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Trovati 24581 documenti.

Maledetto Dostoevskij
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Rahimi, Atiq - Melaouah Yasmina

Maledetto Dostoevskij

Einaudi, 22/05/2012

Abstract: Rassul ha deciso: ucciderà la vecchia usuraia che costringe la fidanzata a prostituirsi. Ma proprio quando abbassa l'ascia sulla testa della donna, è folgorato da un pensiero: sta replicando i gesti del protagonista di Delitto e castigo del suo amato Dostoevskij! Ma non siamo nella Russia dell'Ottocento, siamo nella Kabul di inizio anni Novanta, ancora scossa dagli ultimi fuochi della guerra civile tra comunisti e mujaheddin. Dando vita "al suo" Raskòlnikov, Atiq Rahimi si interroga sulla morale e la libertà in una società presa in ostaggio dalla giustizia tribale e dalla violenza di una guerra senza fine. Rassul, da poco tornato dall'Unione Sovietica, dove ha studiato e conosciuto le opere di Dostoevskij, vuole aiutare la sua ragazza: decide perciò di uccidere la vecchia usuraia che costringe Sophia a prostituirsi. Ma quando sta per abbassare l'ascia sulla testa della vecchia è folgorato da un'improvvisa consapevolezza: sta replicando le gesta di Raskòlnikov, il protagonista di Delitto e castigo! Preso dal panico, si allontana dal cadavere e si dà alla fuga in una città resa allucinata e surreale dai tormenti della coscienza. Ma da chi sta fuggendo Rassul? La polizia sembra indifferente a risolvere un omicidio di cui, tra l'altro, è sparito il cadavere; mentre le autorità religiose, che finita la guerra con i sovietici stanno trasformando il paese in una teocrazia, arrivano al punto di giustificare il crimine. Ben presto Rassul si rende conto che lui è l'unico a cercare un castigo per il suo delitto, l'unico, cioè, a sottostare a una qualche legge, a conservare la memoria di un'etica in un paese in cui ogni legge, ogni etica, è sospesa, mistificata, violata. Una consapevolezza che nasce anche dalla lettura dei romanzi, e primi fra tutti quelli del "maledetto" Dostoevskij. Sarà proprio questa unicità di Rassul a dare scandalo, ad attirare addosso al giovane il risentimento della comunità fino a farne una sorta di capro espiatorio collettivo. Come sempre nei romanzi di Atiq Rahimi, il suo Afghanistan è un palcoscenico estremamente concreto, storico (che sia la Kabul dei mujaheddin o quella, dieci anni dopo, dei talebani in guerra con gli americani) e allo stesso tempo universale: il suo Afghanistan è, cioè, ogni paese, ogni epoca in cui la sospensione della legge lascia l'uomo e la sua libertà in balia di un potere né umano né libero. *** "Un romanzo che dimostra a cosa serve la letteratura. Non è un lusso, neanche in un paese in guerra. Maledetto Dostoevskij, benedetta letteratura". "Le Figaro"

Enormi cambiamenti all'ultimo momento
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Paley, Grace - Caramella Marisa

Enormi cambiamenti all'ultimo momento

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Questa raccolta di racconti, uscita in America nel 1974, è uno spaccato della vita quotidiana nel Lower East Side e nel Bronx, i quartieri newyorchesi dove è nata e vissuta Grace Paley. Protagoniste delle brevi trame sono quasi sempre figure femminili. Faith - l'alter ego della Paley - e le sue amiche credono in un mondo migliore per tutti, e sono lontane da ogni estremismo, ricche di quella saggezza femminile che si tramanda di generazione in generazione, specialmente nella condizione estraniata dell'emigrante. Ma Grace Paley non dimentica di mostrarci come la volontà di cambiare il mondo - soprattutto quella maschile - abbia tanti nobili proponimenti quanti risvolti comici. Lo stile originalissimo e la prosa poetica, ritmata, brillante dell'autrice hanno destato e destano l'ammirazione dei piú grandi scrittori contemporanei: quelli della sua generazione e quelli piú giovani la considerano, insieme a Raymond Carver, un esempio e un'ispiratrice.

