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Trovati 340 documenti.

Milano low cost 2015
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Gherner, Bruna

Milano low cost 2015

BUR, 19/11/2014

Abstract: Grande qualità a piccoli prezzi. È il motto di questa guida che torna in libreria in una nuova edizione completamente aggiornata, con capitoli inediti e "a misura di Expo". Perché mai come oggi Milano si riscopre una città in piena trasformazione, dinamica, green e accessibile: ama i bambini, le bici, la pace dei grandi parchi, ma non rinuncia agli happening di respiro internazionale e a una vita notturna da capitale europea. Cosa c'è di meglio che scoprirla facendosi accompagnare da chi Milano la vive e la racconta ogni giorno dalle pagine di uno dei blog più seguiti in città? Grazie ai consigli di SurviveMilano conoscerete i migliori ristorantini dove il conto non spaventa, i mercati imperdibili, i musei gratuiti e i negozi di introvabili chicche vintage. Lungo capitoli e itinerari a tema pensati per grandi e piccoli, appassionati di shopping o della bicicletta, turisti e non, sperimenterete un'immersione in quanto di più bello, inaspettato e a portata di tasche Milano ha da offrire.

Una vita così
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Bonatti, Walter - Ponta, Angelo (a cura di) - Ponta, Angelo

Una vita così

BUR, 19/11/2014

Abstract: Un'avventura ininterrotta, la vita di Walter Bonatti, spesa tra prodezze uniche rimaste nella storia: la sua drammatica partecipazione alla conquista del K2, la scalata in solitaria del Petit Dru, nel gruppo del Monte Bianco, la tragica impresa sul Pilone Centrale del FrРney, la vittoriosa salita sul Gasherbrum IV nel Karakorum, i numerosi viaggi che lo hanno condotto dalla Siberia all'Alaska, dalla Tanzania al Kenya, dal Però, al Messico, alla Nuova Zelanda. Impossibile dare conto di tutte le vie aperte da Bonatti, di tutte le avventure estreme di un alpinista ed esploratore romantico che si nutriva della stessa curiosità di Ulisse, in un perpetuo ricercarsi nella Natura. In questo libro, rivisto di pugno dall'autore poco prima della sua scomparsa, il "re delle Alpi" ha raccolto interviste e ritagli di giornali, pensieri e dialoghi, commenti e discorsi che compongono il panorama di una vita eccezionale e il ritratto, anche intimo e personale, di un protagonista indimenticabile.

Spostare le montagne. Come si affrontano le sfide superando i propri limiti
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Messner, Reinhold

Spostare le montagne. Come si affrontano le sfide superando i propri limiti

Mondadori Electa, 18/12/2012

Abstract: RENDERE LE ESPERIENZE DELL'ALPINISMO ESTREMO ESTENSIBILI AL MANAGEMENT, PER IMPARARE AD AFFRONTARE LE SFIDE, NON SOLO PROFESSIONALI, ANDANDO OLTRE I PROPRI LIMITI. LA NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA DI UN CLASSICO DI REINHOLD MESSNER DEDICATO ALL'IMPRESA Più GRANDE: SUPERARE LE DIFFICOLTà DELLA VITA UN PASSO DOPO L'ALTRO, CONCENTRANDOSI SULL'ESSENZIALE E SCOPRENDO DENTRO DI NOI LA FORZA E L'ENTUSIASMO PER RAGGIUNGERE IL NOSTRO OBIETTIVO.

Cibo di strada. Il meglio dello street food in Italia
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Iaccarino, Luca

Cibo di strada. Il meglio dello street food in Italia

Mondadori Electa, 19/09/2013

Abstract: Tutti lo vogliono, tutti lo chiedono: lo street food si sta prendendo la sua rivincita. Dopo anni di clandestinità, in tempi di crisi è tornato in voga il chiosco, da quello più spartano a quello di design del cuoco stellato. E allora pani ca' meusa, frittola, miasse, arancini, panini, panzerotti, lampredotto... Luca Iaccarino descrive i prodotti tipici di ogni regione d'Italia e propone una selezione dei posti più caratteristici dove gustarli, dopo averli provati "su strada". Una guida d'autore dove profumi, sapori e risparmio si uniscono a una grande vivacità di scrittura.

