Avviso

Biblioteca S. Massimo chiusa per lavori

Avvisiamo gli utenti che da martedì 28/06/2022 la biblioteca di S. Massimo è chiusa per lavori. Le biblioteche più vicine nelle quali può recarsi chi volesse usufruire dei servizi bibliotecari sono: Biblioteca...

 

 

 

 

 

 

 

 

Fra mondi diversi

Emine Sevgi Ozdamar, "Il ponte del Corno d'oro"

Non è un caso che sia stata una scrittrice di origine anatolica, Emine Sevgi Özdamar, a ricevere, quest’anno, l’ambito premio letterario tedesco Georg Büchner, probabile anticipo di una prossima candidatura al premio Nobel. [...]
Nata a Malatya, la città dell’Anatolia sudorientale orgogliosa delle sue rinomate albicocche secche, emigra in Germania due volte – la prima nel 1965, come Gastarbeiterin, come allora erano definiti i lavoratori immigrati, la seconda, come esule, dopo il colpo di stato militare del 1971, dopo che era rientrata in Turchia, a Istanbul. Qui frequenta l’Accademia di Arte Drammatica e prende parte al movimento di protesta degli anni Sessanta e Settanta.
L’esilio a Berlino è politico e intellettuale, ed è necessario anche per la salute della sua lingua. In seguito alla repressione, infatti, non è più in grado di esprimersi come vorrebbe, sente il bisogno di curare la lingua madre in uno Sprachsanatorium, un sanatorio della lingua che a suo dire si trova in Germania. È la Volksbühne di Berlino Est, dove è accolta dall’allievo di Bertolt Brecht Benno Besson, con cui lavorerà per anni.
Proprio la lingua, allora ferita, che le rende insopportabile il paese in cui la libertà di espressione è cancellata e che l’ha spinta ad allontanarsi dalla sua terra e dai suoi cari, col tempo è rinata. Si è trasformata durante un lungo percorso compiuto come attrice, assistente e regista di teatro e scrittrice. Ora nelle sue opere usa una lingua unica, gioca con le parole, le trasforma, crea neologismi sia grazie a invenzioni originali sia ispirandosi alla lingua turca. [...]
Sono passati decenni, l’apparente semplicità dei testi di Özdamar ha portato talvolta a una sottovalutazione della sua opera, considerata letteratura di minor valore. Ora però la giuria che in passato ha conferito lo stesso premio a scrittori del calibro di Max Frisch e Günter Grass, Heinrich Böll e Christa Wolf, ne valorizza i «mezzi stilistici letterari sconosciuti ed espressioni d’ispirazione turca» e dichiara che «il lavoro di Emine Sevgi Özdamar apre un dialogo tra lingue, culture e visioni del mondo differenti che è insieme intellettuale e poetico».
L’essenza della sua opera è colta in pieno.

[Sandra Paoli, il manifesto del 18.08.2022]

♦ IN CATALOGO - Emine Sevgi Ozdamar, Il ponte del Corno d'oro, Milano: Ponte alle Grazie, 2010.

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