Io e te
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Ammaniti, Niccolò

Io e te

Einaudi, 29/11/2010

Abstract: Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente fastidiosi compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Coca-Cola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all'improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d'ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile e accettare il gioco caotico della vita là fuori. Con questo racconto di formazione Ammaniti aggiunge un nuovo, lancinante scorcio a quel paesaggio dell'adolescenza di cui è impareggiabile ritrattista. E ci dà con Olivia una figura femminile di fugace e struggente bellezza.

La custode di libri
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Divry, Sophie - Barbiani Giusy

La custode di libri

Einaudi, 31/01/2012

Abstract: È una querula bibliotecaria di provincia la donna che parla dalla prima all'ultima riga di questo incantevole monologo. Il suo interlocutore è un ragazzo che usa il seminterrato della biblioteca come bivacco notturno. A lui la custode si rivolge mischiando vita privata, libri, invettive. E la confessione di un tenero rapimento verso uno studente di cui però contempla solo la nuca. La sua voce ci arriva sommessa, un po' nevrotica, la voce di una donna ferita da un amore andato male, chiusa in un riserbo che solo i suoi amati romanzi riescono a scheggiare. Li ama, li classifica, li commenta convinta che solo l'ordine monastico della biblioteca è medicina per il caos dei sentimenti e degli uomini tutti. E poi d'un tratto la sua voce si accende e dalla donna autoreclusa nel sottosuolo esce una pasionaria della letteratura, una tenace sentinella del silenzio, che dalla sua misera trincea di provincia difende la vertigine della bellezza letteraria contro il chiassoso vociare della subcultura di massa.

Milano è una selva oscura
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Pariani, Laura

Milano è una selva oscura

Einaudi, 04/08/2010

Abstract: "Che mi domando e dico: cos'ho mai fatto nella mia vita, oltre a scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere... Ché se la vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in guerra, dato lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato, confinato, letto libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato di notte su un camion per un sacco di riso e una tolla di latte condensato da portare alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato d'allegria nel sole di aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito sotto processo, ben pistaa in la pirotta, camminato... Insomma, una lista lunga, e non sempre di faccende volgari". Ma di tutto questo nella borsa "degli Avanzi" che porta a tracolla restano solo poveri "barlafüs", destinati a finire insieme al Dante "in pasto ai vermi - ipotesi umile - o ai corvi - ipotesi romantica - o agli avvoltoi - ipotesi eroica - o ai piccioni - ipotesi terratèrra". Il Dante si sente diverso dalle altre lingére, che per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei loro cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui nella sua famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai chiesto l'elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San Vincenzo; da quelle "dame del biscottino" "non ci va non ci va non ci va", perché dovrebbe in cambio fare il segno della croce. "Mangià e bev in santa libertà, diga chi voer, l'è on gust cont i barbìs", scriveva il Porta. Parole sante, secondo il Dante, ché anche il primo dei poeti milanesi "l'era della razza dei poerìtt ma gnücch". Lui preferisce accettare quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di una storia ben raccontata o della recita di una poesia. E sa star bene con gli amici, con cui spartire le cicche e un po' di grappa. Intanto rimescola tra sé e sé riflessioni sul mondo, filastrocche, citazioni, frammenti di ricordi o forse di sogni: "memorie che si somministra da solo col gusto di chi fa un solitario..." Fino a quando il suo destino non si compie nel "punto preciso in cui poggiare l'orecchio per terra di modo da sentire battere il polso della città".

Dura madre
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Fois, Marcello

Dura madre

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Il cadavere di un uomo, la schiena crivellata da una scarica di proiettili, ritrovato da una volante in un cantiere edile alla periferia di Nuoro, nel cuore duro della Barbagia: è Michele Marongiu, perito chimico, un fratello morto suicida e un altro che continua in qualche modo a tirare avanti. Dura madre si avvia, come ogni noir che si rispetti, con un morto ammazzato. Poi le indagini, affidate alla perizia di due personaggi già noti ai lettori di Fois, il giudice Corona e il maresciallo Pili, piú un nuovo arrivato, il commissario Sanuti, forestiero e spaesato in una realtà isolana avvezza a "pensare per parabole". Ma nel momento in cui l'inchiesta comincia, e il giallo decolla, la storia vera e propria si è già consumata, e la verità, che "si fa vedere a pezzi come una spogliarellista poco esperta, un po' goffa" è sulla bocca di tutti.

