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Trovati 335 documenti.

Trans Europa Express
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Rumiz, Paolo

Trans Europa Express

Feltrinelli Editore, 24/10/2012

Abstract: 2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre – nel frattempo – conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo – di quel mondo – attraverso il viaggiare.

Verso Samarcanda. La lunga marcia II
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Ollivier, Bernard

Verso Samarcanda. La lunga marcia II

Feltrinelli Editore, 27/12/2012

Abstract: Nella primavera del 1999, a sessant'anni suonati, Bernard Ollivier parte per Istanbul, zaino in spalla, con la ferma intenzione di raggiungere, a piedi, Xi'an, in Cina: 12.000 chilometri lungo la leggendaria Via della Seta. Come dire, una passeggiata di quattro anni, a voler essere ottimisti. Nel corso delle sue tappe, l'autore si riposa scrivendo. Il primo volume del suo avvincente ed eccentrico resoconto, La lunga marcia, era dedicato alla difficile traversata dell'altipiano dell'Anatolia. In questo secondo libro Ollivier riprende il viaggio e il racconto. Dalla primavera all'autunno 2000, al dileguarsi dell'inverno che avrebbe impedito il valico dei colli, supera gli ultimi passi montani del Kurdistan e attraversa gran parte dell'Iran prima di ritrovarsi, a luglio, faccia a faccia col terribile Karakoum, un deserto impossibile da attraversare d'estate. Indomito, cerca e trova un cammello per trasportare le riserve d'acqua e, contro il parere di tutti, parte alla volta di Samarcanda.

Kitchen confidential. Avventure gastronomiche a New York
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Bourdain, Anthony

Kitchen confidential. Avventure gastronomiche a New York

Feltrinelli Editore, 21/01/2013

Abstract: "Il vostro corpo non è un tempio, è un parco dei divertimenti. Godetevi la corsa"New York vista da un punto di osservazione assai particolare: le cucine dei grandi ristoranti, raccontata da una voce irriverente e sincera, quella di un cuoco per vocazione che, dopo venticinque anni di "sesso, droga e alta cucina", decide di vuotare il sacco. Anthony Bourdain, chef e romanziere, ci accompagna in un viaggio indimenticabile che ha come punto di partenza la sua prima ostrica alla Gironde e, passando da Tokyo e Parigi, ritorna a New York, sempre "via cucina". Graffiante, trasgressivo, disincantato, Kitchen Confidential è il racconto di un'avventura culinaria sempre al limite, è uno sguardo dietro le quinte che rivela gli orrori della ristorazione, facendo l'appello degli ideali traditi e di quelli realizzati.

Pensieri selvaggi a Buenos Aires
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Arbasino, Alberto

Pensieri selvaggi a Buenos Aires

Adelphi, 23/01/2013

Abstract: "Tristi Tropici" di Claude Lévi-Strauss raccontava esplorazioni e scoperte – alla ricerca del 'pensiero selvaggio' – fra le tribù primitive e meste nel più profondo Brasile. Contrapposte ai beati lussi nelle ricche metropoli del dopoguerra, Buenos Aires e Rio de Janeiro, meta agognatissima per generazioni di emigranti nostrani: "Dagli Appennini e dalle Alpi alle Ande". I fasti argentini e brasiliani abbagliarono la povera Italia affamata e distrutta, fino al trionfo nella tournée europea della 'presidenta' Evita Perón, bella giovane e brava attrice, con una memorabile visita elegante e populista in Vaticano, e sostanziosi doni a Pio XII. Ne derivò poi il successo planetario del musical Evita. Frattanto, i libri di Lévi-Strauss diventavano classici fondamentali nella voga strutturalista. Si tradussero le opere di Jorge Luis Borges, e anche lui venne a Roma, al culmine della popolarità. E poi, tutta un'on­data di eccellente narrativa latino-americana. Ma l'economia di quei paesi andò incontro a crisi gravissime; e le racconta appunto questo viaggio di rivisitazioni in Argentina, Brasile, Uruguay, Perú. Dove tuttavia non mancheranno sorprese: il complesso di Santa Rosa da Lima, ad esempio, si rivela "un caro nido di memorie per gli antichi cultori delle più mitiche Sante secondo quella leggendaria Compagnia D'Origlia-Palmi, o Paolo Poli. Qui tutto par rivivere, intatto. Ah, quegli indimenticati "Scignore scialvami, la carne è debbole!" di Santa Rita, mentre Satana la tentava sotto forma di fantasma dell'"Amleto", ringhiando...".

