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Trovati 26982 documenti.

Con il sangue agli occhi. Un boss della banda della Magliana si racconta
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Sciarelli, Federica - Mancini, Antonio

Con il sangue agli occhi. Un boss della banda della Magliana si racconta

Rizzoli, 10/02/2015

Abstract: ROMA, 1977. Mentre la polizia è alle prese con le Brigate Rosse, un potente clan criminale allunga le mani sulla città, monopolizza lo spaccio di droga e semina terrore a suon di piombo. È la banda della Magliana, un gruppo di affiliati che si spartiscono 600 miliardi di lire l'anno, in buoni affari con mafia, camorra e 'ndrangheta, ma anche con gli ambienti della politica e dell'estrema destra. Dopo dieci anni di sangue quasi tutti i componenti della banda sono morti ammazzati, da rivali o ex amici. In queste pagine, Federica Sciarelli raccoglie la testimonianza di Antonio Mancini, uno dei pochi sopravvissuti. Il risultato è un viaggio negli inferi del vorticoso giro di affari sporchi, faide e vendette personali. Scritto come un romanzo, Con il sangue agli occhi rivela il ruolo giocato dalla banda in molte vicende di cronaca di quegli anni - dal sequestro Moro al delitto Pecorelli, fino all'attentato punitivo a Roberto Rosone, vicepresidente del Banco Ambrosiano -, portando alla luce i particolari inediti di alcuni dei più oscuri intrighi di potere della recente storia d'Italia.

Come godersi la vita e lavorare meglio
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Carnegie, Dale

Come godersi la vita e lavorare meglio

Bompiani, 10/02/2015

Abstract: COME GODERSI LA VITA E LAVORARE MEGLIO IN QUATTRO MOSSE:1. Percorri le sette strade che conducono alla pace e alla felicità.2. Impara a trattare con la gente.3. Convinci il prossimo a condividere le tue opinioni.4. Impara a far cambiare opinione agli altri senza offendere e suscitare risentimenti.

Sei cappelli per pensare. Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia
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De Bono, Edward

Sei cappelli per pensare. Manuale pratico per ragionare con creatività ed efficacia

BUR, 10/02/2015

Abstract: Quante volte abbiamo partecipato a lunghe riunioni inconcludenti, o ci siamo chiesti come rendere più produttivo il nostro pensiero e quello delle persone con cui ci confrontiamo? Spesso a ostacolarci è la confusione: come un giocoliere che usa troppe palle, in noi si sovrappongono intuizioni, logica, aspettative ed emozioni che non sappiamo gestire. Il sistema inventato da Edward de Bono, padre del pensiero laterale che ha segnato una svolta nel campo della creatività, consente di organizzare il nostro modo di pensare in maniera più produttiva, affrontando un aspetto alla volta. Si tratta di interpretare ruoli fissi (i cappelli) che incarnano diversi punti di vista, anche quello più lontano dalla nostra indole; questo ci libera dagli schemi creati dalla posizione o dal carattere, permettendo agli ottimisti di esprimere pensieri negativi o ai razionali di provare a essere creativi. Un metodo pratico, semplice, che consente di ottimizzare tempo e risorse, e magari di divertirsi nel farlo.

Il dolore pazzo dell'amore
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Buttafuoco, Pietrangelo

Il dolore pazzo dell'amore

Bompiani, 10/02/2015

Abstract: Questo libro offre canti di un unico canto, un "cunto" che è un tuffo nel passato dell'autore, imbevuto innanzi tutto delle tradizioni della sua terra, la Sicilia, restituite con passione di antico cantastorie, per cristallizzare quelle storie, quei canti, e farne la rappresentazione di un mito sopravvissuto ai tempi bui del mondo. Ecco leggende e personaggi che emergono da quei luoghi e da quel tempo: le preghiere che portano doni e dolcetti; i diavoli, gli angeli, i re, le ninfe, le regine e i vescovi di una mille e una notte che prima di essere un libro è il teatro della vita popolare, in cui passato e presente si mescolano in un rabbioso andirivieni. E allora la storia si fa prossima: irrompe l'anno della sovversione, il terremoto del Belice e l'altro terremoto delle rivolte studentesche e operaie e negli anni ottanta le storie parallele di mafiosi e di commissari di polizia, che lasciano il segno. Ma soprattutto c'è l'amore, e "all'amore bisogna credere, sempre. Anche quando ci fa pazzi di dolore". Anche quando l'amore è una lettera d'addio che distilla malinconia. Così prendono vita il musicante che suona per passione e sa perdersi nella pazzia e trasformare il dolore in musica; la signorina Lia, la zia che non ritiene alcun pretendente degno di lei e amministra la memoria di famiglia curando album di fotografie; lo zio Angelino, elegante cappellano militare che viaggia e frequenta il bel mondo e che, grazie all'amore per Dio, diventa l'uomo della gioia in una terra di lupi.