Oltre il confine
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McCarthy, Cormac - Carosso Andrea - Bernascone Rossella

Oltre il confine

Einaudi, 04/09/2012

Abstract: Quando il destino gli offre l'occasione di passare oltre il confine, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico. In un attimo fatale, come il Lord Jim di Conrad, Billy inaugura la propria storia. Siamo alle soglie della Seconda guerra mondiale, Billy e Boyd sono figli di un piccolo allevatore del New Mexico, autoritario e taciturno. Dentro di loro è ancora vivo il ricordo della nonna materna, messicana, e il Paese al di là del confine attira entrambi con un fascino irresistibile. Catturata una lupa che si sta accanendo sul bestiame della famiglia, Billy decide di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. Inizia cosí, come un'insolita e struggente storia d'amore, il lungo viaggio avventuroso che porterà Bill e il fratello Boyd a ricongiungersi, a perdersi e a ritrovarsi di nuovo. Una storia d'apprendistato e di eterno vagabondare di cavalli e cavalieri, tra deserti di sale, montagne innevate e pianure d'erba alta.

Ho pensato che mio padre fosse Dio. Storie dal cuore dell'America raccolte e riscritte da Paul Auster
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Auster, Paul - Oddera Federica

Ho pensato che mio padre fosse Dio. Storie dal cuore dell'America raccolte e riscritte da Paul Auster

Einaudi, 31/01/2012

Abstract: Nel settembre del 1999 Paul Auster lanciò una sfida ai suoi ascoltatori della radio NPR: cercava storie vere, "capaci di sfidare le nostre aspettative sul mondo". Dalla risposta entusiasta del pubblico, di ogni età e latitudine d'America, è nato questo libro, che presenta il meglio delle quattromila storie selezionate dallo scrittore con il solo criterio del loro significato umano. Raccontano grandi eventi e piccole cose, situazioni tragiche o comiche: "Una fatica straordinariamente generosa di soddisfazioni, una delle imprese piú stimolanti cui mi sia dedicato". E anche un ritratto meraviglioso e inaspettato dell'America.

Libertà
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Franzen, Jonathan - Pareschi Silvia

Libertà

Einaudi, 30/03/2011

Abstract: "Libertà, come il precedente Le correzioni, è un capolavoro del romanzo americano. Non si limita a raccontarci una storia avvincente: la profonda intelligenza morale del suo autore inonda di luce nuova il mondo che crediamo di conoscere". The New York Times Book Review "Se Libertà non è il Grande Romanzo Americano, onestamente non so cosa possa esserlo. La ragione per celebrarlo non è che fa qualcosa di nuovo, ma che fa qualcosa di antico, qualcosa che si credeva morto, e lo fa alla grande". The Telegraph Walter e Patty erano arrivati a Ramsey Hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. Fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: Ramsey Hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i Berglund una frontiera da colonizzare, la possibilità di rinnovare quel mito dell'America come terra di libertà "dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale". Avevano dimenticato però che "niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali". E infatti qualcosa dev'essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, Patty è un po' troppo spesso in compagnia di Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre Walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come "arrogante, tirannico ed eticamente compromesso". Siamo negli anni Duemila, quelli della presidenza Bush e dell'operazione Enduring Freedom, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo...) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie. Che si combattano guerre imperiali o guerre domestiche, in gioco c'è sempre la libertà e il senso da dare a questa parola. Nove anni dopo Le correzioni, Jonathan Franzen torna con un romanzo spietato e divertente, un vasto affresco storico capace di un'umanissima, malinconica attenzione per il dettaglio: una riflessione sulla libertà e sulle cose cui siamo disposti a rinunciare per essa, sull'ambiguità di un diritto che a volte si fonda sulla sopraffazione dell'altro, sulle catene che ci imprigionano e su quelle che in realtà ci rendono più liberi. Ma questo è anche un romanzo sul matrimonio, su ciò che ci lega a un'altra persona, e sulla politica, che è ciò che ci lega a tutti gli uomini. Sul desiderio e il risentimento, sull'invidia che fonda le amicizie, sul conformismo della società di massa e sulle aspettative deluse: tutte cose che, a ben vedere, sono modi diversi di pensare la libertà.