Argentina
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Pulino, Moira

Argentina

Morellini Editore, 20/12/2010

Abstract: L'Argentina sembra molto familiare agli italiani, se non altro per la presenza di immigrati del nostro paese e per la sua storia calcistica, da Maradona in poi. Eppure, ben poco sappiamo di come vivono, lavorano e si divertono gli argentini. Anche se sono famosi per il loro calore e la loro cordialità verso gli stranieri, apprezzeranno comunque i visitatori interessati e rispettosi. Questa guida fornisce utili indicazioni per comprendere a fondo la mentalità di queste persone e affrontare con successo qualsiasi situazione.

Nuovi turismi
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Gerosa, Mario - Magro, Sara

Nuovi turismi

Morellini Editore, 12/04/2011

Abstract: Non si viaggia più come una volta. Ogni giorno nascono nuove forme di turismo. Fino agli anni '70, i generi del turismo si esaurivano coi viaggi nelle capitali, col Grande Nord, i safari in Africa, e l'America Coast to Coast. Negli anni '80 si inventano nuove destinazioni, che si affiancano alle Seychelles e ai Caraibi, e scoppia la moda di Sharm el Sheik e delle Maldive. Qualche anno dopo si va oltre: non si inventano più nuove destinazioni. Si reinventa il turismo stesso. Oggi non basta più parlare del turismo invernale delle settimane bianche e del turismo di massa dei charter. Nel terzo millennio la moda vera è l'"Adjectival Tourism", un turismo che si sviluppa in due tempi: durante il viaggio, ma soprattutto dopo, una volta tornati (ammesso che si parta). Perché sono viaggi tutti da raccontare, e persino da esibire, dal soggiorno nell'ex carcere alla gita all'outlet, dal tour in una clinica in Romania per rifarsi i denti, fino al weekend in orbita, con un viaggio nello spazio.

La voce del ghiaccio
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Moro, Simone

La voce del ghiaccio

BUR, 06/02/2013

Abstract: A 44 anni e con 44 spedizioni alle spalle, nel mezzo di una straordinaria carriera alpinistica, Simone Moro ha sentito l'esigenza di raccontarsi. La passione per l'esplorazione e l'avventura gli ha permesso di accettare i rischi che comporta l'alpinismo, e di comprendere il valore nascosto in ogni rinuncia, importante tanto, e forse più, di qualsiasi successo. Questo libro è stato scritto quasi interamente durante un'ascensione a un ottomila in Pakistan, il Nanga Parbat, il letale "re dei monti". Solo tra quei ghiacci, Simone ha trovato la concentrazione necessaria per tornare alle sue imprese passate: con un'autenticità emozionante, l'alpinista conduce i lettori da una tappa all'altra di un cammino unico che lo ha visto tentare un sogno "quasi impossibile". Affrontare le massime vette del pianeta nella stagione più ostile, l'inverno.

L'antica arte di trovare la strada
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Gooley, Tristan

L'antica arte di trovare la strada

Vallardi, 28/06/2012

Abstract: Tristan Gooley non ha scritto un semplice libro sul viaggio e sull'orientamento, ma un'opera raffinata sull'osservazione della natura e sul piacere della sua scoperta. L'antica arte di trovare la strada attinge alla storia, alla scienza, al mito e al folclore per introdurci a un sapere prezioso e ancestrale: la capacità di viaggiare facendo ricorso esclusivamente ai segnali dell'ambiente che ci circonda. La "navigazione naturale" - il viaggio senza cartine, bussola o GPS - comporta una nuova visione del mondo, che mette in gioco tutti i cinque sensi. Per capire dove si è e qual è la direzione giusta; interpretare gli effetti di sole, vento e acqua; orientarsi ovunque, in campagna e in città, nei boschi e sul mare, nel deserto o sulla neve. Preciso nella descrizione scientifica ed evocativo nella divagazione letteraria, Gooley ci rivela come un viaggio, o anche una semplice passeggiata, possa trasformarsi in un'avvincente esperienza fisica e mentale. - È possibile viaggiare con il solo aiuto degli elementi naturali? - Che cosa ci insegna la curvatura di un albero? - Come riconoscere il nord guardando una pozzanghera? - Che cosa rivela la sabbia sotto i nostri piedi durante la marea? - Come ci può aiutare in città la disposizione di una chiesa o di un campo da tennis? Informazioni, notizie e suggerimenti per ritrovare le sensazioni dei grandi esploratori del passato e imparare a orientarsi come un tuareg nel deserto, un eschimese sui ghiacci o un marinaio polinesiano nel Pacifico.