Insieme in vetta. Le cordate famose e le loro imprese
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Gogna, Alessandro - Raggio, Alessandra

Insieme in vetta. Le cordate famose e le loro imprese

Mondadori Electa, 25/05/2013

Abstract: "Ho imparato che nella vita le cordate (non solo quelle alpinistiche), si formano e si scelgono non sulla base delle convenienze ma di un feeling particolare e quando questa sintonia è speciale, arrivano successi analoghi". Simone Moro, alpinista, alla vigilia della prima ascensione invernale del Gasherbrum II, in Karakorum, avvenuta il 2 febbraio 2011 con Denis Urubkon e Corey Richard Vicende, legami, aneddoti e protagonisti che hanno caratterizzato venti tra le più grandi cordate alpinistiche di sempre, unite per la vetta e per la vita. Se la vetta è l'obiettivo da raggiungere, la cordata è il punto di forza dell'impresa. Perché nel mondo dell'alpinismo certe prestazioni sono il risultato di una collaborazione a due, nella grande maggioranza dei casi. Da questa stretta cooperazione, dove l'uno deve avere cieca e assoluta fiducia nell'altro, arrivano i successi, ma anche la condivisione delle delusioni e la voglia di riprovarci. Questo libro presenta per la prima volta i protagonisti e le vicende di 20 cordate famose, illustrando con un ricco corredo iconografico i volti, le tappe, i percorsi ascensionali, per dare vita a un avvincente racconto di imprese e, soprattutto, di uomini e donne che hanno creduto in un obiettivo comune. A ogni coppia è dedicato un capitolo, che descrive le imprese più belle, spesso memorabili, compiute insieme, senza dimenticare gli altri membri della spedizione: dagli italiani Riccardo Cassin e Vittorio Ratti, "uomini del sesto grado" protagonisti del biennio 1935-1937, agli spagnoli Josep Manuel Anglada e Jordi Pons, dai britannici Alexander Burgener e Albert Frederick Mummery alla coppia austriaco-italiana Heinz Mariacher e Luisa Iovane, marito e moglie, impegnati dal 1978 a oggi, una rassegna di cordate internazionali e del loro modus operandi, per capire le motivazioni dei singoli nella costruzione degli obiettivi e nel fronteggiare le avversità.

Amazzonia. Viaggio dall'altra parte del mare
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Castelfranchi, Yurij

Amazzonia. Viaggio dall'altra parte del mare

Laterza, 11/12/2014

Abstract: Questo non è un libro di viaggio, un testo giornalistico o un saggio, è un misto. È la storia vera delle storie vere raccolte in anni di viaggi solitari. È l'Amazzonia dall'immensa geografia, foresta-continente, inferno verde e paradiso perduto di banditi e di eroi che cercano un futuro. Ma è anche la vicenda di uno che, dieci anni fa, cominciò a viaggiare, in Colombia, Perù, Bolivia, Ecuador, Venezuela, e soprattutto in Brasile. E non è riuscito più a fermarsi.

Il milione
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Polo, Marco - Ponchiroli, D. (a cura di) - Ponchiroli Daniele - Malvano Maria Vittoria

Il milione

Einaudi, 16/12/2014

Abstract: Un trattato geografico e documentario e una mirabile opera della letteratura fantastica. Come scrive Sergio Solmi nella sua introduzione "si può dire che per secoli la piú vera immagine dell'Oriente, al di là dei sogni e delle leggende, al di là delle fantasie convenzionali dei poeti e dei novellatori, sia rimasta, nella concezione degli europei, essenzialmente affidata al Milione ". La fortuna di quest'opera è testimoniata dalle molteplici redazioni dell'originale e da oltre centotrenta codici che ci hanno tramandato il testo in molte lingue. La versione che qui presentiamo è quella toscana detta dell'"ottimo", perché desunta dal piú autorevole manoscritto italiano tra le antiche traduzioni toscane; e per la prima volta in Italia questa versione viene accompagnata da una traduzione in italiano moderno.

