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Trovati 373 documenti.

Mani. Viaggi nel Peloponneso
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Fermor, Patrick Leigh

Mani. Viaggi nel Peloponneso

Adelphi, 12/02/2015

Abstract: Patrick Leigh Fermor è la massima approssimazione all'archetipo del viaggiatore di cui disponga il nostro mondo. Lo ha dimostrato fin dal 1933, quando, con un leggero zaino, si è lanciato in una traversata a piedi dell'Europa, da Londra a Istanbul, che ancora oggi non ha finito di raccontare. Ma il suo libro esemplare è dedicato a un luogo, il Mani – ultima propaggine del Peloponneso, magnifica e strana, che si distacca dal resto della Grecia per la sua natura aspra e allucinatoria e per la sua storica inaccessibilità. Quasi sempre a piedi, e per anni (come il suo grande amico, Bruce Chatwin), Leigh Fermor ha percorso la parte estrema del Peloponneso, descrivendone i paesaggi fascinosi, quasi lunari – e insieme segnati dalla più intensa mediterraneità –, facendone rivivere, con vena felice di narratore, storie, leggende e personaggi, e insegnandoci a viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo. Che entri in una torre costruita per respingere i pirati turchi, chiarisca a quali nuovi usi si pieghino le icone custodite nelle centinaia di minuscole chiese che punteggiano le montagne, o semplicemente disegni la rosa dei venti che le spazzano, Leigh Fermor riesce in poche righe a farci vedere quello che ha visto e sentire quello che ha sentito, trasmettendo istantaneamente al lettore un germe benefico: quello del nomadismo.

Fra i boschi e l'acqua
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Fermor, Patrick Leigh

Fra i boschi e l'acqua

Adelphi, 12/02/2015

Abstract: Nel 1934 Patrick Leigh Fermor ha diciannove anni, e già da alcuni mesi si è lasciato alle spalle l'Inghilterra e un curriculum scolastico scellerato con il fermo proposito di raggiungere a piedi Costantinopoli, vivendo "come un pellegrino o un palmiere, un chierico vagante", dormendo nei fossi e nei pagliai e familiarizzando solo con i suoi simili. "Fra i boschi e l'acqua" è il racconto della seconda parte di quel viaggio, e prende avvio dal punto esatto in cui era terminato "Tempo di regali": il ponte di Mária Valéria, al confine tra Cecoslovacchia e Ungheria, che di lì a dieci anni sarà minato dai tedeschi in ritirata e mai più ricostruito fino al nuovo millennio. Ma i mille chilometri successivi – dalla Grande Pianura ungherese, lungo il corso del Tibisco e del Maros e attraverso la Transilvania, fino alle Porte di Ferro, dove collidono i Carpazi e i Balcani – aprono una parentesi idilliaca e precaria nel secolo più violento della storia: il ritmo del viaggio rallenta, il passo si fa più pigro, la percezione del tempo svanisce, come in "un felice e gradito incantesimo". Con sapienza lirica, vigore muscolare e superbo talento per la digressione, Leigh Fermor racconta incontri con cervi e boscaioli, ritrae manieri isolati e villaggi di montagna, fie­nagioni e favolose biblioteche, rievoca notti passate sotto le stelle e amori e­stivi, riferisce leggende di spiriti, fate e lupi manna­ri e conversazioni con un'aristo­crazia votata all'estinzio­ne. Immagini sparse che compongono un quadro dalla grazia impareggiabile e suscitano nel lettore una sorta di incantamento: segno distintivo, questo, dell'appartenenza di Leigh Fermor alla medesima dinastia di Robert Byron e Bruce Chatwin.

Tutte le strade sono aperte. Viaggio in Afghanistan 1939-1940
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Schwarzenbach, Annemarie