Sheol
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Fois, Marcello

Sheol

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: C'è un caso, tra i tanti, che Ruben Massei, ispettore della Squadra Mobile, deve - anzi vuole - risolvere: come se ne andasse della sua vita. Infatti è proprio della sua vita che si tratta, in modo oscuro. Questo caso riguarda il presente, ma ha radici lontane. Nei pressi di una villa fuori Roma, tre naziskin e una ricca signora ebrea scompaiono lo stesso giorno, il 4 settembre del 1993. E cinquant'anni prima, in quella stessa villa, una famiglia ebrea stava tentando di sfuggire alla deportazione.Una ricca signora ebrea e tre naziskin scomparsi nel nulla da un giorno all'altro. Una villa fuori Roma che pare il centro di tutto: nel 1993 come nel 1943. Questo è "il caso" di Ruben Massei, ispettore della Squadra Mobile del Commissariato Zona Centro di Roma. Un'indagine non autorizzata, la sua, dalla quale è stato di fatto estromesso. Eppure, "pazzo di sensazioni e senza uno straccio di prova", Ruben Massei continua a indagare, a trovare indizi, a seguire false piste: a inseguire fantasmi, soprattutto. Perché quel caso gli parla di lui. Delle sue radici, della sua storia privata, e delle intersezioni con l'altra Storia, quella di tutti. Ruben è ebreo, la sua famiglia è stata sterminata ad Auschwitz nel 1943, quando lui non aveva ancora un anno. Forse è per questo che si trasforma in un segugio sempre all'erta: per stanare il suo passato. E se tutto ciò provocherà una rivoluzione nel suo mondo ordinato, tanto meglio. Perché Ruben è un vecchio ispettore cocciuto, e crede che "le parole non dormano", che "le idee esigano una cura costante, a dispetto di tutto, a dispetto del pudore". Allora meglio, infinitamente meglio, una verità che non consola, ma che dà riposo. Soprattutto a qualcuno che viene da molto lontano: dallo sheol, da un altro mondo.

Accabadora
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Murgia, Michela

Accabadora

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché "le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge". E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l'aspettano, come imparare l'umiltà di accogliere sia la vita sia la morte. D'altra parte, "non c'è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada". Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fill'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre. La Sardegna degli anni Cinquanta è un mondo antico sull'orlo del precipizio, ha le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi. La comunità è come un organismo, conosce le proprie esigenze per istinto e senza troppe parole sa come affrontarle. Sa come unire due solitudini, sa quali vincoli non si possono violare, sa dare una fine a chi la cerca. Michela Murgia, con una lingua scabra e poetica insieme, usa tutta la forza della letteratura per affrontare un tema così complesso senza semplificarlo. E trova le parole per interrogare il nostro mondo mentre racconta di quell'universo lontano e del suo equilibrio segreto e sostanziale, dove le domande avevano risposte chiare come le tessere di un abbecedario, l'alfabeto elementare di "quando gli oggetti e il loro nome erano misteri non ancora separati dalla violenza sottile dell'analisi logica".

Oscuri segreti. Le cronache di Sebastian Bergman
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Hjorth, Michael - Rosenfeldt, Hans - Nerito Roberta