La favola pitagorica. Luoghi italiani
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Manganelli, Giorgio - Cortellessa, Andrea (a cura di)

La favola pitagorica. Luoghi italiani

Adelphi, 17/12/2014

Abstract: Difficile, per un viaggiatore come Manganelli, irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti, musei ("Un museo nasconde una macchinazione, una prepotenza, una frode") e città 'belle', e attratto piuttosto dai mondi periferici, dalle forme "distratte o schive", dall'immagine che "partecipa dell'errore", fare i conti con l'Italia. E tanto più con una "cooperativa di capolavori" come Firenze, in apparenza atemporale, depotenziata, esorcizzata, non più leggibile come allegoria del mondo. Vincendo tenaci resistenze, Manganelli ha finito per affrontare Firenze nel 1982. E i reportages frutto di quel viaggio sono un ammaliante Baedeker, di cui non potrà fare a meno chiunque abbia deciso di rinnovare quell'esperimento e affrontare a sua volta la più intima e straniera delle città italiane. Perché grazie a Manganelli non vedrà i monumenti di Firenze, ma li leggerà, decifrerà l'occulta rete di rimandi che li lega, ricomporrà un misterioso disegno. E scoprirà che tali monumenti sono i contendenti di una arcana "rissa geometrica", in cui ad esempio il Battistero, edificio-diamante narcissico, irrelato e inamabile, si contrappone minacciosamente all'architettura d'aria e di danza di Santa Maria del Fiore, San Lorenzo e Santa Croce. Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio, che tocca, oltre alla Toscana, l'Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l'Abruzzo, "grande produttore di silenzio", dove – ci rivela Manganelli – i monumenti stanno incastonati come gigantesche pietre di un torrente ormai asciutto e immobile, e il Parco Nazionale è un témenos, documento di una vita perduta, appartata e scostante.

Undici per la Liguria
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Fois, M. (a cura di) - Fois Marcello

Undici per la Liguria

Einaudi, 13/01/2015

Abstract: Undici scrittori liguri, di nascita o adozione, hanno pensato di riunirsi, mettere a disposizione quello che sanno fare per offrire il loro contributo riconoscente alla causa degli alluvionati in Liguria. Chi compra questa antologia aiuterà la Scuola dell'infanzia San Fruttuoso di Genova, resa inagibile dalla recente alluvione. Ester Armanino, Nessun rischio Giuseppe Conte, Lo spirito del torrente Ernesto Franco, Storie fantastiche di isole vere. Filfla Riccardo Gazzaniga, La cella Maurizio Maggiani, Angeli Bruno Morchio, Il postino suona sempre due volte Rosella Postorino, Il mondo verticale Carlo Repetti, Rovine Ferruccio Sansa, Genova nel buio Michele Serra, L'impiegato di Biella Enrico Testa, Lobelia, muschi *** "Io non ho visto angeli del fango per le strade di Genova, ho visto per quelle strade giovani uomini e giovani donne infangati. Non ho visto materia di puro spirito discesa dal cielo, ma ho visto vite di anima e carne, vite che già vivevano e che ancora vivranno qui, per queste nostre vie e queste nostre case dove nessuno li vede finché non piove abbastanza da scatenare l'ira d'iddio assieme alla nostra mala coscienza. E se vogliamo che siano angeli è solo perché vogliamo sia chiaro, nel contempo, che non è cosa di questo mondo la gratuita generosità". Maurizio Maggiani

Diario di Oaxaca
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Sacks, Oliver

Diario di Oaxaca

Adelphi, 15/01/2015

Abstract: Neurologia e letteratura hanno reso celebre Oliver Sacks, ma non sono i suoi unici amori. Le opere dei naturalisti dell'Otto­cento, che sapevano fondere entusiasmo scientifico, senso dell'avventura e spirito di osservazione, sono un'altra delle sue passioni: una passione – verrebbe da pensare – irrevocabilmente relegata nel passato dall'Accademia contemporanea. Invece Sacks ha saputo trovare un'isola di affinità, di a­micizia intellettuale e di genuina e disinteressata erudizione riscoprendo il suo interesse infantile per le piante più antiche al mondo – le felci – e frequentando regolarmente le riunioni dell'associazione che se ne occupa, la American Fern Society. Non stupisce dunque che nel 2000, insieme a una trentina di altri pteridologi più o meno dilettanti, sia partito per una spedizione scientifica informale nella regione in cui sopravvive la più alta concentrazione mondiale di specie di felci – lo Stato di Oaxaca, in Messico – e che abbia tenuto un diario di quei dieci giorni di viaggio. La curiosità debordante, l'acume disinvolto e le capacità associative di Sacks hanno poi fatto il resto: lungi dal limitarsi alla tassonomia botanica, il suo sguardo spazia con levità dall'osservazione del passeggio nello zócalo di Oaxaca de Juárez alla storia del tabacco e del cacao, dalla distillazione del mezcal all'architettura antisismica degli Zapotechi, dall'astronomia precolombiana alle spirali logaritmiche presenti in natura, dalle esplorazioni gastronomiche di bevande al cocco e cavallette al legame fra arte rupestre e allucinogeni esotici. "La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell'universo" scrisse Pietro Citati a proposito dell'"Uomo che scambiò sua moglie per un cappello" – e chiunque leggerà queste pagine deliziosamente divaganti non po­trà che confermare il suo giudizio.