Tutte le strade sono aperte. Viaggio in Afghanistan 1939-1940

Il Saggiatore, 26/02/2015

Abstract: Inquieta, androgina, nomade in fuga da se stessa,icona eterea e trasgressiva: Annemarie Schwarzenbach è tutto questo, un romantico Ulisse senza Itaca. In un nefasto 1939, lasciandosi alle spalle un'Europa sull'orlo della guerra e l'amore tormentato con Erika Mann, Annemarie prende la via dell'Oriente a bordo di una Ford con l'amica scrittrice Ella Maillart.Due donne sole scoprono l'Afghanistan, unpae se ai confi ni del mondo dove il tempo è rarefatto e brevi tragitti diventano peregrinazioni digiorni interi. Annemarie racconta quello che vedee sente in un quaderno di viaggio che lascia stupitiper la sua incredibile modernità: quei paesaggiscomparsi, distrutti dalle recenti guerre, dilaniatidalle tensioni etniche, attraverso le parole di Annemarie si mostrano ancora nella loro purezza, in un riverbero di colori polverosi, sguardi profondi,voci lontane.Prende forma un viaggio che è dura scuola divita, abitudine all'incontro e alla perdita, aperturaall'altro e alla parte più in ombra di se stessi. DallaTurchia alla Persia, fi no agli altopiani afghani, Annemarie si interroga sulla condizione delle donnecol chador, si ferma a bere il tè nelle tende gialloocra delle tribù pashtun, attraversa tempeste disabbia e deserti di cardi. Nomi come Pamir, HinduKush e Mazar-i-Sharif, molto più che indicazionigeografi che, nel suo taccuino divengono suono ecolore, ricordo e mistero.Il Saggiatore ripubblica quel prezioso quadernodi viaggio, un diario personale che è anche unreportage da territori remoti e lo specchio di un'epoca: le pagine di Tutte le strade sono aperte, già uscito come La via per Kabul, raccontano con immagini e parole il coraggio e lo smarrimento, le prove e i pericoli superati, le emozioni e le idee nate da un'esperienza che ancora oggi può dirsi del tutto straordinaria.

Giorni in Birmania
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Orwell, George - Caracciolo Giovanna - Maffi Mario

Giorni in Birmania

Mondadori, 03/03/2015

Abstract: Pubblicato negli Stati Uniti nel 1934 (e solo l'anno successivo in Gran Bretagna, per problemi di censura), Giorni in Birmania è il primo romanzo scritto da George Orwell e nasce dalla sua esperienza diretta come membro della polizia coloniale nll'Indocina degli anni Venti. Protagonista è il trentacinquenne John Flory, mercante angloindiano di legname che, insofferente ai codici di comportamento dei sahib bianchi e attratto dalla cultura orientale, si muove a cavallo tra due mondi senza riuscire a trovare una propria collocazione e, privo della forza morale necessaria per ribellarsi alla comunità bianca, rimane frustrato dagli inevitabili compromessi. Al tema politico si affianca quello sentimentale: l'amore infelice di Flory per una donna con cui spera invano di porre fine alla propria solitudine. Ma la vera anima del libro è la profonda indignazione umana di Orwell, che nel periodo trascorso in Birmania maturò una coscienza ben precisa dell'ingiustizia su cui si fondavano i rapporti sociali nelle colonie, atteggiamento che già preannuncia la satira sferzante dei futuri capolavori come La fattoria degli animali e 1984.

Il grande mare di sabbia. Storie del deserto
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Malatesta, Stefano