La montagna di luce
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Boardman, Peter - Gogna, Alessandro

La montagna di luce

Corbaccio, 21/03/2013

Abstract: È l'ottobre del 1976 quando giunge la notizia della straordinaria impresa di Peter Boardman e Joe Tasker nell'Himalaya. Questo libro è il resoconto appassionante di un grandissimo evento alpinistico: la conquista – con una spedizione leggera a due – della parete Ovest del Changabang, la più impegnativa parete di granito del Garhwal indiano. Ma è anche la storia di come salire una montagna possa diventare uno scopo che trascende tutto, al di là di ogni considerazione su una possibile o probabile sconfitta. Ed è anche una storia della tensione e del reciproco isolamento che si creano in quaranta giorni di convivenza a due fino alla grande gioia per il successo. Condotta in assoluta povertà di mezzi, questa salita ha scritto una pagina fondamentale dell'alpinismo per via della sua freschezza, della sua imprevedibilità e infine per la sua tenacia. Caratteristiche peculiari che il libro rispecchia fedelmente. Con la prefazione di Alessandro Gogna, questo libro non deve mancare nella biblioteca ideale dell'alpinismo moderno.

Sensi di viaggio
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Aime, Marco

Sensi di viaggio

Ponte alle Grazie, 11/04/2013

Abstract: Viaggiare, un mito dei nostri tempi, un modo per entrare in contatto con la realtà e con noi stessi. Ma anche un genere di consumo, un piatto pronto cucinato con emozioni preconfezionate. Questo libro vuole far tabula rasa del consumismo, per pensare e raccontare il viaggio come se fosse un'esperienza sempre nuova, senza pregiudizi, mode, atteggiamenti, bagaglio culturale a carico o chissà quanti altri vizi o abitudini. Perché il viaggio ritorni a essere un'esperienza autentica e unica, è necessario passare attraverso il proprio corpo, ascoltarne i messaggi, decifrarne i cambiamenti, imparare ad esporlo alle sollecitazioni che provengono dall'esterno senza averne paura. E allora riscopriamo i sensi e la corporeità; il piacere di sudare, di rabbrividire, di rimanere abbagliati dal sole o di sentire la sabbia sulla pelle, o lo sgomento di ascoltare l'urlo assordante delle cascate Vittoria. Dalla Scozia al Marocco, dall'Ecuador a Jaipur, Marco Aime, antropologo e viaggiatore, racconta paesaggi, persone, atmosfere, sensazioni, emozioni: parla di sé, e parla di noi, umanità in viaggio.

Ombre sulla Via della seta
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Thubron, Colin

Ombre sulla Via della seta

Ponte alle Grazie, 11/04/2013

Abstract: La storia millenaria, e in gran parte consegnata alla leggenda, della Via della Seta continua ad affascinare segretamente la modernità. In un viaggio tra misticismo, conflittualità, mistero, Colin Thubron ripercorre le strade che per secoli hanno dato vita a una "globalizzazione", arcaica quanto febbrile, di cui la seta divenne il simbolo. Il confronto con l'attualità suggerisce che neppure le devastazioni più feroci – dalle orde di Tamerlano al flagello della SARS – possono cancellare simili legami ancestrali. La Cina moderna, lo smarrimento delle repubbliche ex URSS, l'Afghanistan dilaniato da decenni di conflitti, le contraddizioni dell'Islam: tutto questo rivive nel racconto di Thubron, in una ricerca minuziosa fra le rovine di epoche lontane che riemergono nei resti di un minareto nel deserto, nelle iscrizioni intraducibili di un tempio perduto, nei tratti somatici delle persone incontrate. La Via della Seta finisce per assumere su di sé il significato più oscuro – pauroso quanto attraente – del viaggio stesso: la sensazione di partire e, come il fantasma del mercante sogdiano che si annida fra le pagine del racconto, di smarrirsi nel deserto. "È tempo di tornare. E non possiamo... A volte il vento di notte cambia le dune, e al mattino non sai più dove sei..."

