloro che sono destinati a morire nelle successive 24 ore, in modo che possano vivere a pieno la loro ultima giornata. Ma “la vita non è fatta per essere vissuta da soli. E neanche i giorni finali”, quindi due ragazzi, Mateo e Rufus, ricorrono all’applicazione last friend per conoscere qualcuno con cui passare l’ultimo giorno della loro vita. Non sanno però che tra le varie avventure sboccerà un amore. Accompagnati da questo sentimento, vivranno a pieno il loro ultimo giorno.
Questo è stato il primo libro che ho letto pur conoscendo il finale. Mi ha catturata all’inizio e non mi ha più lasciata andare; infatti, anche nei momenti in cui non leggevo i miei pensieri erano legati alla vicenda dei personaggi. Mi ha fatto riflettere a lungo, sia sull’incombenza della morte, sia sull’importanza della vita. Tutti questi ragionamenti sono stati riportati minuziosamente ad amici. Da qui sono partite animate discussioni.
Pertanto, caro lettore di questa recensione, se hai voglia di una lettura che ti faccia arrovellare pensando per ore a ciò che hai letto e che ti dia un impulso incontrollabile di parlarne con chiunque, non puoi fare a meno di questo libro.
Ottavia Perilli, Liceo Scipione Maffei.
Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi, “Leggere on the road”

Il buio oltre la siepe - Harper Lee

“Era un tipo perbene…” “Come la maggior parte delle persone, Scout. Quando alla fine riesci a vederle.”

In un’America degli anni ‘30, in una cittadina di nome Maycomb, un uomo di colore viene accusato di violenza contro la figlia di un uomo bianco. Il padre della protagonista assumerà l’incarico di difenderlo dalla pena di morte.

Premetto che questa non sarà una recensione della storia originale di Harper Lee, ma del modo in cui è stato realizzato il Graphic Novel della stessa, a cura di Fred Fordham. Prima di tutto, vorrei focalizzarmi sulla cosa che in una storia a fumetti spicca più di ogni altra, ovvero i disegni; purtroppo devo ammettere che i disegni del signor Fordham mi sono parsi abbastanza ordinari, e incapaci di replicare le immagini che si creavano nella mente dei lettori di Lee, come la cupa e non curata casa di Arthur “Boo” Radley o alcune sequenze su cui non scenderò troppo nello specifico per non anticipare nulla a eventuali lettori che non conoscono l’originale romanzo. Una seconda cosa che non mi ha convinto è stato il mantenere il fatto che fosse Scout adulta a raccontare la storia, cosa utile e poco invadente nel libro originale, ma non richiesta nel Graphic Novel: essendo un insieme di disegni, non serve che sia qualcuno a raccontare, no? Inoltre, questa cosa aggiunge un bel po’ di parti scritte, che in un fumetto dovrebbero essere limitate più possibile, a mio parere. Infine, molti tagli alla trama originale non mi hanno per niente convinto; non scenderò nello specifico, per lo stesso motivo di prima, ma mi pare un po’ eccessivo tagliare parti di un libro di sì e no 120 pagine. Dopo tutto ciò, voglio però ricordare che la storia di Lee sia molto meritevole di attenzione, e che per questo qualunque lettore troverà molto piacevole anche il Graphic Novel.

Nonostante la molteplicità e la profondità dei temi trattati in questa storia - la disparità dei generi e la discriminazione razziale sono i più evidenti - io la consiglierei a un pubblico di ogni età, premettendo però che più si è maturi, più la storia risulterà profonda e saggia. Come detto già sopra, consiglio questo specifico fumetto sia per i nuovi lettori, sia per chi ha apprezzato il romanzo di Lee e vuole vederlo sotto un’altra forma.