Mamma, posso farmi il piercing?
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Pellegrini, Federica - Taddia, Federico

Mamma, posso farmi il piercing?

Fabbri Editori, 10/02/2015

Abstract: Vive da sola, gira il mondo, sfida se stessa e altri campioni, ha conquistato medaglie e record di nuoto, ma quando decide di farsi il piercing chiede il permesso alla mamma. Ha una passione per le scarpe col tacco alto e i leoncini di peluche. Ha litigato col cibo e con se stessa, si è arrabbiata, ha ritrovato colori e sapori. È gentile, è scontrosa, è malinconica, perché per lei la malinconia "è quasi come un paio di occhiali, che ti fanno vedere le cose che hanno valore". Federica Pellegrini è tutto questo e molto altro ancora. Questo libro-conversazione, fatto di scambi fitti, polemici, ironici con Federico Taddia, è il suo ritratto qui e ora. Una fotografia della Federica diciannovenne, con il suo passato prossimo appena dietro l'angolo e i suoi sogni ancora tutti da inventare.

Dizionario di bioetica
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Lecaldano, Eugenio

Dizionario di bioetica

Laterza, 01/02/2015

Abstract: L'insieme delle questioni etiche relative alla nascita, alla cura e alla morte degli esseri umani, alla ricerca scientifica e al modo di trattare gli animali e la natura. Uno strumento che informa sullo status della scienza e offre spunti di riflessione per scelte consapevoli.

Guerra
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Galli, Carlo

Guerra

Laterza, 01/02/2015

Abstract: La complessità e la pluralità degli itinerari teorici attraverso i quali la cultura filosofica, giuridica e politica dell'Occidente ha pensato la questione cruciale della guerra.

L'insaziabile
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Guerrieri, Osvaldo

L'insaziabile

Neri Pozza, 10/02/2015

Abstract: L'insaziabile è il romanzo di un uomo e di una vita che involontariamente, ma inesorabilmente, precipitano nella perdizione. C'è un uomo "normale", Pietro, che un giorno, per caso e per non deludere un amico, scopre la roulette e l'emozione erotica che gli procura il gioco.Da quel momento la sua esistenza cambia. Pietro s'infila nel percorso infernale dei casinò, delle bische, dei salotti privati; affronta la delirante via crucis delle vincite, delle perdite, dei debiti, degli usurai, della violenza che gli usurai praticano o minacciano. E intanto il mondo crolla. Spinto dall'insaziabile fame di gioco e d'azzardo, l'irreprensibile Pietro diventa ingannatore e ladro, distrugge le basi della sua quieta esistenza, conosce i tribunali, viene ripudiato dai figli ed estromesso dalla famiglia.La cronaca, narrata in prima persona, scaturisce da un punto d'osservazione originale e inatteso: il "Centro di terapia" nel quale Pietro tenta di rinascere, di recuperare almeno un poco di quel tanto che ha perduto: l'amore della moglie e l'affetto dei figli.Nella commistione di passato e presente, fra personaggi bizzarri e canaglieschi, nel nodo delle pulsioni spaventose e mai spente, negli psicodrammi che pretendono di agire come vera e propria terapia, la vita nel "Centro" s'intreccia con la memoria bruciante dell'inferno, fino a delineare il tenue chiarore di un'alba che, scardinando una lunghissima notte, si offre forse come promessa e simbolo di vita nuova.Scritto con gli estri di una lingua nervosa e inventiva, tra leggerezza e molteplicità, L'insaziabile va al di là della "storia esemplare". Analizza una malattia così labirintica da diventare totale. È la malattia immutabile e incurabile della fragilità umana sospesa al filo delle illusioni e al miraggio ingannevole della felicità.Giocare fino a perdere la mappa, e perciò fino a perdersi, è cercare oscuramente il varco per arrivare a ciò che non saremo né avremo mai. Esiste malattia più ingegnosa e catastrofica? Ma come ogni altro morbo, anche questo richiede il balsamo della pietà. Anche questo vuole che qualcuno lo renda sopportabile parlandogli d'amore.