Il canto del diavolo
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Siti, Walter

Il canto del diavolo

BUR, 11/04/2013

Abstract: È davvero tutto oro ciò che luccica nei lussureggianti paradisi fiscali degli Emirati Arabi? Sono il sogno al neon occidentale dove la ricchezza è sfrenata, i grattacieli colossali, i resort celestiali e sintetici e il capitalismo è spinto al suo parossismo. Ma a guardarli rasoterra, senza percorsi privilegiati, raccontano un'altra storia. Walter Siti li ha visitati curiosando dove poteva, ha dormito con gli immigrati poveri e ha parlato con studenti, banchieri e baristi. Il suo libro è una riflessione sull'Occidente, la crisi e il denaro, una raffinata esplorazione del tetto economico del mondo, e delle sue crepe.

Io pedalo. E tu?
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Lagerback, Filippa

Io pedalo. E tu?

Edizioni Gribaudo, 15/04/2013

Abstract: "La due ruote è ecologica, fa risparmiare tempo e denaro, è ottima per il fisico e la salute, è ideale per socializzare, avvicina alla natura e fa scoprire il mondo da un punto di vista nuovo. Sulla bici non c'è spazio per stress e cattivi pensieri. Si pedala con la testa alta e lo sguardo rivolto avanti, oltre, al futuro." La conosciamo come modella, mamma, conduttrice TV, ma Filippa Lagerbäck è anche una ciclista, e non la sportiva del fine settimana o una che si improvvisa: gira e vive Milano sulla sua bicicletta. Con questo libro propone un punto di vista pratico, femminile e green, unisce un diario intimo a tanti consigli per non rinunciare mai a sentirsi belle, per pedalare in sicurezza, per essere più consapevoli dell'ambiente e riscoprire le nostre città, per scegliere la bici più adatta e occuparsi della manutenzione, oltre a tanti suggerimenti per le ciclabili più belle d'Europa e per progettare viaggi indimenticabili.

Everest 1953. L'epica storia della prima salita
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Conefrey, Mick

Everest 1953. L'epica storia della prima salita

Corbaccio, 18/04/2013

Abstract: 2 giugno 1953: mentre la Gran Bretagna festeggia l'incoronazione di Elisabetta II, i media diffondono le prime notizie su un altro avvenimento epocale: la conquista dell'Everest, la montagna più alta della Terra. Il neozelandese Edmund Hillary e lo Sherpa Tenzing Norgay sono i primi uomini a salire sul tetto del mondo, grazie a una spedizione perfettamente riuscita sotto la guida del colonnello John Hunt. A sessant'anni da questa straordinaria impresa, Mick Conefrey ricostruisce, at¬traverso documenti inediti e interviste di prima mano con i protagonisti, le vicende che portarono al successo inglese. E rive¬la tutti i retroscena, le crisi e le polemiche – sia in parete che in patria – che nessuno ha mai raccontato: dalla ricerca rocambolesca dei finanziamenti alla ribellione degli Sherpa, dalle condizioni meteo avverse all'ostilità della stampa nazionale. E Conefrey rimette nella giusta prospettiva, oltre alle grandi capacità organizzative unite a un carattere accomodante e a un sano spirito patriottico del colonnello Hunt, anche le personalità rimaste più in ombra nei resoconti ufficiali, come Eric Shipton, l'enigmatico "Mr Everest" a cui fu negata la guida della spedizione, o Tom Bourdillon e Charles Evans, che dovettero rinunciare a cento metri dalla vetta. Grazie alla sua appassionata ricerca tra le lettere, i diari e i ricordi dei protagonisti di allora, Conefrey ha scritto un libro intenso ed emozionante su una delle pagine più epiche dell'alpinismo di tutti i tempi.

