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La vita, istruzioni per l'uso
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Perec, Georges <1936-1982>

La vita, istruzioni per l'uso

[Milano] : BUR, 2005

Abstract: Pubblicato nel 1978, La vita istruzioni per l'uso è un meccanismo ingegnoso e divertito che ha coinvolto lettori di ogni paese. Il libro è ambientato in un palazzo parigino, dove si affollano innumerevoli personaggi, sullo sfondo di avventure, delitti, peripezie. Un libro, come scrisse Italo Calvino, sospeso tra pietas e gioco.

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Non un romanzo solo, ma tanti romanzi sono incasellati nella cornice costituita dalla facciata di un palazzo parigino osservato meticolosamente, stanza per stanza, da un narratore preciso fino all'ossessione nomenclatoria nelle descrizioni e inesauribile nell'invenzione narrativa. Il numero dei capitoli, novantanove, allude a quell'incompiutezza che è l'unico dato certo della vita. Un romanzo di romanzi, un puzzle impossibile da completare, in cui si intrecciano infinite storie e sogni, progetti, amori e rancori, ricordi. Leggerlo, vagare tra le cucine e i salotti, le cantine e i solai, le scale e il vano dell'ascensore, i bagni e le camere da letto, contemplarne gli abitanti attuali e venire a sapere dell'esistenza di quelli precedenti, scoprire il loro passato, cercar di comprendere il loro presente... è un'avventura indimenticabile.

Resta ciò che resta quando non resta niente: delle mosche per esempio, o dei volantini che certi studenti hanno infilato sotto tutte le porte del caseggiato e che vantano un nuovo dentifricio oppure offrono una riduzione di venticinque centesimi a ogni acquirente di tre pacchi di detersivo, o ancora dei vecchi numeri del Jouet français, la rivista che ha ricevuto per tutta la vita e il cui abbonamento ha continuato a decorrere per qualche mese dopo la sua morte, oppure quelle piccole cose che ciondolano sui pavimenti o in un angolo d'armadio e di cui non si sa bene come siano venute né perché siano rimaste: tre fiori di campo appassiti, steli molli all'estremità dei quali languono filamenti d'aspetto calcinato, una bottiglia vuota di cocacola, una confezione per dolci, aperta, ancora insieme alla sua cordicella di finta rafia e sulla quale le parole "Aux délices de Louis XV, Pâtissiers-Confiseurs depuis 1742" disegnano un bell'ovale circondato da una ghirlanda affiancata da quattro amorini paffuti, o, dietro la porta che dà sul pianerottolo, una specie di attaccapanni di ferro battuto con uno specchio incrinato in tre parti di superfici asimmetriche vagamente simili a una Y nella cornice del quale è ancora infilata una cartoina che raffigura una giovane atleta chiaramnte giapponese che regge a braccio teso una fiaccola accesa.

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