Il grande mare di sabbia. Storie del deserto

Neri Pozza, 11/03/2015

Abstract: Chi non è mai stato nel deserto è convinto, dai libri che ha letto, che sia un luogo straordinario ma monotono. "Un maledetto uadi dietro l'altro", come rispose un viaggiatore inglese a chi gli chiedeva se la traversata era andata bene. In realtà, sono quasi sempre i libri, non i deserti, a essere monotoni. Perché non basta descrivere i bagliori violetto e arancio dei tramonti, le calde dune color dell'oro, le infinite distese pietrose, le depressioni ricoperte di sale e di gesso, le montagne nere con le cime merlettate e gli orizzonti che sembrano così vicini per la secchezza dell'aria, mentre sono molto più lontano di quanto si possa immaginare. Questo è soltanto lo scenario che va popolato con i protagonisti, uomini che portano il velo blu o il casco coloniale, donne con i morbidi occhi cerchiati dall'hennè, spiriti duri di militari e di predoni, spiriti santi che vegliano o digiunano. Solo allora, davanti a tutta questa folla, è possibile accorgersi che il deserto non è mai stato un vuoto, ma un pieno, e che quanto lo caratterizza non è la monotonia o la ripetizione, ma la varietà e l'imprevisto. Il deserto è pieno di storie. Il fascino e l'unicità del Grande Mare di Sabbia stanno esattamente nell'aver interpretato quest'anima multiforme del deserto, attraverso storie molto differenti tra loro, che hanno l'aspetto formale dei racconti di viaggio, ma che finiscono altrove. Come uno dei suoi eroi, Laslo von Almasy, il "paziente inglese" di cui racconta la vera storia, molto più eccitante di quella del romanzo o del film, Stefano Malatesta è sempre alla ricerca di qualcuno o qualcosa: di un etnologo francese morto in strane circostanze, di un treno che si chia-mava "Sahara Express", dei soldati italiani in Libia e dei commandos inglesi, di audaci esploratori e di ancora più audaci viaggiatrici, di preziosi marmi e di oasi prive di sorgenti, di eremiti e di monasteri, di Italo Balbo e dell'architettura coloniale, di un eroico trasvolatore e di un grandissimo scrittore, del Cairo tra le due guerre mondiali e di una spia che diventerà presidente di una grande nazione, di un luogo che non c'è e del giovane Winston Churchill che va alla carica dei dervisci e di molte altre cose e persone. Scritto in una prosa così avvincente da ricordare i bei tempi in cui si leggeva con la certezza di essere trascinati di pagina in pagina, Il Grande Mare di Sabbia è una scintillante conferma, dopo il successo del Cane che andava per mare, delle doti di Malatesta come narratore."Malatesta non viaggia mai per vedere e basta: va da qualche parte, attraversa deserti e montagne, perché deve incontrare qualcuno, o ricostruire una vita avventurosa, o ascoltare testimoni che raccontano di altri vissuti in quei luoghi, dove hanno compiuto imprese mirabolanti".Giorgio Montefoschi"A Malatesta, cronista-narratore, interessano le storie, delle persone e dei luoghi. L'anima, eventualmente vi fosse, non è affar suo, ma il fascino sì. E sono le seduzioni, le pieghe, le ambiguità di tale fascino che Il Grande Mare di Sabbia ci trasmette".Alfredo Giuliani"Epiche imprese e personaggi affascinanti, da Laslo von Almansy, il paziente inglese, a Fabrizio Mori, l'archeologo che ha rivelato le pitture rupestri della Libia".La Stampa"Malatesta possiede una sobrietà e una scrupolosa precisione del linguaggio che è raro incontrare oggi".La Repubblica"Malatesta rende davvero giustizia alla narrativa, quando all'agguerrito cronista subentra il viaggiatore appassionato".La Stampa

Due e un ottomila. Gasherbrum I e II in stile alpino
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Messner, Reinhold

Due e un ottomila. Gasherbrum I e II in stile alpino

Corbaccio, 12/03/2015

Abstract: ALLE ORIGINI DEL MITO MESSNER: LA STORIA DELLE IMPRESE CHE LO HANNO RESO IL PIÙ GRANDE. Nel 1975 sembrava una follia: salire un ottomila in due senza ossigeno e in stile alpino. In "La vita secondo me" Messner accenna all'impresa su cui ha costruito la sua fama e la sua filosofia di vita: il Gasherbrum I, salito insieme al compagno di cordata Peter Habeler. Ma al resoconto dettagliato e straordinariamente avvincente di questa impresa, inizialmente sbeffeggiata e addirittura osteggiata da tutto l'ambiente alpinistico, dedica ora un libro intero: "Due e un ottomila". Un libro in cui parla non solo del Gasherbrum I ma anche della traversata dei due Gasherbrum compiuta con Hans Kammerlander nel 1984 - sempre senza portatori e senza ossigeno - quando i due "mostri sacri" dell'alpinismo contemporaneo erano due pionieri che sapevano osare e vedere lontano.