Sulle ali di un Ape. Da Lisbona a Pechino in 212 giorni. EurAsia expedition 98
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Brovelli, Paolo

Sulle ali di un Ape. Da Lisbona a Pechino in 212 giorni. EurAsia expedition 98

Corbaccio, 16/05/2013

Abstract: "Tutto ebbe inizio sul finir dell'estate del 1997", così l'autore ci introduce al racconto di un viaggio meraviglioso, attraverso il continente eurasiatico "sulle ali di un Ape". Un viaggio che ripercorre la Via della seta con gli occhi di un uomo di fine millennio quando, dopo lo smantellamento del Muro di Berlino, finalmente l'Est incontrava l'Ovest senza fili spinati. La Guerra Fredda si chiudeva per sempre e tutto ritornava in gioco. Pareva che il mondo dovesse trasformarsi a breve in un villaggio globale. L'Eurasia divenne, per poco, una grande piazza dove tutti si potevano finalmente conoscere, o riconoscere. Un decennio forse irripetibile, che ebbe termine la mattina dell'11 settembre 2001, con il crollo dei grattacieli del World Trade Center. Sulle ali di un Ape ci accompagna, al ritmo lento del piccolo motocarro, attraverso luoghi lontani, dove il tempo pare essersi fermato, ma tutto è in evoluzione ora più che mai, presentandoci gli amici che di chilometro in chilometro riempiono la storia con le loro vite e i loro pensieri. Esploriamo le grigie periferie georgiane insieme a Miša, fumiamo l'oppio iraniano con Ahmet, ascoltiamo i racconti di nomadi turkmeni sotto il pergolato di Amen; e poi Ramin, durante i giorni di Teheran, Abu e la sua Samarcanda e altri ancora, che si muovono mescolandosi a Gengis Khan e Tamerlano, ai mullah iraniani, ai cammellieri kirghizi, ai pastori uzbeki, ai mercanti cinesi, agli antichi viaggiatori come il marocchino Ibn Battuta e l'onnipresente Marco Polo. Mille viaggi in un'avventura coinvolgente, dove davanti ai nostri occhi prendono forma alcune delle regioni più affascinanti del pianeta, i deserti misteriosi dell'Asia centrale e i valichi impervi dell'Himalaya, i vicoli di Istanbul e le maestose madrase di Samarcanda. E ancora Persepoli, Buhara, il deserto del Gobi, Pechino.

Lisboa. Quello che il turista deve vedere
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Pessoa, Fernando

Lisboa. Quello che il turista deve vedere

Voland, 10/05/2013

Abstract: Una guida scritta da Pessoa nel 1925 e ancora sorprendentemente attuale. Un insolito percorso tra le bellezze e i misteri di Lisbona e gli enigmi sempre nuovi del poeta portoghese. Un libro appassionato eppure lontano da ogni retorica, che vuole mostrare al turista tutto il patrimonio culturale della capitale lusitana.

Nel paese dei briganti gentiluomini
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David-Néel, Alexandra

Nel paese dei briganti gentiluomini

Voland, 10/05/2013

Abstract: Nel 1920 nessun occidentale aveva mai messo piede in Tibet. Questo libro è il resoconto del primo tentativo di Alexandra David-Néel di raggiungere quella terra sconosciuta percorrendo migliaia di chilometri in sella a un mulo e più spesso a piedi. Imprese folli e rischiose raccontate da una voce acuta e sincera che ci svela tutto il fascino dell'Oriente.

Everest
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Moro, Simone

Everest

Rizzoli, 05/06/2013

Abstract: In un lungo, emozionante racconto illustrato Simone Moro ripercorre vent'anni di spedizioni in Himalaya, anni di grandi soddisfazioni ma anche di difficoltà e di rinunce. Il suo è un lungo viaggio di avvicinamento, dalle Alpi bergamasche fino in cima al sogno di raggiungere la vetta più alta della Terra e realizzare il suo destino di alpinista sulla scia dei grandi del passato. L'Everest per Simone non è solo una vetta da raggiungere, è la ragione per cui vale la pena di crescere, di camminare dal campo base alla cima, attraverso crepacci, successi, bufere improvvise, momenti di sconforto, incontri. Dalle sue parole emerge un modo di intendere l'alpinismo, come un mezzo e non un fine, e di considerare quel massiccio di rocce e ghiaccio come una metafora della vita: un percorso lungo il quale si possono imboccare strade diverse e in cui la rinuncia può diventare una virtù, dove si trovano veri amici e persone di cui è meglio non fidarsi. La storia della conquista dell'Everest – la tragedia di Mallory, il successo del 1953 di Hillary e Tenzing, la scalata senza ossigeno di Messner, la prima spedizione italiana di Monzino del 1973, la via americana mai più ripetuta di Tom Hornbein – si intreccia con le imprese di Simone Moro e le colloca in una dimensione storica. L'alpinista bergamasco si confronta con gli esploratori del passato e segna la sua via. Ebook ottimizzato per Tablet, Mac e PC