Trans Europa express
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Rumiz, Paolo

Trans Europa express

Feltrinelli Editore, 15/01/2015

Abstract: "Europa era più Europa un secolo fa, quando mia nonna andava in treno in giornata da Trieste alla Transilvania" 2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre – nel frattempo – conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo – di quel mondo – attraverso il viaggiare.

Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza
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Pace, Federico

Senza volo. Storie e luoghi per viaggiare con lentezza

Einaudi, 27/01/2015

Abstract: In treno, nave, autobus, bicicletta o a piedi. Ogni mezzo è buono per raggiungere i luoghi del mondo senza mai salire su un aereo. In Senza volo si battono strade diverse. Si recupera la lentezza di un viaggio via terra o via mare. Si è liberi di fermarsi e scoprire fiumi, monti, valli e territori di mezzo a cui di norma non si presta attenzione. Ci si sofferma negli interstizi del mondo. Si visitano città, villaggi, borghi dove non si pensava di poter arrivare. Si scoprono tesori nascosti. Ci si libera della noia e dell'alienazione del volo, per muoversi da un luogo all'altro impiegando il tempo necessario per guardare, conoscere, vivere. Ogni capitolo del libro svela i segreti di un mezzo di trasporto e le tante specie in cui si diversifica, i pregi e gli inevitabili difetti, tra riferimenti cinematografici, rimandi letterari e testimonianze, percorsi storici e nuove vie ancora poco battute. Per cercare quel qualcosa che è piú facile trovare lontano da sé. È online il sito dedicato a Senza volo: www.senzavolo.it

In America. Viaggi senza John
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Mak, Geert

In America. Viaggi senza John

Ponte alle Grazie, 29/01/2015

Abstract: È il 1960 e John Steinbeck, accompagnato dal fido barboncino Charley, parte alla riscoperta della sua amata America a bordo di un pie wagon riconvertito in camper. Le impressioni e le osservazioni raccolte durante il viaggio confluiranno nel fortunato Viaggio con Charley. Cinquant'anni dopo, il giornalista Geert Mak ripercorre le orme dello scrittore, cercando di capire cosa ne è stato del paese osservato da Steinbeck e del sogno americano in generale. Chilometro dopo chilometro, si addentra in questa terra sconfinata, visitandone le grandi metropoli e i piccoli centri rurali, le aree urbane come Detroit, che per decenni è stata al centro dell'economia e che ormai è una città fantasma, o come New Orleans, devastata dall'uragano. Ma soprattutto parla con storici, giornalisti e gente comune, ne raccoglie pareri e testimonianze, che usa per ricomporre il puzzle più autentico di questa realtà. In America, infatti, è a tutti gli effetti un autorevole affresco della nazione, con le sue tante contraddizioni, le sconfitte a livello politico e sociale, i miti, in gran parte avviati sul sentiero del tramonto, la visione di sé e della missione nel mondo. Un resoconto dal respiro letterario, di grande interesse e godibilità, frutto dello sguardo critico di un osservatore molto raffinato e acuto.