Leonardo Lucato, Liceo Scipione Maffei, Progetto PCTO "Biblioteca Ragazzi", "Leggere on the road"

Uomini e topi - John Steinbeck

“<Credevo che eri infuriato con me, George> disse Lennie <No,> disse George<No Lennie. Non sono arrabbiato. Non sono mai stato arrabbiato, e non lo sono nemmeno ora. Voglio che tu lo sappia>”Due uomini, due contadini, due amici, l’uno l’opposto dell’altro, ma stretti da un legame che va oltre l’amicizia. George piccolino e scaltro, un uomo con la testa sulle spalle che lavora sodo per avere ciò che vuole, e Lennie un grosso bambinone che adora accarezzare le cose, soprattutto quelle morbide e setose, il primo dice all’altro cosa fare e lui fidandosi ciecamente fa. I due hanno un sogno: guadagnare abbastanza soldi per comprarsi un proprio ranch dove avere un orticello, la stalla, il pollaio e un capanno per i conigli che al grosso Lennie piacciono tanto. Dopo essere stati cacciati dal loro vecchio lavoro, si ritrovano in questa grande fattoria dove, con il passare dei giorni vedono il loro sogno sempre più vicino. Attorno a questi due personaggi principali ne ruotano pochi altri, anche loro lavoratori della terra, che alcuni da ostili diventeranno amici, altri saranno la causa di eventi stravolgenti. Il finale di questo romanzo vi lascerà senza fiato, increduli ed imperterriti. È assolutamente un libro da non perdere, lo consiglio a tutti.
Romina Nazzaro, Liceo Scipione Maffei.
Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi ''Leggere on the road''

R: Naked - Kevin Brooks

Recensione del libro ''Naked'' di Kevin Brooks.
''Perché le cose già successe, specialmente quelle che avresti voluto non succedessero...bè, il punto è proprio questo: non puoi farle dissuccedere. Non si può semplicemente lasciarsele dietro, perché una volta che sono accadute, sono parte di te, parte del tuo passato e il loro ricordo diventa parte del tuo presente e le loro conseguenze parte del tuo futuro''.
E' l'estate del 1975, Lili è a scuola e si sta esercitando con il pianoforte cimentandosi in un brano di Debussy quando ad un tratto Curtis Ray, il ragazzo più figo della scuola, dopo aver ascoltato il brano, la invita ad unirsi nella sua band. Contemporaneamente emozionatissima e timorosissima accetta e dovrà subito reiventarsi imparando a suonare il basso, su richiesta di Curtis. La band oltre a Curtis che fa da frontman, è composta da Stan e Kenny. Lili fin da subito si sente appartenente a qualcosa e i primi successi cominciano ad arrivare, affiancati, però, dalla droga, il sesso e gli eccessi. L'entusiasmo iniziale di Lili viene sempre meno, complice anche il comportamento brusco di Curtis. Sono anche gli anni del terrorismo e degli scontri fra Repubblicani e Lealisti. Dopo aver infatti fatto entrare un nuovo membro nella band, William Bonney, Lili scopre molti segreti su di lui e comincia una vita parallela a quella con la band. Cominciano ad arrivare i contratti e le prime apparizioni televisive ma Lili ormai non è più la stessa. William non c'è più e lei si rende conto di aver esultato fin troppo presto entrando nella band...
''Naked'' è un libro di genere young adult che affronta temi attuali ancora oggigiorno. Come parola d'ordine c'è l'eccesso, quell'eccesso che in un qualche modo ha portato i primi successi alla band, ma allo stesso modo ha portato scontri interni nei ''Naked'' con conseguenti divergenze ideologiche. Kevin Brooks riesce ad utilizzare il realismo e gli eventi realmente accaduti in quegli anni, la nascita del punk e gli scontri politici, in un modo incredibilmente sincero che tiene attaccato il lettore alle pagine del libro. Gli spunti offerti sono numerosi e alquanto preziosi anche quando ci si rende conto che l'io narrante è proiettata 35 anni avanti, la quale fatica a non avere rimorsi e pentimenti con i quali si serve per raccontare la sua estate del 1976, invogliando il lettore a raggiungere un grado di consapevolezza tale da riuscire a distinguere il bene dal male.
''Naked'' offre la possibilità di riflettere in modo più profondo su quelle che possono essere le aspirazioni dei giovani, le quali vanno premeditate per non incorrere in una vita dettata dal male. Offre un tuffo nel passato per affrontare temi difficili, come gli scontri tra l'IRA e le milizie londinesi, che vanno colti anche da persone che non vivono queste situazioni da protagoniste. E' un libro che consiglio sia a ragazzi non troppo piccoli, dati alcuni temi evidenziati in modo molto schietto dallo scrittore, sia ad un pubblico più adulto.
Djordje Despot, Liceo Copernico, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi ''Leggere on the road''