Manuale del viaggiatore goloso
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Perrone, Roberto

Manuale del viaggiatore goloso

Mondadori, 24/03/2015

Abstract: Firma di punta dello sport per il "Corriere della Sera", Roberto Perrone ha coltivato per converso sin da giovane la sua grande passione gastronomica, che lo accompagna anche tra le pareti di casa: sua moglie è una delle discendenti della mitica "Manuelina" di Recco. I suoi viaggi attraverso l'Italia ma anche oltre i suoi confini, in cui la descrizione dei cibi e degli chef diventa un modo per raccontare lo spirito dei luoghi, sono un appuntamento amatissimo sulle pagine del "Corriere". In questo volume sono raccolte le centinaia di scorribande raccontate negli anni, aggiornate e corredate di indicazioni su ristoranti, produttori di cose buone, cantine, alberghi e inframmezzate da alcune fondamentali pagine programmatiche dell'autore, come Il decalogo del viaggiatore goloso, Ogni tanto mi piace detox e Ho fatto tutte le diete del mondo. Una guida esaustiva eppure personalissima, da consultare per regalarsi una sosta golosa mentre si viaggia ma anche da leggere con passione, per sentire come la scrittura sia in grado di riportarci intatti e meravigliosi i sapori più intensi della vita.

La Cina in Vespa
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Bettinelli, Giorgio

La Cina in Vespa

Feltrinelli Editore, 20/02/2013

Abstract: Dopo quattro lunghi viaggi in Vespa attraverso 134 paesi, dopo più di 250.000 chilometri in sella alle sue due ruote, nel 2004 Giorgio Bettinelli decide di iniziare una nuova vita in Cina. Compra una casa sulla riva sinistra del Mekong, si sposa. Sembra l'avvio di una stagione della vita più sedentaria, o almeno più tranquilla. E invece il demone del movimento è di nuovo in agguato. Il quinto viaggio comincia nel maggio del 2006. Questa volta è un viaggio in un paese solo, ma toccherà tutte le trentatré realtà geografiche che compongono l'immenso mosaico cinese: un All China Tour su due ruote che non era mai stato realizzato prima né da un cinese né, tanto meno, da uno straniero. Con ironia, con affabilità, con annotazioni puntuali, le pagine del nuovo libro di Bettinelli ci immergono nel grande punto interrogativo rappresentato dalla Cina di oggi. Ci portano dentro minuscoli villaggi di provincia e immensi cantieri cittadini, strade sconnesse e modernissimi snodi autostradali, deserti sconfinati e shopping malls all'occidentale. Sono diciotto mesi, 39.000 chilometri, per incontrare nuovi ricchi e contadini, burocrati e donne bellissime, vecchi e giovani, per sentire qualcosa degli infiniti sapori e colori, suoni e silenzi che cadenzano la vita di tutti i giorni nei territori dell'antico Impero Celeste. Per conoscere cosa c'è davvero dentro il nuovo miracolo cinese.

L'arte di viaggiare
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Botton, Alain de

L'arte di viaggiare

Guanda, 26/03/2015

Abstract: "L'arte di viaggiare pone una serie di interrogativi il cui studio potrebbe modestamente contribuire alla comprensione di ciò che i filosofi greci indicavano con la bella espressione eudaimonia, ovvero felicità." Alain de Botton Possono scrittori, artisti e filosofi rivelarsi ottimi compagni di viaggio? Alain de Botton non ha dubbi e si affida a guide illustri del passato per scandire le sue partenze e i suoi ritorni. Ecco allora grandi città europee come Amsterdam e Madrid colte nel loro incanto dallo sguardo di Flaubert e di Humboldt, o Barbados, meta turistica rivalutata grazie a Huysmans; ma anche il Lake District e l'aura di serenità della campagna inglese visti attraverso le parole di Wordsworth. Dopo Le consolazioni della filosofia, De Botton costruisce con equilibrio e misura un altro manuale del vivere bene, lieve e divertito e ci regala una guida preziosa per quei viaggiatori distratti che tutti noi siamo.

Il libro delle foreste scolpite. In viaggio tra gli alberi a duemila metri. Ediz. illustrata
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Fratus, Tiziano

Il libro delle foreste scolpite. In viaggio tra gli alberi a duemila metri. Ediz. illustrata