Calabria pittoresca e romantica
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Ramage, Craufurd Tait - Cappelli, Vittorio (a cura di) - Cappelli, Vittorio

Calabria pittoresca e romantica

Rubbettino Editore, 04/02/2015

Abstract: Il momento scelto non era il più propizio per compiere un giro solitario del regno di napoli, eppure il giovane ramage era deciso ad affrontare qualsiasi pericolo, armato solo del suo bravo ombrello e di un'insaziabile curiosità. Harold Acton Ci si affeziona a queste pagine. è un libro onesto e ricco di pensiero, e abbonda in bonarie strizzatine d'occhio… un libro davvero sagace. Norman Douglas Posso dire che solo norman douglas e george gissing hanno fatto accelerare il battito del mio polso, provocando in me una impressione più viva attraverso poetiche descrizioni della bellezza selvaggia ed austera dell'italia meridionale, e mediante la loro profonda e sincera comprensione dell'indole degli abitanti di quelle regioni: del ramage, al contrario, mi sono semplicemente innamorata, ecco tutto. Edith Clay

Mani. Viaggi nel Peloponneso
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Fermor, Patrick Leigh

Mani. Viaggi nel Peloponneso

Adelphi, 12/02/2015

Abstract: Patrick Leigh Fermor è la massima approssimazione all'archetipo del viaggiatore di cui disponga il nostro mondo. Lo ha dimostrato fin dal 1933, quando, con un leggero zaino, si è lanciato in una traversata a piedi dell'Europa, da Londra a Istanbul, che ancora oggi non ha finito di raccontare. Ma il suo libro esemplare è dedicato a un luogo, il Mani – ultima propaggine del Peloponneso, magnifica e strana, che si distacca dal resto della Grecia per la sua natura aspra e allucinatoria e per la sua storica inaccessibilità. Quasi sempre a piedi, e per anni (come il suo grande amico, Bruce Chatwin), Leigh Fermor ha percorso la parte estrema del Peloponneso, descrivendone i paesaggi fascinosi, quasi lunari – e insieme segnati dalla più intensa mediterraneità –, facendone rivivere, con vena felice di narratore, storie, leggende e personaggi, e insegnandoci a viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo. Che entri in una torre costruita per respingere i pirati turchi, chiarisca a quali nuovi usi si pieghino le icone custodite nelle centinaia di minuscole chiese che punteggiano le montagne, o semplicemente disegni la rosa dei venti che le spazzano, Leigh Fermor riesce in poche righe a farci vedere quello che ha visto e sentire quello che ha sentito, trasmettendo istantaneamente al lettore un germe benefico: quello del nomadismo.

Fra i boschi e l'acqua
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Fermor, Patrick Leigh

Fra i boschi e l'acqua

Adelphi, 12/02/2015

Abstract: Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l'Inghilterra e un curriculum scolastico scellerato con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo "come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante", dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. "Fra i boschi e l'acqua" è il racconto della seconda parte di quel viaggio, e prende avvio dal punto esatto in cui era terminato "Tempo di regali": il ponte di Mária Valéria, al confine tra Cecoslovacchia e Ungheria, che di lì a dieci anni sarà minato dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruito fino al nuovo millennio. Ma i mille chilometri successivi – dalla Grande Pianura ungherese, lungo il corso del Tibisco e del Maros e attraverso la Transilvania, fino alle Porte di Ferro, dove collidono i Carpazi e i Balcani – aprono una parentesi idilliaca e precaria nel secolo più violento della storia: il ritmo del viaggio rallenta, il passo si fa più pigro, la percezione del tempo svanisce, come in "un felice e gradito incantesimo". Con sapienza lirica, vigore muscolare e superbo talento per la digressione, Leigh Fermor racconta incontri con cervi e boscaioli, ritrae manieri isolati e villaggi di montagna, fie­nagioni e favolose biblioteche, rievoca notti passate sotto le stelle e amori e­stivi, riferisce leggende di spiriti, fate e lupi manna­ri e conversazioni con un'aristo­crazia votata all'estinzio­ne. Immagini sparse che compongono un quadro dalla grazia impareggiabile e suscitano nel lettore una sorta di incantamento: segno distintivo, questo, dell'appartenenza di Leigh Fermor alla medesima dinastia di Robert Byron e Bruce Chatwin.