Berlin - Fabio Geda, Marco Magnone

“apri gli occhi Sven! Il mondo di prima è scomparso, volatilizzato; non c’è più niente da sperare e da fare, se non goderci la libertà che il mondo di prima ci ha sempre sottratto. niente adulti, niente “fai questo o fai quello”; e tu Sven, tu stai per morire. Accettalo. Cancella il passato e dimentica il futuro. Esiste solo qui e l’ora, e ora è tempo di giocare.”
Berlin è una trilogia raccontata a 2 mani da Fabio Geda e Marco Magnone dove vengono narrate le vicende di una Berlino di fine anni 70’ colpita violentemente da un virus, che si prende in poco tempo le vite di tutti gli adulti, lasciando la città solamente ai ragazzi orfani. Questi ragazzi devono ora sopravvivere alle circostanze estremamente ostili e devono imparare a convivere fra i vari gruppi che sono andati ad instaurarsi. Ogni gruppo, fra i ragazzi di Tegel, di Gropiusstadt, e le ragazze dell’Havel ha un modo differente di vedere questi ultimi anni che potranno vivere. C’è chi cerca di sopravvivere godendosi tutti i momenti sentimentali e amorosi, e chi, rassegnato della morte imminente all’avvicinarsi dell’età adulta, prova a compiere sfide di coraggio che in un contesto normale sicuramente non avrebbe azzardato.
Personalmente il libro mi è piaciuto molto e va a richiamare questo periodo pandemico seppur in un contesto molto più drammatico. Consigliabile a tutti i ragazzi nella fascia dai 14 ai 19 anni.
Costa Riccardo 4esp liceo Copernico
progetto "leggere on the road" Aprile 2021

La regina del trampolino - Martina Wildner

“Karla non era una persona ambiziosa, addestrata in modo ferreo da allenatori e genitori. Karla era la regina del trampolino. Lassù, a quelle altezze, non potevano esserci due divinità. Nonostante ciò ero contenta: già ero sempre più contenta.”
Nadja aveva cominciato a tuffarsi perchè era stata visionata da piccola, aveva continuato a farlo grazie a Karla e perchè era diventato il suo quotidiano. Lei e Karla erano amiche da piccole ed hanno cominciato la vita agonistica insieme, la loro routine era sempre la solita: andavano a scuola, poi arrivavano in piscina con la metro e condividevano l’armadietto 1293. Karla era la più brava, tutti lo dicevano e soprattutto tutti la invidiavano ma Nadja no. Loro erano amiche, Nadja sapeva di essere meno brava ma ciò non influenzava la loro particolare amicizia. Nadja si chiedeva spesso se Karla la considerava speciale, in fondo condividevano tante cose ed erano pure vicine di casa. Tutto andava come al solito, fino al giorno della gara a Dresda l’unico cambiamento era stato il nuovo compagno della madre di Karla. Questo cambiò Karla leggermente ma Nadja non la riteneva una situazione più strana di quanto già non fosse, era solo curiosa di capire perché Karla odiasse tanto quell’uomo. Durante la gara Nadja era convinta che il tuffo del quale Karla non era sicura “perché le veniva solo al novanta percento” le sarebbe venuto perfetto come gli altri e che la preoccupazione dell’amica non aveva senso. Peccato che così non fu…
La scrittrice Martina Wildner spiega attraverso il racconto di Nadja la vita di un’ atleta agonista e della rigidità con cui deve seguire le regole. Oltre allo sport però ci sono anche le amicizie e quella tra Nadja e Karla pur essendo particolare è significativa nella vita di entrambe.
Elisa Ferrari
Liceo Copernico classe 4°
“Leggere on the road”- progetto PCTO biblioteca ragazzi- Aprile 2021

Naked - Kevin Brooks

“Fu allora che la mia vita iniziò, il mio amore fu sigillato, la mia anima si perse e si infranse, fu l’estate di molte cose –calore e violenza, amore e odio, sogni ed incubi, paradiso e inferno- e riguardando a quel periodo adesso, è difficile distinguere il bene dal male.”