Istantanee
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Guerrieri, Osvaldo

Istantanee

Neri Pozza, 10/02/2015

Abstract: Vi sono a volte delle fotografie che, come autentiche istantanee, catturano il momento cruciale di una vita, l'attimo in cui si scioglie l'enigma di un'esistenza.Osvaldo Guerrieri si sofferma in questo libro su dieci fotografie di scrittori e artisti per svelare appunto il segreto delle loro vite.Ecco, dunque, Luigi Pirandello nell'atto di compiere un suicidio platonico; Antonin Artaud, che nella via crucis dei suoi manicomi si fa arrostire il cervello da cinquanta elettroshock; Rina Cavalieri, "la donna più bella del mondo", che inspiegabilmente rinuncia alla seduzione e al successo artistico per dedicarsi alla cosmesi e riuscire nella missione impossibile di rendere belle le brutte e desiderabili le scialbe; Louise Brooks, il sogno erotico di Hollywood, impegnata a odiare il cinema, a rinnegare il glamour e a trasformarsi in un vecchio cinese depositario di una indecifrabile saggezza; Ezra Pound che per un lungo decennio cerca soldi e editori per James Joyce esule disastrato e affamato; l'ingegner Carlo Emilio Gadda costretto a mettere da parte la letteratura per dedicarsi alla manutenzione delle latrine vaticane.Dieci foto, dieci storie in cui i misfatti, le enormità, le bruciature interiori, perfettamente nascoste nel cuore di ciascuno, vengono a galla.Dieci foto che compongono una "comédie humaine" i cui comprimari, accalcandosi intorno ai protagonisti, si chiamano Ernest Hemingway, Arthur Rimbaud, Sylvia Beach, Jean-Paul Sartre, Erich von Stroheim, Greta Garbo.Dieci storie che propongono un guizzante, affollatissimo spaccato culturale del primo Novecento, l'epoca in cui Parigi era il centro del mondo e l'America "il nuovo che avanza".

Un'odissea partigiana. Dalla resistenza al manicomio
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Franzinelli, Mimmo - Graziano, Nicola

Un'odissea partigiana. Dalla resistenza al manicomio

Feltrinelli Editore, 11/02/2015

Abstract: A ridosso della Liberazione la magistratura processa centinaia di ex partigiani, accusati di gravi reati commessi durante la lotta clandestina e nell'immediato dopoguerra. Sono perlopiù imputazioni relative a casi di "giustizia sommaria" contro persone sospettate di spionaggio, coinvolte nell'apparato repressivo fascista o comunque invise ai patrioti. Per diverse decine di imputati la strategia difensiva – impostata da Lelio Basso, Umberto Terracini e da altri avvocati di sinistra – punta a mitigare le pene mediante il riconoscimento della seminfermità mentale. Quando poi, dall'estate del 1946, l'amnistia Togliatti apre le porte alla grande massa dei fascisti condannati o in attesa di giudizio, anche i partigiani beneficiano del provvedimento, dal quale è tuttavia esclusa la detenzione manicomiale. Ex partigiani perfettamente sani di mente devono dunque adattarsi alla detenzione in strutture dove gli internati non hanno diritti e sono sottoposti a quotidiane vessazioni. All'esterno le famiglie, i comitati di solidarietà democratica e singoli militanti cercano – con esiti alterni – di mantenere i rapporti con i parenti o i compagni di militanza politica. In alcuni casi la macchina manicomiale mina la salute mentale degli ex partigiani e li porta alla tomba anzitempo. Tornano finalmente alla luce – dai documenti inediti custoditi all'Opg di Aversa, dove i partigiani internati furono aiutati dal giovane attivista comunista Angelo Jacazzi – oscure vicende della lotta di liberazione e della guerra civile, affrontate dalla magistratura (passata indenne dal regime fascista a quello democratico) con estrema severità e quindi coperte dal velo dell'oblio, e si ripercorrono problematici itinerari individuali dentro le carceri e i manicomi, nell'Italia della Guerra fredda. Quella dei partigiani in manicomio era rimasta una pagina sconosciuta della storia italiana nel secondo dopoguerra, fino a oggi."Amnistie e indulti aprono le porte alla massa dei fascisti, a quelli già condannati come ai tanti in attesa di giudizio; anche molti resistenti beneficiano del provvedimento, che tuttavia esclude la detenzione manicomiale. Negli anni cinquanta, i 'pazzi per la libertà' sono pertanto rinchiusi in strutture opprimenti, privati di diritti e sottoposti a ordinarie vessazioni."

Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina. Affrontare la demenza senile di una persona cara
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Klare, Jörn - Sala, Virginio B.

Il giorno in cui mia madre non riuscì più a trovare la cucina. Affrontare la demenza senile di una persona cara

Feltrinelli Editore, 11/02/2015

Abstract: La demenza senile e la sua forma più frequente, l'Alzheimer, si infilano in sordina nella vita di chi ne è colpito e dei suoi familiari, con sintomi spesso leggeri e non diagnosticati, fino a che la degenerazione cerebrale trasforma pensieri e azioni del malato, rendendolo quasi estraneo agli occhi di chi gli è vicino da sempre.Jörn Klare, figlio di una settantenne colpita da demenza senile, racconta la sua esperienza alternando voci diverse e appartenenti a diversi momenti: i suoi pensieri su una realtà, certamente per lui inedita, faticosa, ma non priva di squarci di luce; i ricordi della madre, registrati prima che si ammalasse; infine, gli approfondimenti con esperti di vari settori – medici, geriatri, assistenti alla cura, filosofi, sociologi – che, con grande ricchezza informativa, affrontano questioni molto concrete. Restituisce così una prospettiva molteplice che offre al lettore un valido accompagnamento lungo un percorso difficile da accettare.Dai Commenti dei lettori di Amazon.de:"Dopo aver letto questo libro, cosa che inizialmente non avevo proprio voglia di fare perché il tema mi deprimeva, qualcosa è cambiato in modo decisivo.""È un libro molto bello da leggere, dà forza e può produrre un nuovo modo di pensare a un tema tabù.""Un libro che colpisce davvero, che ho letto tutto d'un fiato."

Atti osceni in luogo privato
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Missiroli, Marco

Atti osceni in luogo privato

Feltrinelli Editore, 11/02/2015

Abstract: Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell'immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell'infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell'amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all'osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna. Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio "totale" che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l'oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

I miei amici
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Bove, Emmanuel - Sebaste, Beppe

I miei amici

Feltrinelli Editore, 11/02/2015

Abstract: "Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista, Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove, ben reso dalla traduzione di Beppe Sebaste, consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce". Questo libro, pubblicato nel 1924, è considerato il capolavoro di Bove. Tra coloro che lo hanno amato vanno annoverati Rilke, Gide, Saint-Exupéry, Topor e Handke, che lo ha tradotto in tedesco, e persino Wim Wenders che, in un suo cortometraggio su New York, lo portava con sé nelle sue passeggiate.

Una stanza tutta per sé
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Woolf, Virginia - Wilcock, J. Rodolfo - Bacchi Wilcock, Livio

Una stanza tutta per sé

Feltrinelli Editore, 05/06/2013

Abstract: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle o-rigini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della pas-sione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, de-dicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si sno-da così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta rifles-sione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero sulla condizione femminile.

Quello che accade nel buio
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O'Connell, Carol