Tutte le strade sono aperte. Viaggio in Afghanistan 1939-1940
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Schwarzenbach, Annemarie - Perret, R. (a cura di)

Tutte le strade sono aperte. Viaggio in Afghanistan 1939-1940

Il Saggiatore, 26/02/2015

Abstract: Inquieta, androgina, nomade in fuga da se stessa,icona eterea e trasgressiva: Annemarie Schwarzenbach è tutto questo, un romantico Ulisse senza Itaca. In un nefasto 1939, lasciandosi alle spalle un'Europa sull'orlo della guerra e l'amore tormentato con Erika Mann, Annemarie prende la via dell'Oriente a bordo di una Ford con l'amica scrittrice Ella Maillart.Due donne sole scoprono l'Afghanistan, unpae se ai confi ni del mondo dove il tempo è rarefatto e brevi tragitti diventano peregrinazioni digiorni interi. Annemarie racconta quello che vedee sente in un quaderno di viaggio che lascia stupitiper la sua incredibile modernità: quei paesaggiscomparsi, distrutti dalle recenti guerre, dilaniatidalle tensioni etniche, attraverso le parole di Annemarie si mostrano ancora nella loro purezza, in un riverbero di colori polverosi, sguardi profondi,voci lontane.Prende forma un viaggio che è dura scuola divita, abitudine all'incontro e alla perdita, aperturaall'altro e alla parte più in ombra di se stessi. DallaTurchia alla Persia, fi no agli altopiani afghani, Annemarie si interroga sulla condizione delle donnecol chador, si ferma a bere il tè nelle tende gialloocra delle tribù pashtun, attraversa tempeste disabbia e deserti di cardi. Nomi come Pamir, HinduKush e Mazar-i-Sharif, molto più che indicazionigeografi che, nel suo taccuino divengono suono ecolore, ricordo e mistero.Il Saggiatore ripubblica quel prezioso quadernodi viaggio, un diario personale che è anche unreportage da territori remoti e lo specchio di un'epoca: le pagine di Tutte le strade sono aperte, già uscito come La via per Kabul, raccontano con immagini e parole il coraggio e lo smarrimento, le prove e i pericoli superati, le emozioni e le idee nate da un'esperienza che ancora oggi può dirsi del tutto straordinaria.

Giorni in Birmania
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Orwell, George - Caracciolo Giovanna - Maffi Mario

Giorni in Birmania

Mondadori, 03/03/2015

Abstract: Pubblicato negli Stati Uniti nel 1934 (e solo l'anno successivo in Gran Bretagna, per problemi di censura), Giorni in Birmania è il primo romanzo scritto da George Orwell e nasce dalla sua esperienza diretta come membro della polizia coloniale nll'Indocina degli anni Venti. Protagonista è il trentacinquenne John Flory, mercante angloindiano di legname che, insofferente ai codici di comportamento dei sahib bianchi e attratto dalla cultura orientale, si muove a cavallo tra due mondi senza riuscire a trovare una propria collocazione e, privo della forza morale necessaria per ribellarsi alla comunità bianca, rimane frustrato dagli inevitabili compromessi. Al tema politico si affianca quello sentimentale: l'amore infelice di Flory per una donna con cui spera invano di porre fine alla propria solitudine. Ma la vera anima del libro è la profonda indignazione umana di Orwell, che nel periodo trascorso in Birmania maturò una coscienza ben precisa dell'ingiustizia su cui si fondavano i rapporti sociali nelle colonie, atteggiamento che già preannuncia la satira sferzante dei futuri capolavori come La fattoria degli animali e 1984.

Il grande mare di sabbia. Storie del deserto
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Malatesta, Stefano