Lilibeth, per tutti Lili, è una quindicenne inglese che vive nel pieno degli anni settanta, all’epoca della nascita e dell’esplosione del punk come genere musicale e come moda. La ragazza è attratta da Curtis Ray, adolescente sfrontato e affascinante più grande di lei. Dopo averlo conosciuto, Lili scopre che il ragazzo è il front man di una band punk chiamata Naked. Curtis la introduce nella band e la giovane si lascia trasportare da questa nuova onda di stravaganza, piena di sesso, di droga e di eccessi. Dopo un inizio tentennante, i Naked cominciano a progredire nel mondo musicale. Lili inizia però a faticare nello stare al passo con tutti questi avvenimenti che la stanno condizionando, preoccupandosi inoltre di Curtis, sempre più avvezzo all’uso di droghe e alcool. In suo aiuto arriva William, il nuovo enigmatico chitarrista della band, proveniente da Belfast. La sua calma e i modi tranquilli, oltre che a riuscire a tener testa allo sbandato Curtis, portano stabilità nel caotico mondo di Lili. Il passato del nuovo chitarrista, poi, affascina la giovane, che prova pian piano a scoprire i segreti di William, entrando in un mondo parallelo strano e complicato tanto quanto il mondo della sua musica…

Quello che affascina dello stile narrativo di Kevin Brooks è l’incredibile realismo che riesce a far trasparire dalle scene e dalla storia narrata. L’immedesimazione è un punto focale della lettura e Brooks, riuscendo in questo intento, mostra agli adolescenti moderni tutta la realtà, con il bene e con il male, che ha caratterizzato lo strano mondo negli anni ’70.
Dal mio punto di vista, inoltre, è importante notare come la protagonista sia profondamente plasmata dagli eventi e dalle persone che la attorniano, quasi come se si lasciasse andare al cambiamento, che però la induce a una riflessione profonda su cosa e su chi fidarsi, oltre che al dubbio ricorrente su cosa sia giusto o sbagliato. Altro aspetto importante è la passione sfrenata per qualcosa, in questo caso la musica: come si può intuire dal libro, Curtis in particolare è innamorato perso della musica, tanto da voler vivere solo di quello. Questa passione però lo porta ad abusare di diversi stupefacenti e allo spremere fino allo stremo chi gli sta intorno, cercando un limite utopico che spesso porta rischi non solo a lui, ma anche ad altri. In definitiva, i due aspetti si intrecciano: se la passione comincia a sormontare tutto, infatti, occorre una riflessione per capire cosa sia bene e cosa sia male, non solo per sé stessi ma anche per quelli che ci stanno accanto.

“Naked” è un tuffo nel passato molto interessante, che getta luce su un periodo intricato della storia che, oltre ad ampliare la cultura dei giovani d’oggi, dà ottimi spunti di riflessione su temi che, se guardati con attenzione, sono ancora oggi molti importanti e determinanti.

Samuele Guarnieri, Liceo Classico Scipione Maffei, Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi “Leggere on the road”

R: Mister Napoleone - Luigi Garlando

“L’imperatore è di statura bassa, ma a nessuno è mai apparso piccolo. Nemmeno, certo, in una notte come questa. La schiena del mare che come una balena sollevava il vascello fino alle nuvole, per poi sprofondarlo in abissi di schiuma, rendeva semplicemente giustizia alla sua vera statura: ecco il grande Napoleone Bonaparte, ecco il mio Imperatore!” Mister Napoleone, scritto da Luigi Garlando, è un romanzo steso sottoforma di diario, tramite il quale l’autore ci permette di immedesimarci al meglio in quella che è una nuova visione dell’esilio Napoleonico. Un romanzo molto particolare, il quale, tramite l’uso di uno stile non troppo ricercato e molto fluente, ci consente di leggere una storia scorrevole e piacevole che narra le vicende di Emanuele, figlio del fidato biografo di Napoleone, che insieme al padre, si ritrova a salpare su un vascello diretto verso l’isola D’Elba. Qui il ragazzo ed i suoi amici sono costretti ad affrontare diverse avversità, le quali, alimentate dalle continue ostilità presenti tra francesi ed inglesi, crescono, fino ad arrivare a dei veri e propri “scontri” che avvengono tra la banda di Emanuele e quella di Kendall (nipote del governatore inglese dell’isola). In questo frangente la figura di Napoleone assume sempre di più il ruolo di guida, andando a creare un nuovo ed originale gioco improntato alla pace, mediante il quale, il grande condottiero riesce a canalizzare l’odio dei ragazzi verso un qualcosa di meno violento e molto più divertente. Si tratta di un romanzo molto scorrevole, che alle volte riesce a regalare al lettore dei momenti intensi e pieni di significato.