In alto e in largo. Seven Second Summits
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Kammerlander, Hans - Montagna, Valeria

In alto e in largo. Seven Second Summits

Corbaccio, 06/06/2013

Abstract: Dopo aver realizzato moltissime imprese sugli Ottomila e dopo una cinquantina di prime, Hans Kammerlander si è posto un nuovo traguardo: la salita delle seconde vette più alte dei sette continenti, un progetto decisamente attraente per un alpinista come lui, soprattutto perché la salita di queste montagne presenta più difficoltà delle cosiddette Seven Summits, che oggi sono montagne "di moda", spesso prese d'assedio dagli alpinisti. Il progetto di Kammerlander delle Seven Second Summits è diventato un viaggio intorno al mondo che lo ha condotto dal K2 in Asia all'Ojos del Salado al margine del deserto di Atacama in America Meridionale, dal Mount Kenia fino al Polo Sud e nella giungla della Nuova Guinea. Kammerlander ha attraversato ghiacciai sterminati così come fitte foreste ricche di orchidee e ananas. Ha fatto la conoscenza del "re dei bush pilot", ha sperimentato il talento nell'improvvisare degli alpinisti russi, ha incontrato portatori con gli stivali di gomma che nonostante la pioggia ininterrotta non hanno mai perso il buon umore. Poi però proprio il Mount Logan, considerato facile anche se molto imponente, che Hans Kammerlander aveva salito nel 2010, ha sollevato una serie di polemiche perché Kammerlander, a quanto pare, non aveva raggiunto la vetta principale, bensì una secondaria: nessun problema. Con una nuova salita a due anni distanza, Kammerlander ha fugato ogni dubbio sul fatto che il record delle Seven Second Summits gli spettasse di buon diritto. Fino alla prossima impresa.

Cina e altri orienti
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Manganelli, Giorgio - Nigro, Salvatore Silvano (a cura di)

Cina e altri orienti

Adelphi, 11/06/2014

Abstract: "Andare in Asia, eh? So già cosa vi immaginate. Qui sarà tutta una luminaria di illuminazioni, una visione di visioni, una rivelazione di cose che, altrove, non si rivelano. Credete? Mandate a girar per l'Asia un professore nevrotico, diventato poi pensionato, poi gazzettiere, e il risultato sarà sensibilmente diverso. Deprimente, diciamo". Così scriveva Manganelli nell'irri­dente, paradossale risvolto destinato a spiazzare i potenziali acquirenti della nuova edizione, accresciuta di molteplici Ori­en­ti, di un libro apparso in origine nel 1974 (nel frattempo, fra il 1975 e il 1988, ai reportage da Cina, Filippine, Malesia se n'erano aggiunti numerosi altri: Arabia, Pakistan, Kuwait, Iraq, di nuovo Cina, Taiwan). Un'edizione che Manganelli predispose minuziosamente pochi mesi prima di morire, nel 1990 – tanto la serie di viaggi orientali gli stava a cuore –, ma che non venne mai realizzata: almeno sino a oggi, grazie alle cure impeccabili di Nigro. Ma perché "deprimente"? Perché il lettore affetto da ansia di assoluto non avrebbe trovato né Siddhartha né un solo guru, "se non con fondotinta di imbroglione a fin di bene cosmico". Il che non stupisce, essendo scopo precipuo del­l'autore, semmai, quello di raschiare via un po' di anima: sicché "scolorina sulle apparizioni; antinevralgici per i fachiri, sordina sulla scala pentatonica; Coca-Cola nella Cina popolare". In compenso, il lettore avrebbe trovato – divertendosi, per di più, pazzamente – qualcosa di altrettanto prezioso: la chiave per comprendere "i modi ingegnosi in cui l'altrove si nasconde sotto l'appa­renza del­l'ovvio" e quanto meno intravedere quelle "linee del labirinto" che sono i nostri fratelli ignoti. Anche nelle vesti di viaggiatore, d'altro canto, Manganelli resta un ricercatore di segni, un decifratore di enigmi ed emblemi: in altre parole, un lettore che "non si illude di espatriare dalla propria biblioteca".