Il grande mare di sabbia. Storie del deserto

Neri Pozza, 11/03/2015

Abstract: Chi non è mai stato nel deserto è convinto, dai libri che ha letto, che sia un luogo straordinario ma monotono. "Un maledetto uadi dietro l'altro", come rispose un viaggiatore inglese a chi gli chiedeva se la traversata era andata bene. In realtà, sono quasi sempre i libri, non i deserti, a essere monotoni. Perché non basta descrivere i bagliori violetto e arancio dei tramonti, le calde dune color dell'oro, le infinite distese pietrose, le depressioni ricoperte di sale e di gesso, le montagne nere con le cime merlettate e gli orizzonti che sembrano così vicini per la secchezza dell'aria, mentre sono molto più lontano di quanto si possa immaginare. Questo è soltanto lo scenario che va popolato con i protagonisti, uomini che portano il velo blu o il casco coloniale, donne con i morbidi occhi cerchiati dall'hennè, spiriti duri di militari e di predoni, spiriti santi che vegliano o digiunano. Solo allora, davanti a tutta questa folla, è possibile accorgersi che il deserto non è mai stato un vuoto, ma un pieno, e che quanto lo caratterizza non è la monotonia o la ripetizione, ma la varietà e l'imprevisto. Il deserto è pieno di storie. Il fascino e l'unicità del Grande Mare di Sabbia stanno esattamente nell'aver interpretato quest'anima multiforme del deserto, attraverso storie molto differenti tra loro, che hanno l'aspetto formale dei racconti di viaggio, ma che finiscono altrove. Come uno dei suoi eroi, Laslo von Almasy, il "paziente inglese" di cui racconta la vera storia, molto più eccitante di quella del romanzo o del film, Stefano Malatesta è sempre alla ricerca di qualcuno o qualcosa: di un etnologo francese morto in strane circostanze, di un treno che si chia-mava "Sahara Express", dei soldati italiani in Libia e dei commandos inglesi, di audaci esploratori e di ancora più audaci viaggiatrici, di preziosi marmi e di oasi prive di sorgenti, di eremiti e di monasteri, di Italo Balbo e dell'architettura coloniale, di un eroico trasvolatore e di un grandissimo scrittore, del Cairo tra le due guerre mondiali e di una spia che diventerà presidente di una grande nazione, di un luogo che non c'è e del giovane Winston Churchill che va alla carica dei dervisci e di molte altre cose e persone. Scritto in una prosa così avvincente da ricordare i bei tempi in cui si leggeva con la certezza di essere trascinati di pagina in pagina, Il Grande Mare di Sabbia è una scintillante conferma, dopo il successo del Cane che andava per mare, delle doti di Malatesta come narratore. "Malatesta non viaggia mai per vedere e basta: va da qualche parte, attraversa deserti e montagne, perché deve incontrare qualcuno, o ricostruire una vita avventurosa, o ascoltare testimoni che raccontano di altri vissuti in quei luoghi, dove hanno compiuto imprese mirabolanti". Giorgio Montefoschi "A Malatesta, cronista-narratore, interessano le storie, delle persone e dei luoghi. L'anima, eventualmente vi fosse, non è affar suo, ma il fascino sì. E sono le seduzioni, le pieghe, le ambiguità di tale fascino che Il Grande Mare di Sabbia ci trasmette". Alfredo Giuliani "Epiche imprese e personaggi affascinanti, da Laslo von Almansy, il paziente inglese, a Fabrizio Mori, l'archeologo che ha rivelato le pitture rupestri della Libia". La Stampa "Malatesta possiede una sobrietà e una scrupolosa precisione del linguaggio che è raro incontrare oggi". La Repubblica "Malatesta rende davvero giustizia alla narrativa, quando all'agguerrito cronista subentra il viaggiatore appassionato". La Stampa

Due e un ottomila. Gasherbrum I e II in stile alpino
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Messner, Reinhold

Due e un ottomila. Gasherbrum I e II in stile alpino

Corbaccio, 12/03/2015

Abstract: ALLE ORIGINI DEL MITO MESSNER: LA STORIA DELLE IMPRESE CHE LO HANNO RESO IL PIÙ GRANDE. Nel 1975 sembrava una follia: salire un ottomila in due senza ossigeno e in stile alpino. In "La vita secondo me" Messner accenna all'impresa su cui ha costruito la sua fama e la sua filosofia di vita: il Gasherbrum I, salito insieme al compagno di cordata Peter Habeler. Ma al resoconto dettagliato e straordinariamente avvincente di questa impresa, inizialmente sbeffeggiata e addirittura osteggiata da tutto l'ambiente alpinistico, dedica ora un libro intero: "Due e un ottomila". Un libro in cui parla non solo del Gasherbrum I ma anche della traversata dei due Gasherbrum compiuta con Hans Kammerlander nel 1984 - sempre senza portatori e senza ossigeno - quando i due "mostri sacri" dell'alpinismo contemporaneo erano due pionieri che sapevano osare e vedere lontano.