Oscuri segreti. Le cronache di Sebastian Bergman

Einaudi, 27/09/2011

Abstract: Sebastian Bergman è un uomo alla deriva. Ha perso moglie e figlio durante lo tsunami che ha devastato l'arcipelago indiano, ha rinunciato al suo lavoro di psicologo e profiler, ha ripreso la vecchia e mai dimenticata abitudine di portarsi a letto una donna per sera. Quando torna nella cittadina dove è nato, per sistemare e vendere la casa della madre, non immaginerebbe mai di ritrovarsi faccia a faccia con i vecchi colleghi della squadra Omicidi, impegnati a indagare sull'assassinio di un ragazzo di sedici anni, scomparso da casa e ritrovato nelle paludi intorno a Västerås con il cuore asportato. Un'occasione imperdibile per ritrovare se stesso e il gusto della sfida che ne aveva fatto un membro insostituibile della squadra, ma anche un'immersione in un mondo che conosce fin troppo bene, che ha imparato a odiare fin dall'infanzia e con il quale, ora, sarà forse costretto a venire a patti. "Non era un assassino. Continuava a ripeterselo, trascinando il cadavere del ragazzo lungo il pendio: non sono un assassino. Gli assassini sono criminali. Persone cattive. L'oscurità ha inghiottito le loro anime, hanno abbracciato le tenebre voltando le spalle alla luce. Invece lui non era cattivo. Anzi. Non aveva dimostrato l'esatto opposto, ultimamente? Non aveva messo da parte sentimenti e volontà, arrivando addirittura a farsi violenza per il bene altrui? Aveva sempre porto l'altra guancia, ecco cosa aveva fatto. La sua presenza lí, in quella conca acquitrinosa in mezzo al nulla, con il cadavere del ragazzo, non era una prova ulteriore della sua propensione a fare la cosa giusta? Perché lui doveva fare la cosa giusta. Non avrebbe piú tradito". *** "Hjorth e Rosenfeldt hanno portato una ventata di novità nel giallo scandinavo, dimostrandosi autori ricchi di immaginazione e di empatia, oltre che padroni del linguaggio di genere. Non si limitano a raccontare - bene - una storia gialla, ma vogliono andare piú a fondo del consueto nella psiche dei personaggi, il che lascia sperare molto bene anche per il futuro". Mats Palmquist, Borås Tidning

Principianti
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Carver, Raymond - Duranti Riccardo - Duranti Riccardo - Carroll Maureen P. - Stull William L.

Principianti

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: La mattina dell'8 luglio 1980 Raymond Carver scrisse una lettera angosciata e confusa all'amico ed editor Gordon Lish, che gli aveva appena mandato il manoscritto rivisto di una nuova raccolta di racconti, Principianti. Di alcuni di questi Lish aveva tagliato il settanta per cento, riducendo nel complesso il libro della metà e cambiando molti titoli e finali. La raccolta ora si chiamava Di cosa parliamo quando parliamo d'amore. Carver implorava Lish di sospendere la pubblicazione del volume e ripristinare i passi tagliati: "Ti dico la verità, qui è in gioco il mio equilibrio mentale. Ora non vorrei fare il melodrammatico, ma davvero ho appena fatto ritorno dai morti per rimettermi a scrivere dei racconti. (...) E adesso ho una gran paura, una paura da morire, lo sento, che se il libro fosse pubblicato nella sua attuale forma revisionata, non riuscirei più a scrivere un altro racconto, Dio non voglia..." Ma Lish andò avanti per la sua strada. Carver era certamente spaventato dalla prospettiva della pubblicazione, ma altrettanto dall'idea di perdere la stima e l'affetto dell'editor che l'aveva scoperto e aiutato fin dall'inizio della sua carriera. Così si convinse ad accettare l'editing, e la raccolta uscì nella forma che Lish le aveva dato, nell'aprile 1981. A quasi trent'anni di distanza, oggi possiamo finalmente leggere la versione originale di quegli straordinari racconti. E scopriamo uno scrittore molto diverso da quello che conoscevamo. Dove Lish era intervenuto a interrompere una scena prima che raggiungesse la massima intensità, Carver l'aveva lasciata esplodere lentamente. Dove Lish sfoltiva i dialoghi o zittiva del tutto i personaggi, Carver aveva aspettato che arrivassero all'ultima parola. Sotto la forbice di Lish i protag0nisti di Carver diventavano uomini e donne senza passato e senza sogni, colpevoli senza movente. Passato, sogni e moventi che Carver, però, aveva immaginato e raccontato. Nel 1982 Carver scrisse a Lish che non avrebbe più accettato "l'amputazione e il trapianto" che aveva subito in passato. E la sua nuova raccolta, Cattedrale, fu salutata da critici e lettori come l'inizio di una nuova stagione in cui l'autore rinunciava agli eccessi del cosiddetto Minimalismo (un'etichetta che Carver non aveva mai amato). Ma quella visione più ampia e quella narrazione più ricca erano già la cifra stilistica di Principianti. Come ha detto Tess Gallagher recentemente, qui "il lettore scoprirà l'umanità dei suoi personaggi e vedrà la generosità dei suoi sentimenti". I racconti di Principianti sono seguiti da un apparato di note ai testi che ne raccontano la genesi e da una selezione di lettere di Raymond Carver a Gordon Lish.