La formula esatta della Rivoluzione - Marcello Fois, Alberto Masala, Otto Gabos

“Il 14 luglio 1789 a Parigi nessuno poteva dormire. La folla per le strade, le urla, i canti le esplosioni ripetute, i colpi di fucile che rispondevano ad altri secchi colpi solitari indicando direzioni sempre diverse, carrozze che saltavano sul selciato a rischio di rovesciarsi per la velocità, battaglioni che correvano a passo cadenzato...un clamore ininterrotto e boati sempre più forti indirizzavano l’orecchio e lo sguardo verso i bagliori delle fiamme che stavano avvolgendo la Bastiglia.” La Formula esatta della Rivoluzione, scritto da Marcello Fois e Alberto Masala, è un romanzo storico che si ispira al linguaggio dei graphic novel: la sapiente matita di Otto Gabos, con le sue illustrazioni affascinanti, ci aiuta ad immedesimarci nel clima della Parigi della Rivoluzione. Si tratta infatti di un romanzo molto particolare, che racchiude in uno stile molto semplice e fluente una storia profonda e riflessiva. Quest'ultima narra le vicende di una famiglia parigina, alle prese con i difficili tempi della Rivoluzione francese, durante la quale le persecuzioni e le violenze sono all’ordine del giorno. In questo clima di tensione, dove ogni azione viene vista come un’ipotetica minaccia alla nuova repubblica, la famiglia decide di nascondere nella propria casa il nobile scienziato Antoine-Laurent de Lavoisier, il quale caduto vittima dei complottisti, rischia la vita. L’arrivo di Lavoisier ha quindi un grandissimo impatto sulla vita dei suoi ospitanti, specialmente su quella del giovane Arnold, il quale diventa, insieme alla sua migliore amica Pierrette, l’apprendista del grande scienziato. In questo frangente, sì assiste ad una nuova evoluzione delle vite dei due giovani, che si ritrovano costantemente tra vari colpi di scena, grazie ai quali riescono a crescere ed a migliorare. Un libro molto semplice ma allo stesso tempo molto riflessivo: una volta finito, lascia in eredità al lettore quell’idea, tanto cara ai Rivoluzionari, di uguaglianza, libertà e fraternità.

Speak - Laurie Halse Anderson

“Chissà cosa si prova ad avere una pelle nuova. Mi sento come se la mia fosse bruciata.”
Melinda è una ragazza di 14 anni, senza più amici e maltrattata a scuola. Tutto questo perché è colpevole di avere rovinato una festa quell’estate, chiamando la polizia. Nessuno sa però la verità dietro a quel gesto, il perché della sua telefonata e il motivo per il quale ora è silenziosa, strana ed emarginata. Melinda non riesce a trovare la forza e le parole per raccontare a qualcuno di essere stata violentata, quella sera, perché pensa che nessuno vorrà ascoltarla. Eppure non si arrende e, alla fine, riuscirà a sconfiggere il suo più grande incubo parlando della sua vera storia.
“Speak” è un graphic novel incentrato sul tema della violenza sessuale e della paura di parlare dell’accaduto con tutto ciò che segue, cioè l’isolamento e la chiusura in se stessi. Inoltre, l’autrice illustra molto bene anche aspetti secondari del racconto, come quello della famiglia della protagonista, distante e distaccata, e quello della fragilità di un’amicizia adolescenziale, sgretolata a causa di una festa.
L’autrice ha utilizzato questa storia per poter parlare della sua esperienza personale e delle difficoltà incontrate nel superare questo trauma.
È un libro che consiglio a lettori che vogliono immergersi in una lettura profonda e delicata, resa molto scorrevole e coinvolgente dal formato graphic novel.

Elena Marcolini
3ALI liceo Copernico
"Leggere on the road"- Progetto PCTO Biblioteca Ragazzi-aprile 2021