Quello che accade nel buio

Piemme, 24/02/2015

Abstract: Kathleen Mallory era una bambina vagabonda, che viveva per le strade di New York: a prendersi cura di lei solo altri vagabondi e qualche prostituta gentile. Fu un poliziotto a salvarla, prendendola con sé insieme alla moglie e allevandola come una figlia. Oggi, la detective Mallory è una delle migliori dell'Unità Crimini Speciali della Polizia di New York. E anche stavolta è alle prese con un caso pieno di ombre. Tra le mille luci di Broadway, quello di Peter Beck è lo spettacolo del momento. Recensioni entusiastiche, tutto esaurito ad ogni replica. Almeno fino a quando, una sera, a rappresentazione finita, una donna in prima fila viene trovata morta. La sera dopo, l'autore viene ritrovato in sala con la gola tagliata. Kathy comincia a indagare - e nel demi-monde di Broadway tutti sembrano sapere qualcosa, ma nessuno vuole dirla. Tranne qualcuno: la persona, chiunque essa sia, che ogni sera, mentre lo spettacolo è in scena, scrive col gesso su una lavagna dietro le quinte, dove sono segnati i cambi di scena. E scrive informazioni che pian piano Mallory riuscirà a mettere insieme, per ricavarne qualcosa di simile a una verità. Finché, sulla lavagna compare la scritta: "Mallory, stasera è la volta buona. Niente di personale."... Un thriller magistrale da una grande autrice americana, che ritorna con il suo personaggio più amato, Kathleen Mallory. Da scoprire, o riscoprire.

Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King
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Zitelmann, Arnulf - Griffini, Barbara

Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King

Feltrinelli Editore, 30/04/2014

Abstract: "Io ho un sogno, che un giorno i miei figli vivano in una nazione che non li giudicherà per il colore della pelle"Quella di Martin Luther King è una vita che bisogna continuare a raccontare. Arnulf Zitelmann lo fa con semplicità e rigore fondendo biografia, storia e leggenda. Torna così a giganteggiare, imponente e limpida, una delle figure nodali del nostro secolo, con la sua eredità morale e politica, ancora intatta per le generazioni future. Dall'infanzia privilegiata fra i neri benestanti di Atlanta alla lotta di cui è stato saldissima guida spirituale, dalle contraddizioni in seno al movimento per i diritti civili dei neri al Nobel per la pace – nonostante i tanti ostacoli frapposti dall'Fbi per impedirgli di andarlo a ritirare –, sino al proiettile che, nel 1968, lo colpì a morte, emerge il carattere dell'uomo, la sua esemplarità. Zitelmann mette a fuoco il personaggio e la scena nazionale e internazionale in cui si è mosso, scena che ha visto destarsi quel "I have a dream", quel sogno che mai nessuno piegherà.

Che ci importa del mondo
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Lucarelli, Selvaggia

Che ci importa del mondo

BUR, 12/02/2015

Abstract: Viola ha trentotto anni, è divorziata, vive con suo figlio Orlando e fa l'opinionista nei salotti tv più popolari d'Italia. Si è costruita il personaggio della rampante femminista fustigatrice di uomini, ma è solo una maschera che non le appartiene: la sua vita sentimentale è un susseguirsi di fallimenti, tra cene con uomini improbabili, chiacchiere disincantate con le amiche, telefonate rabbiose dell'ex marito. Tenere insieme la sua vita da single, madre e celebrità diventa sempre più difficile, fino a che Viola non commette il più imperdonabile degli errori… Un romanzo dolce e divertentissimo, la storia di una donna che ha ancora il coraggio di innamorarsi.

Sfrattati
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Marotta, Giuseppe

Sfrattati

Corbaccio, 05/02/2015

Abstract: "LE VOCI, LE FACCE E LE LEGGI DELLA STRADA MESSE IN PAGINA DA UNO CHE HA SAPUTO ASCOLTARLE CON LA GIUSTIZIA DEL CUORE E RIFERIRLE AI LETTORI CON IL PASSO SICURO DEL NARRATORE." PIERO COLAPRICO *** "Ogni mattina rovisto nella sporcizia delle vite altrui: di quelli che non rispettano i contratti, di quelli che non versano l'affitto, di quelli condannati a risarcire un danno che non vogliono risarcire, o di quelli che non pagano le cambiali. Ispeziono i loro appartamenti, frugo nei loro cassetti, infilo le mani nelle loro tasche. Ci vuole tatto per entrare in casa di sconosciuti, da soli, senza scorte, e chieder conto di un debito, minacciare un pignoramento o uno sfratto. Ci vuole tatto e coraggio. Bisogna entrarci in punta di piedi nelle case altrui. Anche questo fa parte del mio mestiere. In questi ultimi tempi, sempre più spesso, do ordine a fabbri solerti di cambiare le serrature di appartamenti oggetto di sfratto, perché io sono un ufficiale giudiziario e sono pagato per eseguire tutto ciò. Si dice che il mio sia il classico lavoro sporco che qualcuno deve pur fare. Ma vi assicuro che non è così: la professione è nobile e di ben altra pasta." Giuseppe Marotta è un ufficiale giudiziario e il suo è un racconto struggente e intensamente umano del nostro paese oggi. Il racconto di una crisi che colpisce sempre più persone. Marotta ci offre uno spaccato estremamente originale da una prospettiva sconosciuta e inaspettatamente compassionevole. E si mette in gioco in prima persona: lui figura odiata e temuta e, allo stesso tempo, garante di giustizia e artefice di mediazione.