Nel Giappone delle donne
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Pastore, Antonietta

Nel Giappone delle donne

Einaudi, 06/03/2012

Abstract: Matrimonio e divorzio, istruzione e lavoro, tradizione e femminismo, adolescenza e terza età: basandosi sulla propria esperienza personale, Antonietta Pastore ci regala un ricco e affascinante viaggio nell'universo femminile giapponese - e di fatto nell'intera società nipponica contemporanea - attraverso figure di donne da lei conosciute durante i sedici anni vissuti in Giappone. Studentesse, madri di famiglia, impiegate, imprenditrici, insegnanti, anziane raccontano le aspirazioni, le lotte, le speranze che accomunano le loro vicende personali a quelle di tante altre e che rendono piú immediata - al di là degli stereotipi occidentali - la comprensione della contraddittoria situazione delle donne giapponesi e dell'evoluzione che hanno compiuto in questi ultimi cinquant'anni.

Piccole storie nere
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Fois, Marcello

Piccole storie nere

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Eccolo di nuovo all'opera, Giacomo Curreli, commissario di Polizia che viene da lontano: da luoghi di carta e di terra, da altri libri e da altri mondi. Eccolo lí, lui che ha sempre pensato alla Giustizia come a "una vecchia signora vilipesa e patetica, stanca", da difendere con convinzione e malinconia, schiaffato d'improvviso di fronte ai casi piú pazzi e sbilenchi, alle storie piú inabitabili della sua carriera. Perché se finora Giacomo Curreli ha calpestato, sulla carta, solo il suolo sardo, lavorando con foga certosina sulle macchie di una terra che affonda le sue radici nel sangue, adesso è costretto a rimbalzare su e giú per l'Italia, da Roma a Fidenza, da Parma a Torino, alla ricerca di una giusta destinazione che non c'è. E i casi che deve risolvere questa volta sembrano pensati da un demiurgo in vena di scherzi: partono che sembrano veri, ma deragliano in direzioni impensate. L'elemento fantastico o soprannaturale piove all'improvviso dentro la realtá, e la spiazza. E lui lí, testimone incredulo e sempre identico a se stesso, identico a quel bambino che era un tempo, assurdamente vestito da angelo della Giustizia in una squallida recita scolastica.

Alla ricerca del piacere
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Mason, Richard

Alla ricerca del piacere

Einaudi, 04/10/2011

Abstract: Figlio di un modesto impiegato universitario e di un'affascinante maestra di canto originaria di Parigi, Piet Barol si muove con dimestichezza nella Amsterdam della belle époque. Il suo, tuttavia, è sempre un ruolo da comprimario, perché pur essendo esperto conoscitore del piacere fisico e intellettuale in ogni sua forma, deve fare i conti con gli scarsi mezzi economici a sua disposizione. Questo non gli impedisce di sognare in grande, di desiderare una vita agiata in luoghi esotici e, finalmente, l'abbandono ai piaceri che sa di potersi procurare grazie al fascino e all'astuzia di cui è provvisto. Per soddisfare le proprie ambizioni, Piet decide di mettersi al servizio dei Vermeulen-Sickerts - una delle famiglie più ricche e influenti di Amsterdam - in qualità di tutore del loro figlio più piccolo. Oltre a conoscere diverse lingue straniere, Piet è anche un discreto pianista, e sarà proprio grazie a questo talento che riuscirà a comunicare con il giovane Egbert, affetto da una gravissima forma di agorafobia che lo reclude in casa da anni. Il ragazzo è solo uno dei membri della famiglia e della servitù di casa Vermeulen- Sickerts che in un modo o nell'altro si riveleranno sensibili al fascino di Piet. Una galleria di personaggi - dalle giovani figlie Constance e Louisa al domestico Didier, dal padrone di casa Maarten alla sua insoddisfatta moglie Jacobina - tutti vividi in sé ma in orbita costante intorno alla figura magnetica dell'edonista Piet, avventuriero volitivo, spensierato, e vagamente immorale ma tutt'altro che malvagio, sempre mosso da una vorace curiosità della vita e dei piaceri che può riservargli. *** "In Alla ricerca del piacere, il sesso è una presenza costante ed è descritto in modo accurato e leggero al tempo stesso, in un trascinante crescendo capace di infondere nuova vita al genere picaresco". Observer "Mason racconta la storia di Piet Barol con grande senso dell'umorismo, fascino, ricchezza di particolari e con una sana dose di erotismo". Independent on Sunday

