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Andreï Makine, immortale. Lo scrittore è stato eletto all'Académie française, giovedì 3 marzo 2016, al primo turno, con 15 voti su 26 votanti. Succede ad Assia Djebar, morta nel 2015, alla poltrona n° 5. Makine è un uomo innamorato follemente della lingua francese, lui che, nato in Russia, a Krasnoïarsk (Siberia), nel 1957, è stato naturalizzato francese nel 1996. Il francese è la lingua di sua nonna, Charlotte, che gliela insegna e che gli trasmette l'amore per un paese e una letteratura alla quale egli dedicherà i suoi studi.

Per saperne di più leggete l'articolo sul sito di Le Monde.

Trovati 3 documenti.

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L'arcipelago della nuova vita
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Makine, Andreï

L'arcipelago della nuova vita

La nave di Teseo, 16/11/2017

Abstract: Agli estremi confini orientali della Russia, dentro al vento del Pacifico, per terre immense che sembranosfuggite alla storia, Pavel Gartsev e i suoi compagni danno la caccia a un criminale dal volto sconosciuto.Pavel, nato e cresciuto nella Russia di Stalin, ha un passato di solitudine e abbandoni: rimasto orfano dabambino in circostanze che non conosce, ha vissuto, soldato ancora giovanissimo, tutta la violenza dellaseconda guerra mondiale. Rientrato a casa, Pavel si iscrive all'università, conosce Sveta, sogna diiniziare con lei una vita normale, ma all'addensarsi della guerra fredda è richiamato in servizio nell'estdel paese e gli viene assegnato il compito di dare la caccia, insieme ad altri soldati, a un uomo evasoda un campo di prigionia. Per molti giorni i cinque, accompagnati da un cane, seguono per l'infinitadistesa della taiga le tracce dell'uomo; la preda è astuta, più volte si fa gioco dei suoi inseguitori,costringendoli a un vagare disperato ed esaltante. Quando i suoi compagni vengono feriti, Pavel decidedi continuare la caccia da solo, ma non sa ancora che la vera identità del fuggitivo, una volta scoperta, saràcapace di sconvolgere la sua vita. Un corpo a corpo ai confini del mondo e del tempo fraun soldato sfinito e sua preda misteriosa, un'esaltante esplorazione geografica e sentimentale: la palpitanteavventura di una lunga caccia all'uomo mentre all'orizzonte sorge un arcipelago, dove forse un'altravita, nell'eterna fragilità dell'amore, sarà possibile.

Il testamento francese
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Makine, Andreï - Frausin Guarino Laura

Il testamento francese

Einaudi, 08/07/2014

Abstract: Nella profonda Russia, ai confini con la steppa siberiana, un'anziana signora, Charlotte, racconta al giovane nipote ossessionato dalla favolosa Atlantide la storia della sua avventurosa esistenza. Figlia di una famiglia francese trasferitasi in Russia nel 1903, poco dopo la visita dello Zar Nicola II a Parigi, Charlotte è una donna colta, intelligente, nostalgica che, attraverso aneddoti storici e privati e con l'aiuto di foto e giornali conservati in una vecchia valigia, rievoca un drammatico passato in cui la sua vicenda personale si intreccia indissolubilmente a quella della Russia, della rivoluzione e della guerra. Racconto dopo racconto quel nipote, figlio dell'era poststalinista, imparerà ad allontanarsi dalla misera realtà in cui vive e a convincersi che Atlantide esiste e che merita solo di essere conquistata. Il testamento francese ha vinto il Premio Goncourt e il Premio Médicis.

L'amore umano
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Makine, Andreï - Melaouah Yasmina

L'amore umano

Einaudi, 08/07/2014

Abstract: La pelle dei bianchi e quella dei neri, l'alternarsi di giorno e notte, di vita e morte, di albe ricche di promesse e di stragi senza fine in un romanzo profondamente umano. *** "La Russia potrà anche appartenere al passato di Makine, ma lo scrittore continua a trovare il modo di ricordarla e, attraverso la memoria, a scrivere romanzi di straordinaria profondità e bellezza". "The New York Times" *** L'esistenza del piccolo Elias Almeida è tutta racchiusa nell'"incavo caldo e morbido del gomito della madre": nel tepore in cui nasconde il volto e trova rifugio, scorre una vita diversa, lontana dalle tragedie che sconvolgono l'Angola nei primi anni Sessanta. Ma è un rifugio malsicuro e l'altra realtà non tarda a raggiungerlo: la madre, costretta a prostituirsi per mantenerlo, viene uccisa dai militari portoghesi, lui si aggrega alla resistenza anticoloniale, ritrova il padre combattente, incontra un Che Guevara deluso dai mancati progressi della rivoluzione in Africa; a Cuba impara a usare le armi, a Mosca conclude il suo apprendistato politico e militare, subisce diverse umiliazioni, scopre che l'uomo nuovo promesso da Lenin fatica ad emergere; ma soprattutto incontra Anna: nel gelo puro e cristallino di un villaggio siberiano, dove trascorrono insieme qualche giorno, Elias intravede "la luce dell'altra vita". Ma sarà solo un istante: la Storia, la Storia degli ultimi decenni del Ventesimo secolo con i suoi ideali, le sue speranze, le sue atroci illusioni lo chiama; e lui risponde, convinto com'è che la liberazione del suo paese porterà con sé anche l'emancipazione sociale e umana dei suoi connazionali, che la Rivoluzione debba implicare un rinnovamento profondo dell'uomo: a che serve, altrimenti, combattere? E quanto più - dall'Angola a Mogadiscio - la situazione si incancrenisce, tanto più Elias diventa una semplice rotella di un gigantesco e crudele ingranaggio, quanto più diventa difficile tenere fede agli ideali, tanto più intenso diventa il bisogno di ritrovare il calore dell'infanzia, i silenzi e l'umanità pura di quel villaggio siberiano.