I torinesi
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Guerrieri, Osvaldo

I torinesi

Neri Pozza, 11/02/2015

Abstract: Gente strana i Torinesi. Agli occhi del paese sono musoni, faticatori, obbedienti fino all'autolesionismo, squadrati come le vie della loro città. Poi si scopre che sanno essere anche allegri, vitaioli, inventivi. Con Cavour hanno fatto l'Italia in diciassette mesi; dopo di che, senza clamori com'è nel loro costume, hanno fatto gli Italiani, trasferendo su di loro un "modello" non rintracciabile altrove. Hanno avuto santi di caratura piú sociale che mistica, la cui opera ha sollevato le condizioni di un popolo conservatosi a lungo miserabile, affamato, preda di epidemie e di disperazione. Quando Torino ha perduto il ruolo di capitale, hanno trovato un nuovo motivo d'orgoglio trasformandola da città di caserme e di ministeri a capitale della scienza. Hanno inventato l'industria automobilistica e il cinema. La televisione è nata qui, qui è apparsa l'industria della moda come la maggior parte delle discipline sportive. Come in un paradosso, i figli delle montagne hanno dato vita al primo Yacht Club italiano. E quanti Torinesi sono andati alla conquista del mondo con la loro genialità visionaria o tremendamente concreta: per esempio il "pomologo artificiale" Garnier Valletti; per esempio Marcel Bich, l'inventore della penna a sfera; per esempio Riccardo Gualino, il grande Gatsby della finanza spericolata e del collezionismo d'arte; senza dimenticare Francesco Cirio, che riuscí a mettere in scatola la natura, o la signora Lenci che popolò il mondo di bambole. I Torinesi sono stati inarrestabili fino a quando, liquidata la monarchia, si sono dati come principe Gianni Agnelli, considerandolo il vero signore d'Italia e il suo ambasciatore.È una storia di grandezze ma anche di bassezze quella raccontata da Osvaldo Guerrieri.Santità, criminalità, densità sublimi del pensiero politico, altezze dell'arte, svenevolezze crepuscolari, rivelazioni ultrasensibili si intrecciano in questo libro cosí come si sono intricate in centocinquant'anni di rimescolamenti. È la narrazione non di uno storico ma di un turista davanti alle vetrine della storia, che al termine della sua passeggiata faziosa, approdando al sovvertimento delle identità, si domanda: esistono ancora i Torinesi?

Wild Storm
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Castle, Richard

Wild Storm

Fazi Editore, 11/02/2015

Abstract: L'ultimo titolo di Castle, scrittore e protagonista della serie TV omonima, ormai arrivata alla sesta stagione, in onda su Rai2. Una nuova avventura tra il medio Oriente e il centro America per il James Bond del XXI secolo. Tre aerei di linea precipitano in circostanze misteriose e Derrick Storm, eroico consulente della CIA, 007 del nostro tempo, è chiamato ad indagare sul caso e a ricostruire i fatti. È improbabile che si tratti di una semplice casualità; ciò che non convince è che molte delle vittime appartenevano a gruppi di potere politico, economico o religioso. Ben presto Storm comprende che un estremista ancora senza identità si è procurato una quantità sufficiente di un raro elemento chimico, il Prometeo, con il quale ha messo a punto un sistema per abbattere aerei da terra. Il problema diventa d'un tratto più grande quando altri quattro velivoli precipitano nel deserto dell'Arabia Saudita. Alcuni indizi, insieme alla sua intuizione e al suo coraggio, portano Storm a Monaco, Panama City e in Egitto dove incontrerà belle donne, monterà cammelli irascibili e salverà vittime innocenti nel suo valoroso tentativo di sconfiggere il progetto di una mente malata.