L'uomo che cade
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DeLillo, Don - Colombo Matteo

L'uomo che cade

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Scendendo con altre migliaia di persone le scale della Torre nord del World Trade Center, Keith Neudecker riesce a mettersi in salvo pochi minuti prima del crollo. Ha i vestiti impregnati di sangue e di cenere, la faccia cosparsa di frammenti di vetro, e negli occhi immagini che non potrà mai dimenticare. All'esterno la strada ha perso il suo aspetto familiare e le cose mostrano il volto impassibile che avrebbero in un mondo privo di sguardi umani. È l'America dell'Undici settembre, catapultata da un giorno all'altro nel nuovo secolo della paura. Quel mattino Keith ritorna nella casa che ha lasciato un anno prima, da sua moglie Lianne e suo figlio Justin. Quando si presenta alla porta sembra un uomo "fatto di futuro". Don DeLillo sceglie di raccontare questo futuro seguendo due frecce del tempo. La prima converge verso l'Undici settembre ed è la storia di Hammad e dei suoi diciotto compagni, la preparazione dell'attentato dalla Germania alla Florida, dai simulatori di volo alle cabine degli aerei. La seconda si allontana dal momento della tragedia ed è la storia di Keith e della sua famiglia.

Piú tardi nel pomeriggio
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Paley, Grace - Noulian Laura

Piú tardi nel pomeriggio

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Effervescenti e ironici, incantevoli e dolceamari, sensuali e spiritosi, armoniosi e candidi, i racconti di Piú tardi nel pomeriggio mostrano al meglio il talento di Grace Paley per le storie brevi. L'autrice racconta di amori e matrimoni, di adulterî e divorzi, di figli piccoli che consolano e di figli grandi che deludono, di mamme sedute al parco e di mamme che muoiono; racconta di microcrimini e di macrotragedie, di brevi interludi erotici e di eterni problemi quotidiani; e ciò avviene con un brio che impedisce ogni sentimentalismo e con uno stile originalissimo che deriva dalla grande lezione dei narratori russi e yiddish.

Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945
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Avagliano, Mario - Palmieri, Marco

Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945

Einaudi, 17/01/2012

Abstract: Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono "immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante". Alla paura di non essere creduti si aggiunsero il senso di colpa per essersi salvati, il desiderio collettivo di voltare pagina, il rifiuto di editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto. Per lungo tempo la memoria della deportazione italiana è cosí rimasta in una zona d'ombra, soprattutto quella che ha riguardato i deportati politici e i prigionieri nelle carceri del Reich, arrestati in quanto membri di bande partigiane o resistenti civili. Voci dal lager raccoglie le loro lettere, ufficiali e clandestine, e i biglietti lanciati dalle tradotte ferroviarie, con un'appendice dedicata ai lavoratori coatti. L'obiettivo è duplice: recuperare fonti inedite che altrimenti rischierebbero di andare perdute, e soprattutto colmare quel vuoto di conoscenza che ha interessato un periodo importante della nostra storia.

Vedi di non morire
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Bazell, Josh - Conti Luca

Vedi di non morire

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Grazie a Peter Brown, ex killer entrato in un programma di protezione governativo, la mafia fa il suo ingresso tra le corsie di un famigerato ospedale di Manhattan. Quando Peter va come ogni mattina al lavoro in ospedale, non sa che la Grande Mietitrice lo aspetta, sotto le vesti di un paziente moribondo che è un suo vecchio conoscente di mafia. Se il paziente muore, il passato di Peter tornerà a galla. E questo non può accadere. Perché Peter è anche Pietro Brwna detto Orso, ex affiliato (ma per bontà d'animo) alla famiglia Locano. In questi anni in ospedale Peter è diventato il medico-eroe che abbiamo sempre sognato: cinico iconoclasta dal cuore d'oro che infrange ogni regola pur di salvare una vita... La sua lotta all'ultimo sangue con la Grande Mietitrice sta per cominciare, e diventa tutt'uno col desiderio irresistibile di saldare una volta per tutte i conti con la famiglia Locano. Il libro d'esordio piú conteso dagli editori di tutto il mondo sarà presto anche un film. Leonardo Di Caprio vuole per sé il personaggio di medico-gangster inventato da Bazell.