Laterza, 01/03/2015

Abstract: Ogni volta che un camminatore attraversa una foresta scolpita è come se inventasse un continente che non c'è.Il libro delle foreste scolpite è un viaggio nel tempo alla scoperta di sé scandagliando quei luoghi dove le conifere resistono alle avversità d'un ambiente estremo e d'una terra rocciosa, là dove il resto dei viventi ha smesso di sopravvivere. Lariceti, pinete e cembrete dispersi fra quota 1900 e 2200 lungo l'arco alpino, ma anche le cortecce contorte e scolpite dei pini loricati che abitano le creste del Massiccio del Pollino, fra Calabria e Basilicata. E, infine, i pini longevi o Bristlecone Pines sulle Montagne Bianche in California, fra quota 3000 e 3900 metri, gli esemplari più antichi del pianeta (oltre 5000 anni). Un viaggio in paesaggi lunari dove la vita cerca a suo modo la strada per l'eternità. Luoghi dove l'anima si riveste di radici, di sogni, d'immaginazione. Guarda l'album di foto che arricchisce il volume: 84 scatti in bianco e nero di Tiziano Fratus

Tutte le strade portano a noi. A piedi da Milano a Bari
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Pierantozzi, Alcide

Tutte le strade portano a noi. A piedi da Milano a Bari

Laterza, 01/03/2015

Abstract: È un fatto piuttosto frequente che un camminatore desideri accorciare il percorso. Non fatelo. Da questo viaggio ho imparato che ogni decisione presa per arrivare prima vi farà solo arrivare più tardi.Mi sono messo in testa di percorrere la via Francigena a piedi con un gruppo di amici:quarantacinque giorni tra boschi secolari, valli disabitate e borghi suggestivi.Nella repentina decisione di attraversare l'Italia lungo le strade che vanno dal Gran San Bernardo a Roma e da Roma alla Puglianon ho fatto che richiamarmi al principio secondo il quale "camminando ci penserò". A cosa?A tutto più o meno: lavoro, costumi, pochissima politica e piaceri. Mentre mi chiedo se davvero camminare apra la mente e vivifichi lo spirito,non mancano appuntamenti pianificati e incontri accidentali come in ogni on the road che si rispetti: contadini centenari e giovani che hanno scelto di vivere da eremiti, rockstar e artisti, ecclesiasti intransigenti e loschi malavitosi. Lungo la strada germogliano storie antichissime e struggenti che ci parlano da vicino, troppo conosciute da ognuno di noi per essere declinate al singolare.

Notte a Gaza. Tra droni e asinelli
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Rinaldi, Niccolò

Notte a Gaza. Tra droni e asinelli

Stampa Alternativa, 31/03/2015

Abstract: "Frammenti di un'unica notte prolungata, con i suoi incubi, e con i suoi sogni", raccontati senza fanatismi, per capire, ma con l'indignazione per uno dei grandi scandali del nostro mondo. Dai graffiti lasciati dai soldati israeliani alla paccottiglia nell'ufficio di Arafat, dallo strazio dei corpi innocenti alla ragazza velata che ormai non osa più stringere la mano a un uomo, Notte a Gaza è una galleria di personaggi e immagini del nostro tempo.Gaza come metafora della stupidità umana.

Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca
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Loche, Massimo

Per via di terra. In treno da Hanoi a Mosca

Voland, 13/04/2015

Abstract: Novembre 1974. Il giornalista Massimo Loche, allora corrispondente da Hanoi per "l'Unità", sceglie per viaggiare un mezzo inusuale: il treno. Parte dal Vietnam, attraversa la Cina di Mao per arrivare a Mosca, nell'Unione Sovietica di Brežnev. Un itinerario irto di complicazioni e difficoltà di ogni tipo, in carrozze a quel tempo lussuose, popolate da marinai romeni e intellettuali jugoslavi, attrici del cinema mongolo e diplomatici avventurosi. Alla scoperta di un mondo che oggi non esiste più ma che è rimasto nell'immaginario di tutti.

L'uomo dalla voce tonante. Storie dell'America del Sud
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Malatesta, Stefano

L'uomo dalla voce tonante. Storie dell'America del Sud

Neri Pozza, 09/01/2015

Abstract: Uno scrittore cileno dell'Ottocento ha detto una volta che gli europei in visita nell'America del Sud parlano sempre di vulcani, selve amazzoniche, tempeste di Capo Horn, poiché non possono fare a meno di celebrarne la natura selvaggia. Anche Malatesta parla della naturadel continente australe, ma i veri protagonisti di questo libro sono gli indios della Terra del Fuoco considerati da Darwin l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, mentre avevano un vocabolario con oltre cinquanta parole per dire "mangiare il pesce"; megalomani come Popper che, proclamatosi re e imperatore della Terra del Fuoco, batteva moneta d'oro con la sua effige; sindacalisti contadini che, come Facon Grande, lavoravano nelle grandi aziende della Patagonia e venivano passati per le armi dai militari argentini; scrittori come Francisco Coloane, grande cantore del mondo australe con i suoi personaggi: cercatori d'oro, allevatori di cavalli, briganti che danno la caccia agli indios per incassare la taglia messa sul loro capo.Malatesta è stato ovunque, con tutti i mezzi possibili e anche impossibili. Ma questo non è un libro semplicemente deambulatorio. I racconti che lo compongono cominciano semprecon un viaggio ma finiscono altrove: nella storia, nella geografia, nell'antropologia, nella letteratura. Il risultato è un corpus romanzesco estremamente compatto sotto l'apparente divisione dei capitoli. Un romanzo dell'America latina che si muove secondo una direzione sudnord, da Capo Horn fino al Messico, alternando momenti drammatici – quali i funerali di Pablo Neruda – e altri improntati alla Luxe, calme et volupté, per dirla con Matisse, come le ore trascorse in un bar all'Avana, a fumare interminabili cohiba, a bere innumerevoli daiquiri e a contemplare la mirada fuerte dei cubani nei confronti delle loro giovani donne, puntualmente accompagnata dai piropos, quei complimenti barocchi e ironici che piacciono tanto alle ragazze dell'Avana.L'Avana, coi suoi pittori surrealisti e i suoi grandi scrittori; Buenos Aires, più europea delle città europee; la Tierra del Fuego, coi suoi ghiacciai che s'insinuano nelle foreste e, in fondo, il mare tempestoso di Cabo de Hornos dove si incontrano l'Atlantico e il Pacifico: i luoghi magici dell'America del Sud narrati da un grande scrittore di viaggio."Malatesta sa raccontare con fascinazione sempre divertita e maliziosa". Panorama "Stefano Malatesta scava con la mente nel tempo, e lì ritrova la generosità di pensare e di esprimersi".L'Espresso STEFANO

Il cammello battriano. In viaggio lungo la via della seta
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Malatesta, Stefano

Il cammello battriano. In viaggio lungo la via della seta

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Nella libreria del British Museum, di fronte alla Bibbia di Gutenberg, c'è un casottino di vetro che custodisce un rotolo buddhista, il Diamond Sutra, stampato nell'866 dopo Cristo. Sei secoli prima di Gutenberg. È stato trovato – i cinesi dicono rubato – all'inizio del secolo in un'oasi sperduta della Cina occidentale, ai confini con il Taklamakan, uno spaventoso deserto il cui nome significa: "Se entri, non esci". Dunhuang era la tappa iniziale della Via della Seta per chi veniva dalla Cina e quella finale per chi partiva dal Mediterraneo e faceva parte di una straordinaria cultura fiorita per mille anni e poi scomparsa sotto la sabbia. Per arrivarci e raccontare la storia di questa cultura e di come venne saccheggiata dagli archeologi predoni, Stefano Malatesta ha seguito le antiche strade carovaniere, sulle tracce di geografi, avventurieri, esploratori, briganti, pellegrini, attraversando l'Hindukush, il Karakorum, il Pamir. È stato a Kashgar, il più grande, leggendario mercato dell'Asia Centrale e nelle valli paradisiache dell'Himalaya dov'è nato il mito di Shangri-là. Ha incontrato i cafiri dagli occhi azzurri e i nomadi kirghisi che cacciano con le aquile. Le descrizioni e le osservazioni del nostro scrittore-viaggiatore, integrate con resoconti di spedizioni, memorie, testi tra l'avventura e il saggio, tra la storia e l'antropologia, fanno di questo libro un moderno Milione.

Weekend low cost in Italia. Guida anticrisi alle più belle mete da vacanza mordi e fuggi
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Ortolano, Giuseppe

Weekend low cost in Italia. Guida anticrisi alle più belle mete da vacanza mordi e fuggi

BUR, 16/04/2015

Abstract: Una vacanza è una vacanza, anche – o forse soprattutto – quando dura poco! Ma con un tempo ridotto a disposizione, niente deve essere lasciato al caso. Grazie a questa guida scoprirete sessanta mete imperdibili e poco conosciute sparse in tutta Italia, dal mare alla montagna alle città d'arte: posti veri, dove la cucina, la cultura e l'accoglienza turistica sono ancora genuine e a buon mercato. Vi attendono suggestive magioni infestate nel parmense, spiagge bellissime e vestigia romane sulle isole pontine, borghi e castelli medievali (per non parlare dell'olio agrumato) lungo la costa abruzzese dei Trabocchi, l'incantevole barocco siracusano e naturalmente le innumerevoli sfumature della tavola italiana. Tanti itinerari semplici da consultare, perfetti per chi sceglie la formula del weekend lungo e breve per i propri viaggi di piacere. Ogni proposta è corredata da cartine e dalle informazioni logistiche necessarie per muoversi a colpo sicuro, da nord a sud, alla scoperta di un'Italia bellissima e sostenibile.

Camminando. Incontri di un viandante
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Cacucci, Pino

Camminando. Incontri di un viandante

Feltrinelli Editore, 08/04/2015

Abstract: "Un assassino o diversi assassini vanno a spasso liberamente per questo stabilimento termale. E' impossibile sapere che cosa abbiano cercato di ottenere con tutti questi delitti, ma si tratta di qualcosa che è qui, qualcosa che è possibile toccare, con le mani o no, ma che è qui. Ed è così importante da scatenare una disperata carneficina." "Su questo mi permetta di dissentire, signor Carvalho. Non è indispensabile che si tratti di una disperata carneficina. Le ho già parlato prima della mia teoria sulle crisi. Per risolvere bisogna provocarle. Qualcuno ha provocato questa crisi in cerca di una soluzione definitiva." "Soluzione a che cosa?". "Questo è il problema".

Expo Milano 2015 For Dummies
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Morellini, Mauro

Expo Milano 2015 For Dummies

Hoepli, 21/04/2015

Abstract: Una guida rapida a una delle città più dinamiche del mondo, nei mesi della manifestazione più importante del 2015.Tutti i suggerimenti per conoscere la città da insider: le visite da non perdere, ma anche le bellezze nascoste e i piccoli segreti, con tanti consigli utili per destreggiarsi in città.I locali e i quartieri frequentati dai milanesi, dall'aperitivo a notte fonda. Una guida ai luoghi dell'EXPO 2015, per puntare subito alle attrazioni più notevoli. Un calendario di tutti gli eventi, fuori e dentro Expo.

Parigi low cost
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Italiani, Elena

Parigi low cost

BUR, 24/04/2015

Abstract: Dimenticate tutto quello che sapete sulla capitale europea dell'amore: Parigi non è più cara di Roma o Milano, e la sua cucina non è affatto deludente, basta evitare le trappole per turisti poco accorti. A raccontarcelo è un'italiana che ormai dal 2002 vive oltralpe, dove ha scoperto che innamorarsi della città più romantica del mondo si può, soprattutto se si tengono gli occhi bene aperti. In questa guida scoprirete trasporti green per esplorare la città senza sborsare un capitale in autobus turistici, occasioni culturali inedite, indirizzi imperdibili per fare un brunch a prezzi stracciati nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, mercatini inaspettati e autentici quartieri bohémien come il Marais. Ma non basta! Undici itinerari dentro e fuori porta vi immergeranno nella magia di regge e cattedrali, dei suggestivi passaggi coperti, dei luoghi immortalati da film e romanzi indimenticabili. Scoprite pagina dopo pagina le migliori strategie per aggirare i mille trabocchetti di cui la "Ville Lumière" è disseminata e godere appieno delle infinite opportunità che offre.

Quando il rischio è vita
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Mauri, Carlo

Quando il rischio è vita

Corbaccio, 23/04/2015

Abstract: CON UNA PREFAZIONE DI ANDREA VITALI. Alpinista, viaggiatore, navigatore ed esploratore, Carlo Mauri fu soprattutto un uomo dalla curiosità insaziabile nei confronti del mondo e degli uomini che lo abitano. Quando il rischio è vita, pubblicato nel 1975 e oggi riproposto in una nuova edizione con una prefazione di Andrea Vitali, nuove fotografie e un'appendice sulla sua esperienza in Unione Sovietica, a quarant'anni di distanza nulla ha perso della freschezza e del fascino originari: proprio come tutti i grandi classici.